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LE ULTIME POESIE (NON SARANNO LE PRIME)

Arrivederci 2015 photo by me

Buon anno Amici di Letture!



Oggi me ne sto ferma.
Sarò una pietra
un sasso minuscolo
che nel sole scintilla.


***

Mi piacciono le mani
quando non afferrano niente
quando se ne stanno ferme
e il tempo attraversa le dita
come se fossero rami
e il vento la vita.


***

Volevo fare la scrittrice.
A dieci anni lo dissi a mia madre.
E mia madre lo disse a mio padre.
E mio padre lo disse a sua sorella.
Lei era una maestra 
Aveva studiato: disse
che ha nella testa? E mio padre 
disse a mia madre: non la incoraggiare. 
E mia madre mi disse: coraggio
non si può fare.
Parlare di scrivere fa male.
Meglio far finta di essere normale.

***
Vendesi attico
ottocentomila euro 
e un portiere e un doppio 
box auto e un ascensore 
di cristallo che ci puoi 
toccare il cielo. E sotto
un cimitero.

***
C'è ancora 
tra la voce e il vento un vecchio
patto: sollevare ciò che è caduto.

***

Vedi, a me non importa l'eternità. È noiosa. 
Tutto in fondo si ripete all'infinito. Io amo
le cose che finiscono
soprattutto se posso 
sentirne il suono:
le foglie, il temporale, la voce,
il tuo sorriso.

***
metto le parole in fila davanti alla tua porta
che strana carovana di suoni
è la preghiera.

***

Ho bisogno di ricordare
I giorni fermi sotto la neve
Le parole sbriciolate nel becco degli uccelli
L'aria piena di ali
I rami spezzati dal peso del bianco
Cadevano senza fare rumore come segnali muti.
Allora le volpi uscivano dalle tane
In cerca dei nostri occhi come se fosse questo vedersi improvviso l'unico cibo.
Un istante di neve poi il buio rotolava giù nella valle
come una frana.
Sulla fiamma intorno al camino mettevamo le calze bagnate
le scarpe sporche 
di neve. Tornava la voce dopo
Il vapore.
Lasciavamo al buio la neve e il silenzio 
Riempiva le impronte
Delle corse nei campi
Il bianco dentro ai nostri passi che continuavano a correre 
per tutta la notte 
insieme alle volpi.

***

oggi non faccio che pensare alla neve
nevica nella mia testa
è bianco il pensiero
negli occhi i fiocchi di neve
ho il cuore sotto una valanga.


***

Vorrei saper stare davanti al bianco di un muro
Come se fosse la neve.
Mio padre non vuole più dormire 
con la finestra chiusa.
Dalla piazza deserta nessuno
si accorge 
Del suo corpo sotto le lenzuola
Una vecchia montagna, 
Aspetta la neve.


***

sono soli perfino gli alberi
nei boschi in un giorno senza vento

***

È giorno. Il paese è distratto dalla luce del sole. Prova ad esistere. Riappare con i suoi vecchi che non hanno voglia di morire; i suoi giovani che fingono voglia di vivere.

***
Ieri un uomo è venuto a cenare alla mensa dei poveri vestito di nero. Era elegante come uno sposo, solo come un vedovo, orgoglioso come un morto.

***

Troviamolo vi prego
un altro modo per stare insieme
al mondo.

***
Mi sono messa a contare gli alberi
Che mi separano da Roma al mio paese...

***
quando la mia poesia torna
sono infelici i figli 
ho appena fatto bruciare
il pane e l'acqua 
bolle bolle da ore
le mie parole s'annunciano
con il fumo e il vapore.

***

Faccio quello che posso:
impasto il pane
metto a bollire un osso 
scelgo con cura le verdure
riempio la stanza di vapore
nel bianco scompare il dolore

***
Questo nulla che ho dentro
Somiglia a un fiore
profuma si apre e poi muore.

***

FRECCE
Non si parla.
Non si parla più.
Non si parla più di dio.
Non si parla più di io.
Non si parla più.
Non si parla.


***
Un sogno
Il sonno solleva il tempo dalle mie spalle
scompare nella notte una valle
le case tornano lievi 
come farfalle

***
Questa gabbia di
diciassette sillabe
ha dentro il canto.

***

Cosa cercava la tua mano 
ad occhi chiusi? Afferrava
qualcosa? No, non era
un'altra mano. 
Raccoglieva un fiore,
una rosa, altrove
in un tempo lontano.
Io mi ricordo dei petali aperti 
di una rosa invernale
e foglie tormentate dal gelo 
un filo spinato lo stelo
in cima il pallore 
della sera autunnale.
Sul punto di sfiorire
la portavi in casa 
sul tavolo se ne stava
silenziosa come sopra
un altare - moriva. Poi 
nella stanza il dolce 
profumo del cielo.

***
Mi avevi avvisato che la vita è una nave
di persone care alla deriva
si allontanano le voci 
sulla sconfinata distesa di un mare salato
mentre scriviamo la poesia di un naufragio
con parole spezzate che tornano a riva.

***
Ho aperto la finestra e la stanza
si è riempita di bianco.
Ora me ne sto seduta
in mezzo alla nebbia,
sento passare il tempo 
silenziosa piccola nave.

***

Io non so se sia
benedetto il giorno
ma vivo della notte è il sonno
in cui ritorni 
in carne ossa voce
a benedirmi.

***
m'innamoro sempre del vento
della luce sul pavimento
dell'autunno vicino
del profumo del vino
di un dettaglio sciocco
(tra i capelli un fiocco)
del canto stupito dell'allocco
di un vaso spaccato
di un cuscino invecchiato
del divano smarrito
di questo sorriso divertito

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