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16 AGOSTO 2015

16 agosto 2015

Stasera comincia la festa in paese. Io sono partita e la casa di mio padre ora è vuota... Sono finalmente a Roma. Sono crudeli le stanze immobili, i profumi smarriti. Stasera comincia la festa. In tanti si ritroveranno a ballare nella piccola piazza. Mio padre si sedeva sempre sul balcone, gli piaceva osservare la gente spensierata. Ma solo in apparenza; perché mio padre conosceva il fardello di tutti. È questo il segreto del vivere in paese. Ecco perché gli piaceva vederli ballare. La leggerezza di esistenze pesanti.
Qualcuno ne approfittava per salire a salutarlo. Una pacca sulla spalla, un sorriso e poi Forza!andiamo avanti ...ne abbiamo viste tante.
L'anno scorso papà era già a letto prima che facesse buio. Non vedeva più bene, si provava a raccontargli la gioia dei ballerini , i buffi saltelli, le smorfie, le sonore risate. Ma chi non ha vissuto tutta la vita in un paese vede solo la parte leggera di quelle danze. Non le sa raccontare.
La gente muore più lenta…

LE ULTIME POESIE (NON SARANNO LE PRIME)

Buon anno Amici di Letture!


Oggi me ne sto ferma.
Sarò una pietra
un sasso minuscolo
che nel sole scintilla.


***

Mi piacciono le mani
quando non afferrano niente
quando se ne stanno ferme
e il tempo attraversa le dita
come se fossero rami
e il vento la vita.


***
Volevo fare la scrittrice. A dieci anni lo dissi a mia madre. E mia madre lo disse a mio padre. E mio padre lo disse a sua sorella. Lei era una maestra  Aveva studiato: disse che ha nella testa? E mio padre  disse a mia madre: non la incoraggiare.  E mia madre mi disse: coraggio non si può fare. Parlare di scrivere fa male. Meglio far finta di essere normale.
*** Vendesi attico ottocentomila euro  e un portiere e un doppio  box auto e un ascensore  di cristallo che ci puoi  toccare il cielo. E sotto un cimitero.
*** C'è ancora  tra la voce e il vento un vecchio patto: sollevare ciò che è caduto.
***
Vedi, a me non importa l'eternità. È noiosa.  Tutto in fondo si ripete all'infinito. Io amo le cose che finiscono sop…

IL MUSCHIO

Cari Amici di letture, vi segnalo il mio racconto natalizio sul blog Poetarum Silva.  Buone vacanze e a presto, con altre storie. Vi prometto che il 2016 sarà un anno pieno di racconti, anche qui, anche per voi affezionati lettori.

UNA ROSA

UN PONTE DI LIBRI PER ANNE FRANK

Roma, 09 dic 2015 – Il Municipio Roma XI e le Scuole del territorio nella Giornata Internazionale per i Diritti Umani si incontrano per leggere Poesia Civile. Ponte della Scienza, Municipio XI (Roma) giovedì 10 dicembre dalle 10 alle 12 Il progetto “UN PONTE DI LIBRI PER LA PACE”, realizzato con il sostegno del Municipio XI – Assessorato alle Politiche Scolastiche e Educative, è vincitore del Bando “Progetti educativi, scolastici e sportivi anno 2015-2016″. COME SI SVOLGERA’ Lungo il Ponte si traccerà un sentiero di libri che unirà i due ingressi della costruzione. Al centro verranno lette poesie e brani dedicati alla Pace, intervallati da musica e interventi degli studenti. A conclusione dell’incontro  i libri verranno donati agli studenti e a chiunque voglia portar via “un pezzo di Pace”. https://libraduepuntozero.wordpress.com/2015/12/01/roma-10-dicembre-per-i-diritti-umani-di-tutti-un-ponte-di-libri-per-la-pace/ con UN PONTE PER ANNE FRANK, Beppe Costa, Stefania Battistella, Giov…

