Passa ai contenuti principali

MANIFESTO URBANO A PISTOIA


MANIFESTO URBANO – 29 marzo/12 aprile 2016 – Pistoia


Settegiorni Editore, in collaborazione con il Comune di Pistoia e con le associazioni “Cartabianca” e “Artmonia”, promuove una iniziativa denominata MANIFESTO URBANO in occasione della manifestazione “Leggere la città” 2016 che si svolgerà a Pistoia dal 7 al 10 aprile.
L’iniziativa nasce da un’idea di Mario Carnicelli, ripresa e sviluppata da Nilo Benedetti e curata da Filippo Basetti.

MANIFESTO URBANO è una mostra fotografica atipica: una “mostra” all’aperto riguardante la città di Pistoia, attraverso l’affissione di manifesti 100x140, con fotografie realizzate da 5 fotografi: Filippo Basetti, Martina Bruni, Mario Carnicelli, Chiara Marraccini, Alessandra Repossi.

Una fotografia per manifesto, 10 fotografie per ogni fotografo, 50 manifesti da affiggere in tutta la città di Pistoia, per una durata di 15 giorni, dal 29 marzo al 12 aprile 2016. Periodo che comprende lo svolgimento di “Leggere la città” 2016 (7-10 aprile) e all’interno del cui programma la mostra è inserita.

I luoghi di Pistoia in cui potrete vedere "MANIFESTO URBANO" sono: Via Antonini, Via Bindi, Via Dalmazia, Via Calamandrei, Piazza San Lorenzo, Piazza Resistenza, Largo Molinuzzo, Corso Gramsci, Stazione

L’idea nasce da un dialogo tra il fotografo Mario Carnicelli e l’editore Nilo Benedetti durante il quale emerge il desiderio di sviluppare un progetto fo- tografico legato alla città, attraverso la sua “interpretazione” fotografica ed artistica non in un luogo “consacrato”, quale può essere un museo o una gal- leria d’arte, ma proprio in un luogo “sconsacrato”, quello che per eccellenza è il luogo della pubblicità, soprattutto commerciale: gli spazi delle affissioni. Nessun tentativo di “riappropriarsi” di qualcosa, bensì la scelta di “spiazzare” la città proprio negli spazi che la città ha deciso di concedere al pubblico, re- stituendoli in questo modo, attraverso le immagini della città, alla città stessa.

Gli autori coinvolti in questa edizione di MANIFESTO URBANO presentano, ognuno a suo modo, uno sguardo particolare sulla città.

Filippo Basetti ha realizzato degli scatti (facendo una fotografia dentro la fo- tografia) ispirandosi ai brani del libro “Leggere la Città” di Giovanni Michelucci e Aurelio Amendola, dove l’autore mette in risalto o in evidenza alcuni elemen- ti della città, decontestualizzando così, particolari spesso inosservati da chi “guarda” una, o la sua città.
Martina Bruni propone un’unica fotografia, ripetuta dieci volte, con molteplici visioni della città. Le immagini, sovrapposte fra di loro, fuse su un medesimo supporto, orchestrate secondo la sensibilità e il personale gusto della foto- grafa, concorrono nel formare una visione sintetica di un’esperienza. Un viag- gio, un tracciato da percorrere, un’idea, un movimento mentale fra tradizioni e innovazioni che questa città ci offre. Un’immagine che invita l’osservatore a scrutare i dettagli in essa contenuti e a riconoscere quegli elementi che la caratterizzano.
Mario Carnicelli, invece, propone due serie fotografiche composte da 5 fo- tografie ciascuna che, partendo da un singolo elemento della città, diventano racconto, movimento, percezione nel tempo delle trasformazioni di una socie- tà e di una città.
Chiara Marraccini presenta dieci autoritratti in dieci spazi urbani, realizzati fotografando la città riflessa nel lume della sua bicicletta. Immagini che di- vengono simbologia di appartenenza ad una città, vista in modo personale e attraverso un modo “ecologico” di vivere gli spazi pubblici del centro storico.
Alessandra Repossi presenta dieci immagini di una città indefinita, o meglio, della sua percezione. Una città pura, senza elementi di disturbo, quali l’essere umano o oggetti in movimento, che si rivela all’autore quasi fosse un luogo abbandonato o etereo di un sogno metafisico.


I fotografi

Filippo Basetti
Pistoiese, artista visivo, fotografo e regista. Lavora da anni sui temi dell’arte pubblica e sociale, tramite la decontestualizzazione e con un approccio con- cettuale. Ha esposto in mostre personali e collettive in sedi private e pubbli- che e ha all’attivo riconoscimenti nel campo dei cortometraggi e video www.filippobasetti.com

Martina Bruni
Pistoiese, fotografa, usa il mezzo fotografico abbandonando la tridimensiona- lità, la materia e l’astrazione per accostarsi alla superficie bidimensionale della fotografia. Ha esposto in varie sedi private e istituzionali.

Mario Carnicelli
Nato ad Atri, vive e lavora a Pistoia. Ha lavorato come foto giornalista freelance ed inviato speciale collaborando con varie riviste e quotidiani, tra i quali Popular Photography, Espresso, Panorama, Corriere della Sera, Il Giorno. Ha colla- borato, tra gli altri, con l’Istituto di etnologia dell’Università di Perugia. Accanto ai lavori di fotografia documentaria porta avanti progetti artistici personali. www.mariocarnicelli.com

Chiara Marraccini
Pistoiese, biologa di professione, fotografa da cinque anni frequentando il Gruppo Fotografico Fornaci. I suoi lavori si rifanno alla fotografia di architettura ma sopratutto di paesaggio, vista la sua innata passione verso la natura e l’ambiente.

Alessandra Repossi
Nata a Milano ma pistoiese di adozione, ha esposto in mostre personali e col- lettive in tutta Italia. È presente in permanenza alla galleria Immagini Spazio Arte di Cremona e alla galleria Spazio E di Milano. Ha fatto pare del collettivo Gruppo E2 di Milano e ha pubblicato fotografie su riviste del gruppo Monda- dori e Cairo. Ha studiato alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano con Erminio Annunzi. È anche traduttrice, autrice, giornalista e blogger. www.alessandrarepossi.com


http://www.discoverpistoia.it/it/eventi/3555-50-manifesti-mostra-itinerante-pistoia-manifesto-urbano.html

Commenti

Post popolari in questo blog

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…