sabato 30 aprile 2016

NOTTURNO CON FIORE DI LIMONE


Nunzio Ardiri Sinfonia di limoni, olio su tela




aspetto che canti l'usignolo
e schiuda il fiore bianco del limone
è una perla il suono
nel buio di una conchiglia.

lunedì 25 aprile 2016

THE LOST HORSE

The Lost Horse photo by G. Iorio



L'ho seguito oltre la siepe in un campo silenzioso dove la misura del tempo è l'ombra di un cavallo smarrito.




mercoledì 13 aprile 2016

ETERNI RITORNI | IL PAESE NELLO SPECCHIO





Lo specchio è arrivato dopo la morte di mio padre. Esattamente un anno dopo. Io non so se vuol dire qualcosa. Eccomi qua a riflettere sullo specchio nuovo  - e per me inutile - che occupa quasi per intero la parete del corridoio a casa dei miei genitori.
Quando a Pasqua sono andata a trovare mia madre l'ho visto e ho avuto paura.
- E se cadesse?
Ma  mia madre ha sorriso e ha detto:
- E' fissato bene al muro.
Forse non è difficile capire perché mia madre lo abbia comprato: in una casa vuota uno specchio è una compagnia. Può essere un sollievo vedere due occhi che ti seguono con tenerezza anche se sono i tuoi stessi occhi.
Ma poi qualche sera fa ho fatto un brutto sogno: lo specchio era cresciuto  a dismisura, era diventato grande tanto da riflettere l'intero paese: la piazza, il Municipio, le case vuote.
Il silenzio era diventato insopportabile e io bussavo sullo specchio in cerca di occhi.

Katia Chausheva Photography
Poids léger

AUTORI IRPINI | EMILIA BERSABEA CIRILLO



Emilia Bersabea Cirillo Non smetto di avere freddo, L'Iguana Editrice, 2016

CONCORSO FARAPOESIA | LA NEVE E' ALTROVE

La raccolta "La neve è altrove" vince il Concorso Farapoesia

Farapoesia: Vincitori del Concorso Pubblica con noi 2016 

martedì 12 aprile 2016

NOTE CRITICHE | PAOLO SAGGESE: OPERAI DI SOGNI


Giovanna Iorio
la poetessa alla ricerca di “profumo di sogni”
nota di Paolo Saggese
17/04/2014



A tutti i giardini pensili
A tutte le rose nei fossi
A tutte le ginestre nei dossi
cercasi profumo
di sogni
Giovanna Iorio