PROFUMO DI ROSA

Non scende quasi mai, ma a volte la vedo con il carrello della spesa che si avvia al supermercato. Vive al terzo piano, nel palazzo di fronte al mio. Io sono al piano terra e lei, a volte, si affaccia alla finestra. 
Anche se piove. Apre la finestra quando si sente sola e guarda le famiglie dentro alle case. E' una guarda famiglie. 
Ha più di ottant'anni e una vita silenziosa che forse nessuno racconterà. 
Oggi ci siamo incrociate: io veloce come una lepre tornavo dal supermercato, lei lenta come una lumaca ci stava andando.
Le nostre vite sono separate dai paradossi di Zenone.
Ma oggi per qualche istante riusciamo a parlare. Mentre le passo accanto, mi raggiunge un profumo. Ha i capelli bianchi, corti, la pelle liscia, sembra una bambina. Ha il rossetto e mi sorride.
- Buon giorno, signora! Come sta... che buon profumo!
E lei: - Si, profumo di rosa. Petali di rosa.
- Le piacciono le rose?
- Le rose sono tanto buone e il mondo è tanto cattivo.
L'abbraccio. Un istante. Ci siamo final…

IRPINIA '80 | 35 ANNI 35 VOCI

Un reading di ricordo del terremoto del 23 novembre 1980, in cui poeti, scrittori, giornalisti, rifletteranno su questo tragico evento, sulle trasformazioni, che ha causato, sulla memoria e sulla speranza di questo lembo di Sud.L’incontro, dal titolo “Irpinia 80. 35 anni - 35 voci. Memoria, speranza, futuro”, moderato da Paolo Saggese, vedrà protagonisti Viola Amarelli, Franco Arminio, Gaetana Aufiero, Raffaele Barbieri, Emilia Bersabea Cirillo, Cosimo Caputo, Domenico Cipriano, Raffaele Della Fera, Alessandro Di Napoli, Francesco Di Sibio, Franco Festa, Gianni Festa, Alfonso Faia, Tullo Faia, Monia Gaita, Pasquale Gallicchio, Anna Maria Gargano, Giandonato Giordano, Antonietta Gnerre, Nicola Guarino, Claudia Iandolo, Gennaro Iannarone, Giovanna Iorio, Giuseppe Iuliano, Vera Mocella, Franca Molinaro, Alfonso Nannariello, Generoso Picone, Nicola Prebenna, Paolo Saggese, Silvio Sallicandro, Salvatore Salvatore, Armando Saveriano, Agostina Spagnuolo, Raffaele Stella.

FRAMMENTI DI UN PROFILO

AMICI DI LETTURE ecco la mia nuova raccolta di poesie. Anche per voi. Lo trovate qui. Oppure sul sito dell'editore, il mitico Pellicano.

Pensieri Stupendi libro satirico di Lucio Lazzaruolo

E IO TI STRAPPAVO L'ULTIMA PROMESSA

E io ti strappavo l'ultima promessa
dalle mani fredde - stringevano
i grani di un rosario di rosa-
e tu te ne andavi ad occhi chiusi
e io ti venivo dietro come una foglia
caduta - l'albero sradicato
pesante tronco la cassa la casa il vuoto
svaniva il giorno e il tuo calore
sul letto l'ombra delle ore.
E io ti strappavo l'ultima promessa
dalle mani chiuse - erano
i capelli freddi di neve
bianca la luce in fondo alla lunga notte
la promessa- il gelo
che si scioglie in lacrime tra le ciglia
il cuore senza radici.

MORAVIA, UNA VITA CONTROVOGLIA

Alberto Moravia muore a Roma il 26 settembre 1990. Lo ricordiamo con l'epigrafe che compare nel libro di Renzo Paris: Moravia, una vita controvoglia.

Alberto Moravia (Moravia non è uno pseudonimo è un secondo nome) è nato a Roma il 28 novembre 1907 altezza metri 1,80 capelli castani (ora bianchi) occhi verdi segno distintivo claudicante (ora con bastone) non ha titoli di studio parla inglese francese è tradotto in 37 lingue ha pubblicato 17 romanzi, 10 volumi di saggi di critica di articoli di viaggio; 12 volumi di racconti, 10 volumi di teatro. Il suo hobby viaggiare. I suoi motti preferiti sono: scrivo per sapere perché scrivo. Una vita ne vale un'altra. Non mi piacciono i miei libri mi piacciono i libri degli altri. È stato sposato tre volte: la prima con Elsa Morante in chiesa, la seconda in libera unione con Dacia Maraini; la terza in municipio con Carmen Llera.



