IL MIRACOLO DEL FILO SPINATO




Vi racconto una storia  (perdonate, è un po' lunga).
Un po' di tempo fa ebbi la fortuna di trascorrere alcune settimane in una casa per artisti, in Irlanda. Si chiama il Tyrone Guthrie Centre ed è un posto dove s' incontrano gli artisti, si lavora silenziosamente ognuno nella propria stanza e la sera un gong annuncia la cena per gli ospiti. Da ogni finestra si intravede un misterioso lago e intorno prati, boschi, muri di pietre, pascoli e villaggi. Qui ho incontrato molti scrittori irlandesi, traduttori e artisti, persone che non dimenticherò mai e di cui un giorno spero di raccontare la luce e la bellezza. 
Oggi vi racconto di una scrittrice che mi sedeva accanto a cena.Era al TGC per scrivere un romanzo, aveva pochissimo tempo e poi sarebbe dovuta tornare a lavoro, dai suoi studenti. Tutti bambini "speciali" che lavoravano con  lei in un laboratorio di ceramiche e crete. Mi donò un piccolo dado: sui lati YES - NO. Utile, mi disse, nei momenti di indecisione (tanti nel mio caso, tanti!). Lo conservo come il più prezioso dei doni. Lo porto sempre con me.

Ebbene questa magica signora  credeva che io possedessi un dono, la capacità di far rivivere le piccole storie dimenticate e mi ascoltava con piacere. Io ero lì per tradurre e non per scrivere racconti, ma lei capì che un giorno avrei desiderato raccontare qualcosa. Prima di partire (il suo soggiorno si concluse due giorni prima del mio) mi fece un altro dono: un piccolo libro. Era la storia di un uomo, un italiano, Domenico Chiocchetti. Di lui potrete leggere meglio nel link qui sotto, ma ecco quello che accadde a me. Qualche anno dopo dovevo proporre un soggetto per un film. Mi tornò in mente quella storia, il libro che avevo ricevuto in dono. Il regista che doveva affiancarmi in questa "prova d'autore" alla scuola Holden s'innamorò dell'idea e così mi misi a lavoro. Ad agosto andai alle isole Orcadi a raccogliere informazioni sulla Cappella che Domenico Chiocchetti aveva costruito mentre si trovava sull'isola, prigioniero di guerra. E' un luogo unico. Qui con il filo spinato del campo di concentramento Domenico Chiocchetti ha costruito non un muro ma una cappella per i prigionieri. Di filo spinato è pure tutto quello che vi è dentro: statue, altari. Ogni statua ha un'anima di filo spinato.

Ora, capirete perché mi è venuta in mente questa storia. Il filo spinato è tornato a conficcarsi nel cuore dell'Europa. E io ripenso alle mani di Domenico Chioccetti.

Cosa accadde? Parlai con chi lo aveva conosciuto sull'isola. Parlai con i suoi amici, Parlai con tutti. Feci tante foto. Poi tornai a scuola. Riuscii a trovare il recapito dell'anziano Domenico Chiocchetti. Gli telefonai. Decidemmo di vederci presto. Progettavo di andare a trovarlo, di guardare quelle sue bellissime mani che avevano realizzato il Miracolo del Campo 60. 

Il mio professore lesse quello che avevo scritto, gli piacque tanto. Era solo un trattamento di 4 pagine e una scena. Disse che la storia poteva vincere un premio importante. Forse si doveva aggiungere qualcosa, forse un amore? Ma Domenico aveva lasciato la famiglia in Italia ed era sempre rimasto fedele alla sua donna.

 Una mattina, a Torino, a maggio, ero ancora a letto quando squillò il telefono. Era la figlia di Domenico Chiocchetti. Mi disse che purtroppo il padre si era spento il giorno prima e non ci saremmo potuti incontrare come programmato. 
Non riuscii a scrivere più nulla. Piansi. Tanto. Per le mani di un vecchio signore che aveva appena chiuso gli occhi.
 Domenico Chiocchetti. 
Ora leggete tutta la sua storia.



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