A tutti quelli che si dannano l’anima
per un sogno. Fate bene.
Giovanna Iorio


Qualche anno fa ho definito i poeti irpini “operai di sogni”, perché questi autori, tutti o quasi, hanno coltivato utopie e passioni, che forse non si sono realizzate, ma che hanno coinvolto parte importante della loro esistenza e della loro scrittura (si veda Operai di sogni. Poeti irpini del ‘900, a cura di Paolo Saggese, Introduzione di Luigi Mainolfi, Elio Sellino editore, Avellino, 2007). Uno di questi “operai di sogni” è sicuramente Giovanna Iorio (Avellino, 1970), fortemente legata all’Irpinia, sebbene da moli anni viva a Roma. Traduttrice dall’inglese (per le edizioni “Via del Vento” ha curato e tradotto i volumetti: Eavan Boland, Falene; Medbh McGuckian, Scene da un bordello; per i tipi di Trauben Edizioni Testo di Seta, Torino, 2004, poesie di Eilean Ni Chuilleanain), scrittrice di racconti (editi in AaVv, 100 storie prima che sia troppo tardi, Feltrinelli; Roma per Roma, Edizioni Progetto Cultura; AaVv, Rosso da camera, Perrone Editore, 2012; La mamma è mamma, Mondadori, 2012), e quindi di poesie particolarmente eleganti, ispirate, dalla parola levigata e rarefatta. In questo ambito si segnalano le plaquette La memoria dell’acqua. Poesie ispirate alle opere di Carlo Vincenti (1946-1978), Presentazione di Ivano Mugnaini, Postfazione di Miriam Castelnuovo, Davide Ghaleb Editore, Sutri, Vt, 2012; Mare Nostrum, Prefazione di Vincenzo D’Alessio, Postfazione di Gianmario Lucini, Illustrazioni di Alessandro Ricci, CFR, Rende, Cs, 2012; Il libro degli oggetti smarriti, nell’antologia La forza delle parole, Fara editore, Rimini, 2012; una parte dell’inedita L’altalena del satiro nell’antologia Percezioni dell’invisibile, a cura di Giuseppe Vetromile, impreziosita con fotografie di Gabriella Maleti, con una litografia fuori testo, Edizioni L’Arca Felice, Salerno 2102; In-Chiostro, Delta 3 edizioni, Grottaminarda, AV, 2012 - Opera vincitrice della “Sezione poesia” del Premio Nazionale “L’Inedito” sulle tracce del De Sanctis, XI edizione. Si segnalano, inoltre, numerose presenze della poetessa in antologie anche edite in Irpinia (a cura non solo di Paolo Saggese, ma anche di Domenico Cipriano, Cosimo Caputo, Raffaele Barbieri, Francesco Di Sibio, Massimo Ciotta), a sottolineare il sempre notevole legame di Giovanna Iorio con l’Irpinia. Collabora anche con Storiebrevi.it, il sito della Feltrinelli, che pubblica racconti da leggere sullo smartphone, dove sono comparsi L’avambraccio e Carlo il Calvo. Per il Cantiere Rai (Radio Rai 3) ha scritto tra l’altro il radiodramma Il delitto dello spazio misurato. Dal 2009 cura il blog Amici di Letture (http://amicidiletture.blogspot.it).
Venendo alla produzione in versi, nella pregevole Prefazione, dal titolo La rotta, a Mare Nostrum, Vincenzo D’Alessio traccia un profilo della poetessa, centrando i punti nodali di un’ispirazione mai scontata: qui, Giovanna Iorio ci appare come un’autrice consapevole, che riflette sul Mediterraneo e sulla sua storia millenaria, che reinterpreta in chiave moderna l’Odissea omerica, con nuovi Ciclopi (un datore di lavoro schiavista), Ulissi (un immigrato che si ribella e acceca il suo sfruttatore), Penelopi e Circi, con altri viaggi, della speranza o della disperazione, con altre schiavitù all’ombra del Vesuvio, utilizzando per una nuova umanità le parole, che Plinio il Giovane dedica allo zio Plinio il Vecchio proprio nel rievocare la forza distruttrice del vulcano.
In modo impeccabile, D’Alessio scrive: “L’intera raccolta è un poema alla donna, alla tela che ordisce per sfuggire al mondo a misura d’uomo, al maschile, ai padroni. La donna è il mare della vita, il mare nostrum, i cui confini segnano la rotta sicura in ogni stagione. La donna è la madre terra, antica e vigorosa di frutti” (p. 6). In questa raccolta, come in altre (ad esempio, in-chiostro), è evidente anche la lezione di Quasimodo e Montale, come è evidente la presenza di quel “pensiero meridiano” (D’Alessio, p. 7), che rappresenta un’alternativa al mondo occidentale. Sulla stessa linea è l’acuta riflessione di Gianmario Lucini, che opportunamente vede nella poesia di Giovanna Iorio una riflessione critica sulle “contraddizioni che pongono serie domande al nostro modello occidentale di sviluppo e alla nostra stessa concezione di libertà” (p. 51).
Tra le numerose poesie significative di questa raccolta, ne cito una, il canto 4, dedicato ad una donna immigrata, motivo altre volte presente nelle voci al femminile della nostra Irpinia (cfr. Gaetana Aufiero e Lucia Gaeta, qui in SI3): “Sono arrivata su un barcone nero / nero di notte / nero all’alba / nero al calar del sole / nero di fame / nero di sudore. // Sono arrivata in una terra bianca / bianca di sole / bianca di sale / bianca di cemento / bianca di pane / bianca di parole. // Sono rimasta ore a vagare / nel colore / Croce Rossa / tute arancione / tende azzurre / brande grigie / luce marrone. // Solo quando dormo sento / la terra da cui provengo // la sua mano calda / sulla mia guancia bagnata”.
Maggiore è la presenza dell’Irpinia in La memoria dell’acqua, che sembra una plaquette più tersa, ancora più elegante, dove accanto alle suggestioni classiche (si veda Lalage la chiacchierina, esplicita allusione ad Orazio) notevole è il tema della memoria, evocata nel titolo. Anche le parole ad esergo (“Chi non parla è dimenticato”), tratte da Pasolini, confermano il legame con il pensiero meridiano già sottolineato da D’Alessio (Pasolini, tra l’altro, è significativamente citato anche ad esergo nella raccolta in-chiostro).
Del resto, un altro aspetto di continuità è il legame tra poesia e immagine (qui, le parole di Giovanna Iorio accompagnano le opere di Carlo Vincenti, mentre in Mare Nostrum le illustrazioni di Alessandro Ricci), a voler sottolineare la complessità di qualsiasi messaggio, che non si esaurisce solo nelle parole.
Il calligrafismo, arricchito da grande profondità interiore, è anche nelle altre plaquette. In queste raccolte ritorna con maggiore intensità del passato il senso della “ricerca del sé e della vera, ma nascosta, identità della storia”. È più sfumata la presenza dell’Irpinia, ma notevole in una poesia di In-chiostro, dal titolo Radici, e dedicata ad un Vincenzo, che probabilmente è il poeta D’Alessio (per il quale cfr. SI e SI2), già citato come prefatore di Mare Nostrum.
Tra i suoi auctores si segnalano ancora Montale (si veda Carrucola) e Quasimodo (In-cattedra). Qui, c’è un gusto per il cosiddetto “motto iniziale”, consistente nel riprendere un verso di un poeta all’inizio di un componimento e nel dare poi alla poesia uno sviluppo completamente originale: “Trafitta da un raggio di sole / la luce scrosta / il legno urla un desiderio / di pelle // si scrolla di dosso / la polvere del mondo // apre cassetti pieni / di terra e radici” (In-cattedra).
Questo, e molto altro, è Giovanna Iorio, sicuramente una delle figure più interessanti, che l’Irpinia consegna alla letteratura italiana del nuovo millennio.


