Passa ai contenuti principali

L'OMBRA SOPRAGGIUNTA






La città, meraviglioso mare, s'inabissano piccoli vani vascelli.

*

L'anima che rotola via
come una biglia di vetro.
Quando i dieci girasoli si chineranno
per la quotidiana preghiera
ci sarà un tremito
simile a una parola
nell'ombra sopraggiunta.
Ho scelto il servo del sole
per il tuo silenzio.

*

Poesia per te
che hai fermato il treno
della metro
vorrei averti incontrato ieri
vorrei averti trovato in un prato
vorrei averti aiutato a vedere più chiaro
con quegli occhi troppo neri
ma questa città è grande
e tu non sei mai arrivato.
Anche io - di tanto in tanto - mi fermo
ad ascoltare la fine.
Un treno che stride sulle rotaie.

*

La pioggia cade
non sa fare altro
solo il vapore sa rialzarsi.


*

Oggi da un canale rotto
è venuto giù il cielo - tutto!
e io sotto
come un secchio bucato
che non si sa riempire.


*

Vergognati la faccia- diceva
mia nonna quando accadeva
qualcosa di disumano: un assassinio
un uomo senza cuore
e io non capivo perché
nascondeva la sua faccia tra le mani
sentire la vergogna degli altri
una desueta e misteriosa forma
d’amore.

*

La gioia è questo
profumo d'erba improvviso
nelle narici
e tutti i prati tornano
un tappeto di ricordi


*

Forse ci saranno altre primavere
ma nessun giorno di maggio torna
è un'illusione
l'inganno di un mago - il cielo
non essere eterna-
sollievo

*

A faccia a faccia con i soffioni
gli occhi di Gesù - li chiamano
mi guardano e volano
uno si posa sulla mia mano.

*


Anche ieri sera
davanti al cancello
cercava di infilare la chiave-
vuole solo tornare
a casa - inveisce contro l'indifferenza del ferro
" sempre chiuso ... perché sei
sempre chiuso?"
Ecco la strana parabola
dell'uomo ubriaco che insulta
un cancello chiuso e a me
apre gli occhi.

*

Continuiamo a parlarci così
Io ti parlo senza dire
Tu mi rispondi senza capire
In un vortice di suoni che solo
un ottimista osa
chiamare parole.

*

E ora avete una casa più grande
e i vostri figli, vedo, sono diventati più grandi
e anche le pance
più grandi
e i vostri vestiti che grandi firme
e tra le righe un grande
vuoto
ah il nostro grande
Bel Paese!


*

Cade una foglia
nel cortile assolato
formiche in fila

*

Cammino scalza
Una lingua di sole
Riscalda il marmo

*

Commenti

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…