"Se Alberto Pincherle non fosse mai esistito, credo che l'avrei inventato lo stesso, tanto cercavo un …

LA MEMORIA È UN TRUCCO CRUDELE

Ho dimenticato tutto la memoria è un trucco crudele - tutte le sere  una fitta nel cuore  qualcosa del giorno resta impigliata ai capelli scuoto dalla testa i pensieri  come un platano che si stacca le foglie.
***
Di nuovo si allontana il paese. L'albero agita i rami  lo seguo ad occhi chiusi  lunghe file di lumaca avanzano in lente carovane.

*** Di tanto in tanto un dono la voce smarrita di qualcuno e della pioggia il suono.

***
Piove nell'incerta  luce di un lampione. E nell'ombra nascosto della notte il suono.
***
m'innamoro sempre del vento della luce sul pavimento dell'autunno vicino  del profumo del vino di un dettaglio sciocco (tra i capelli un fiocco) del canto stupito dell'allocco di un vaso spaccato di un cuscino invecchiato del divano smarrito di questo sorriso divertito

***
Era un'ostrica dura la vita  Ma nella bocca  brillava una perla


L'ULTIMO ARTICOLO DI GIANCARLO SIANI

Questo è l'ultimo articolo di Giancarlo Siani. Pubblicato su "Il Mattino" del 22 settembre 1985.
Siani venne ucciso il 23 settembre 1985



NONNA MANDA IL NIPOTE A VENDERE L'EROINA

"Mini-corriere" della droga per conto della nonna: dodici anni, già coinvolto nel "giro" dell'eroina. Ancora una storia di "muschilli", i ragazzi utilizzati per consegnare le bustine. Questa volta ad organizzare il traffico di eroina era una "nonna-spacciatrice". Era lei a tenere le fila della vendita con altre due persone ed il nipote.

La casa-basso nel centro storico di Torre Annunziata era diventata il punto di riferimento per i tossicodipendenti della zona. Al ragazzo il compito di portare le dosi ed incassare i soldi. A scoprire il traffico di droga sono stati i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che hanno arrestato la donna, Maria Cappone, sessant'anni e Luigi Cirillo, di 34 anni, anche lui coinvolto nel "giro".

Un…

Atelier | Giovanna Iorio - inediti

Momento-Sera | 'Coffee Special', racconto di Giovanna Iorio

IL MIRACOLO DEL FILO SPINATO

Vi racconto una storia  (perdonate, è un po' lunga). Un po' di tempo fa ebbi la fortuna di trascorrere alcune settimane in una casa per artisti, in Irlanda. Si chiama il Tyrone Guthrie Centre ed è un posto dove s' incontrano gli artisti, si lavora silenziosamente ognuno nella propria stanza e la sera un gong annuncia la cena per gli ospiti. Da ogni finestra si intravede un misterioso lago e intorno prati, boschi, muri di pietre, pascoli e villaggi. Qui ho incontrato molti scrittori irlandesi, traduttori e artisti, persone che non dimenticherò mai e di cui un giorno spero di raccontare la luce e la bellezza.  Oggi vi racconto di una scrittrice che mi sedeva accanto a cena.Era al TGC per scrivere un romanzo, aveva pochissimo tempo e poi sarebbe dovuta tornare a lavoro, dai suoi studenti. Tutti bambini "speciali" che lavoravano con  lei in un laboratorio di ceramiche e crete. Mi donò un piccolo dado: sui lati YES - NO. Utile, mi disse, nei momenti di indecisione (t…

TRENTA ANNI SENZA CALVINO

Delle vite degli scrittori amo le strane coincidenze, gli eventi strani e fortuiti di cui loro non ebbero mai consapevolezza. Cosimo di Rondò, il Barone rampante, visse tra i suoi alberi fino all'età di 62 anni. Poi Calvino lo fece "salire in cielo" con una mongolfiera leggera. Calvino muore 30 anni fa. Aveva 62 anni . I medici dissero che era "un miracolo":  aveva  vissuto  con una bomba ad orologeria nella testa (una malformazione- un aneurisma) che sarebbe dovuta esplodere tanti anni prima. Lascia l'ultimo libro, il suo testamento: Le lezioni americane. Non voleva scriverle... Come il Requiem di Mozart. Ma poi non si sottrae al suo destino. Le scrive e si congeda.