giovedì 7 aprile 2016

SPIRITUS DURISSIMA COQUIT | LO STRUZZO DI EINAUDI IN MOSTRA


Dal 31 marzo al 23 aprile, presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Milano, sono in esposizione i libri pubblicati da Giulio Einaudi Editore: ad essere documentato è il mezzo secolo in cui lo Struzzo - che stringe un chiodo nel becco con, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e il motto "Spiritus durissima coquit" - è stato indiscusso simbolo di qualità e di eccellenza culturale ma anche grafico-editoriale. Protagonisti della mostra sono poeti, scrittori, saggisti di tutto il mondo, ma anche le copertine di artisti di valore internazionale come Albe Steiner, Max Huber, Bruno Munari. INGRESSO LIBERO.
I libri Einaudi 1933-1983
(Rai Letteratura)

mercoledì 6 aprile 2016

MANIFESTO URBANO A PISTOIA


MANIFESTO URBANO – 29 marzo/12 aprile 2016 – Pistoia


Settegiorni Editore, in collaborazione con il Comune di Pistoia e con le associazioni “Cartabianca” e “Artmonia”, promuove una iniziativa denominata MANIFESTO URBANO in occasione della manifestazione “Leggere la città” 2016 che si svolgerà a Pistoia dal 7 al 10 aprile.
L’iniziativa nasce da un’idea di Mario Carnicelli, ripresa e sviluppata da Nilo Benedetti e curata da Filippo Basetti.

MANIFESTO URBANO è una mostra fotografica atipica: una “mostra” all’aperto riguardante la città di Pistoia, attraverso l’affissione di manifesti 100x140, con fotografie realizzate da 5 fotografi: Filippo Basetti, Martina Bruni, Mario Carnicelli, Chiara Marraccini, Alessandra Repossi.

Una fotografia per manifesto, 10 fotografie per ogni fotografo, 50 manifesti da affiggere in tutta la città di Pistoia, per una durata di 15 giorni, dal 29 marzo al 12 aprile 2016. Periodo che comprende lo svolgimento di “Leggere la città” 2016 (7-10 aprile) e all’interno del cui programma la mostra è inserita.

I luoghi di Pistoia in cui potrete vedere "MANIFESTO URBANO" sono: Via Antonini, Via Bindi, Via Dalmazia, Via Calamandrei, Piazza San Lorenzo, Piazza Resistenza, Largo Molinuzzo, Corso Gramsci, Stazione

L’idea nasce da un dialogo tra il fotografo Mario Carnicelli e l’editore Nilo Benedetti durante il quale emerge il desiderio di sviluppare un progetto fo- tografico legato alla città, attraverso la sua “interpretazione” fotografica ed artistica non in un luogo “consacrato”, quale può essere un museo o una gal- leria d’arte, ma proprio in un luogo “sconsacrato”, quello che per eccellenza è il luogo della pubblicità, soprattutto commerciale: gli spazi delle affissioni. Nessun tentativo di “riappropriarsi” di qualcosa, bensì la scelta di “spiazzare” la città proprio negli spazi che la città ha deciso di concedere al pubblico, re- stituendoli in questo modo, attraverso le immagini della città, alla città stessa.

Gli autori coinvolti in questa edizione di MANIFESTO URBANO presentano, ognuno a suo modo, uno sguardo particolare sulla città.

Filippo Basetti ha realizzato degli scatti (facendo una fotografia dentro la fo- tografia) ispirandosi ai brani del libro “Leggere la Città” di Giovanni Michelucci e Aurelio Amendola, dove l’autore mette in risalto o in evidenza alcuni elemen- ti della città, decontestualizzando così, particolari spesso inosservati da chi “guarda” una, o la sua città.
Martina Bruni propone un’unica fotografia, ripetuta dieci volte, con molteplici visioni della città. Le immagini, sovrapposte fra di loro, fuse su un medesimo supporto, orchestrate secondo la sensibilità e il personale gusto della foto- grafa, concorrono nel formare una visione sintetica di un’esperienza. Un viag- gio, un tracciato da percorrere, un’idea, un movimento mentale fra tradizioni e innovazioni che questa città ci offre. Un’immagine che invita l’osservatore a scrutare i dettagli in essa contenuti e a riconoscere quegli elementi che la caratterizzano.
Mario Carnicelli, invece, propone due serie fotografiche composte da 5 fo- tografie ciascuna che, partendo da un singolo elemento della città, diventano racconto, movimento, percezione nel tempo delle trasformazioni di una socie- tà e di una città.
Chiara Marraccini presenta dieci autoritratti in dieci spazi urbani, realizzati fotografando la città riflessa nel lume della sua bicicletta. Immagini che di- vengono simbologia di appartenenza ad una città, vista in modo personale e attraverso un modo “ecologico” di vivere gli spazi pubblici del centro storico.
Alessandra Repossi presenta dieci immagini di una città indefinita, o meglio, della sua percezione. Una città pura, senza elementi di disturbo, quali l’essere umano o oggetti in movimento, che si rivela all’autore quasi fosse un luogo abbandonato o etereo di un sogno metafisico.


I fotografi

Filippo Basetti
Pistoiese, artista visivo, fotografo e regista. Lavora da anni sui temi dell’arte pubblica e sociale, tramite la decontestualizzazione e con un approccio con- cettuale. Ha esposto in mostre personali e collettive in sedi private e pubbli- che e ha all’attivo riconoscimenti nel campo dei cortometraggi e video www.filippobasetti.com

Martina Bruni
Pistoiese, fotografa, usa il mezzo fotografico abbandonando la tridimensiona- lità, la materia e l’astrazione per accostarsi alla superficie bidimensionale della fotografia. Ha esposto in varie sedi private e istituzionali.

Mario Carnicelli
Nato ad Atri, vive e lavora a Pistoia. Ha lavorato come foto giornalista freelance ed inviato speciale collaborando con varie riviste e quotidiani, tra i quali Popular Photography, Espresso, Panorama, Corriere della Sera, Il Giorno. Ha colla- borato, tra gli altri, con l’Istituto di etnologia dell’Università di Perugia. Accanto ai lavori di fotografia documentaria porta avanti progetti artistici personali. www.mariocarnicelli.com

Chiara Marraccini
Pistoiese, biologa di professione, fotografa da cinque anni frequentando il Gruppo Fotografico Fornaci. I suoi lavori si rifanno alla fotografia di architettura ma sopratutto di paesaggio, vista la sua innata passione verso la natura e l’ambiente.