TRASTEVERE

ANTEPRIMA COPERTINA

LE MIE INVISIBILISSIME COINCIDENZE

Per la prima volta leggo LE MIE INVISIBILISSIME PAGINE di Ernesto Ragazzoni. Questo piccolo libro se ne stava in una vetrina a Lido di Camaiore. Domenica pomeriggio aspettavamo che passassero le ore e potessimo prendere il treno delle 16:58. Era appena venuto giù il cielo e di corsa tornavo in albergo a mettere un paio di scarpe da ginnastica quando ho visto questo minuscolo libro verde in una libreria e mi sono fermata. Sotto la pioggia. Lo fissavo stupita.
Forse sapete, o forse no, che ho scritto una serie di brevissimi racconti LE STORIE INVISIBILI. In questo momento sono sul tavolo da disegno di una studentessa del Master ArsInFabula per Orecchio Acerbo. Speriamo che diventino un libro ma questo non è importante dopo tutto. Le storie hanno tempo...
Quello che ora è importante per me è aver scoperto che uno scrittore di cui non so nulla, un poeta strano e narratore surreale, traduttore di Poe e suo grande lettore (come me) nel 1919 scriveva, a Roma (ma non era di Roma) una colonna su…

L'ANGELO SUL TRAPEZIO

Qui ci vuole una confessione, una pagina senza interruzioni (o Finzioni).
Io non avrei mai voluto lasciarvi, miei cari invisibili e muti lettori (come i pesci o forse più).
Però era d'estate, i bambini andavano a letto all'alba dopo averci rimboccato le lenzuola, il mare non la smetteva di risaccare, il caldo scioglieva i grassi neuroni invernali e il blog taceva.
Ma eccomi qua, sono venuta a salutare. E' il primo giorno di settembre e una MONTAGNA di eventi sta per franarmi addosso. Mio malgrado. Nonostante me. Accadere è una parola talmente precipitosa che sa tramortire un bisonte (e io ho solo la mia fragile fronte tra il mondo e me).
Come sto? Grazie, per avermelo chiesto...
Sto bene. Ho passato questi due mesi a chiedermi che differenza fa  non avere un padre.
Ho alcune note:
Quando c'era papà qualcuno rispondeva sempre a telefono. Ora il telefono squilla a lungo e poi si attacca la segreteria telefonica.  Mia madre è tornata bambina. Ma una bambina senza gioia p…

UNA FOTO

DUE POESIE

Mi manchi all'alba  Quando tramonti e arriva il sole. Ti sarai messo a fumare  pure in cielo. Ecco gli anelli di fumo.

***
C'è una piccola barca a vela all'orizzonte. Lei dondola e io ferma la guardo  da un'ora. Non mi va di distogliere lo sguardo. Cerco di spiegarvi cosa vedo. Non è quello che vedete voi tutti. O almeno, non credo. Io vedo mia madre, con il velo bianco. E non vedo mio padre. L'àncora.

RICORDI 2

Vi ho mai detto di quando mi arrampicai su un albero di susine? Avevo sei anni e approfittai di una scala di legno appoggiata al tronco, dimenticata da Zio Antonio- il custode del giardino. A dir il vero lo chiamavano tutti Capr'Antonio, un uomo robusto, una quercia. Se ne stava tra i pomodori come un vulcano silenzioso. Non parlava volentieri, soprattutto a noi bambini. Veniva ad annaffiare l'orto con l'acqua del pozzo. C'era un secchio di metallo legato a una corda e lui lo tirava su cento volte. Poi si sedeva a guardare le piante. Era il loro guardiano. L'albero di susine era  pieno di frutti. Mi ritrovai sul ramo più alto, in mezzo alle foglie. Ad un tratto non riuscivo più a salire né a scendere. Trascorsero così diverse ore. Non volevo gridare aiuto per non. essere rimproverata. Poi zio Antonio si accorse di me e venne sotto l'albero. Era la prima volta che mi vedeva. Disse soltanto:- Non sono ancora mature.E mi aiutò a scendere.