Alessandra Repossi
Nata a Milano ma pistoiese di adozione, ha esposto in mostre personali e col- lettive in tutta Italia. È presente in permanenza alla galleria Immagini Spazio Arte di Cremona e alla galleria Spazio E di Milano. Ha fatto pare del collettivo Gruppo E2 di Milano e ha pubblicato fotografie su riviste del gruppo Monda- dori e Cairo. Ha studiato alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano con Erminio Annunzi. È anche traduttrice, autrice, giornalista e blogger. www.alessandrarepossi.com


http://www.discoverpistoia.it/it/eventi/3555-50-manifesti-mostra-itinerante-pistoia-manifesto-urbano.html

HANAMI & HAIKU



Sabato 9 aprile presentazione e letture delle mie raccolte di haiku alla festa della fioritura dei ciliegi in fiore "Hanami". 
Al cappero piace soffrire (Progetto Cultura); Lucciole & Lanterne (Id.);Haiku  dell'inquietudine (di prossima pubblicazione).





Il Centro di Ricerca per la Frutticoltura apre le porte al pubblico per celebrare la Primavera. I suoi ricercatori ci guideranno attraverso la “via fructis”,  tra le varietà di melo, pero, pesco, albicocco, melograno e tante altre, fino al giardino dei ciliegi, per ammirare, sentire l’odore e vedere il colore della primavera. 
Intervalli di musica, poesia e Tai Chi Chuan. Visite guidate dalle ore 14, Via di Fioranello, 52 Roma.
Ora e luogo dell'appuntamento: ore 14,00 Via di Fioranello, 52
Quota: € 5,00
Info: puntoappia@parcoappiaantica.it 


venerdì 1 aprile 2016

DELLA TRISTEZZA E ALTRE BREZZE



Da dove viene 
questa tristezza?
Dal fiore caduto 
sulla mia mano.
Lieve carezza.

***


Vivo tra due età
quella lieve dei figli
quella grave dei padri: 
questo Paese ignora 
i bisogni degli uni e degli altri
di me ignora i sogni.





***



Mio figlio mi chiede di fare 
i biscotti. Il profumo 
farà passare la febbre.
La fiducia nel profumo buono 
in una stanza nel mondo.
Sciolgo il burro e chiedo al  cuore 
di impastarsi alla terra 
con queste dita infantili.





***


Penso al silenzio delle tre di notte
quei respiri lievi  dietro alle porte
sottile la pelle - non più parete.
E il corpo che s'illumina al buio
dentro scorre lo stesso fiume.
Un organo suona nelle cavità della cattedrale.



***

Il sole sarebbe crudele
ecco cade una pioggia lieve 
se fossi dio toglierei 
la primavera agli assassini


***


Cerco parole chiare nella mia notte
nel buio sorge lieve 
la luce di sillabe 
sepolte nella  neve.





***

i paesi vuoti mi riempiono di tristezza
io sto bene a Roma 
con il fiato dell'umanità sul collo


***

Aspetto il vento
Sotto un ciliegio in fiore.
La bellezza è improvvisa.



***

a volte mi ferisce  una piuma 
voglio un'armatura di vento


***

Ecco il vento, è raro. Da qualche parte un albero ha lasciato andare  le ultime foglie. Davanti a me si solleva un vortice. Lo attraverso, ci entro dentro. 
Una donna che da anni non esce di casa va alla finestra, controlla che l'uragano non soffi via il mondo. Sul viso il terrore del nulla. Non si accorge di quei vestiti sul filo che asciutti le chiedono aiuto.


***

il dolore improvviso del bianco
buca la neve un fiore


***


di una candela
che silenziosa trema
mi scalda la fiamma


***


Me ne sono venuta qua
ad ascoltare l'acqua un minuto 
ho il cuore muto
ogni urlo del mondo mi uccide un poco.


***


Sempre scorgo
un lago tra le parole
l'oscurità profonda 
tra mille suoni.


***


Penso a mio padre
le mani sporche 
le unghia nere
non avere vergogna, diceva, 
il lavoro che sporca le mani 
lascia il cuore puro


***

Non se ne va mai la tristezza 
è un vento leggero sul cuore
di silenzio una brezza




Red Valentine | L'UFFICIO DELLE VOCI SMARRITE


LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...