RICORDI

All'improvviso mi ricordo del passatempo preferito di mio padre in spiaggia. Lui veniva a trovarci solo per qualche giorno e, strano ma vero, tutte le volte che c'era lui il mare era agitato. Ma non un'agitazione normale: una furia, un'insofferenza (reciproca aggiungo). Allora mio padre tirava sassi. Al paletto dell'ombrellone, a un sasso più grande. Ding ding ding. Un suono continuo. E lui in silenzio. Mia madre si irritava e dopo un po' se ne andava a casa, con la scusa del pranzo. Restavamo io e lui, fino alle due del pomeriggio. Ding ding ding. E le onde del mare agitato. Poi un giorno: Voglio vedere se fa un altro rumore.E io: - il sasso?E lui- il mare.


LE CASE

Vuoto è il mio paeseStanno le case strettepiene di ricordi

LE TRE FAMIGLIE E L'ELEFANTE SCOMPARSO

Oggi sarebbero tante le cose di cui scrivere, di cui piangere, da commentare.  Penso ad alcuni titoli dei giornali di oggi: l'Unità e  Libero per esempio.
Ma neppure ci provo, cerco di commentare il mio piccolo mondo di cui, forse, posso provare a capire qualcosa.
Prima di tutto come state. Lo so, ormai vado a sfogarmi su Facebook. Il motivo è semplice, c'è sempre qualcuno che mi chiede "A cosa stai pensando". Non bisogna sottovalutarla questa semplice domanda. Fa bene, anche se te la fa il sig. Zucker.
Quando posso raccolgo le cose che non voglio dimenticare di aver pensato e le trasferisco qua, sul blog. Quelle riflessioni per ora si chiamano Frammenti di un profilo. Il mio editore voleva farne un libro dal momento che molte riflessioni, diceva lui, gli sembravano poesie. Ma ora non c'è più e quindi all'improvviso a me non sembrano più poesie. Sono tornate riflessioni.
Molto importante il ruolo degli editori. Davvero.

In questo momento sono al mare e volev…

IO E IL MONDO

Vorrei che ti fidassi di meGuarda come vannoa capo le paroleLoro sanno quandoIl senso scopre il vuotoIl suono si apre all'ignotoQuesta non è una poesiaStiamo giocando io e il mondo Lui pieno e tondoIo sottile e finitaOra provo a precipitareOltre la vita

HAIKU DEL MATTINO

È già mattina Giocano le rondini Sul mio terrazzo

ADDIO A LUCA RASTELLO

“Ho la sensazione che procurarsi testardamente un senso per se stessi, accettando di essere un perdente del potere, senza potere e senza desiderio del potere, un senso anche fatto semplicemente di bellezza e di capacità di darsi il tempo per la bellezza, dico, alla fine generi un altro senso, più vasto della pura consolazione personale. Vasto nel senso di collettivo, anche se per collettivi non enormi”Luca Rastello
(Minimaetmoralia)

L'ORIZZONTE

Resto a guardare le vele
L'orizzonte è un filo
Di luce sottile che il buio spezza
È un suono il tramonto
E io ti ritrovo
La memoria cresce
in un angolo di cielo
il nuovo giorno
viene incontro con la sola parola
e non sa dire
tramonto

IL SENSO LETTERALE

Il mio problema con la gente il senso letterale dammi una mano? mi spavento e scappo lontano sei bella da morire? passo le giornate a imbruttire hai un sogno nel cassetto? mi metto a frugare solo cipria e ombretto Oggi hai scritto qualcosa? Su un foglietto bianco Ecco la spesa.

LA PAURA

Ho spezzato il cuore a mio padre
Più di una volta
Il suo amore era
Una catena
Volevo liberare anche lui
Muore un anello alla volta
La paura

LO SCRITTORE & IL PAPPAGALLO

C'era una volta uno scrittore che aveva paura della penna. Con la pagina bianca si trovava benissimo ma l'inchiostro lo terrorizzava. Anche con i tasti non riusciva a scrivere storie e racconti. Per questo quando poteva andava a scrivere sulla sabbia. Ma le onde e il vento gli cancellavano tutto. Qualcuno gli suggerì di assumere una segretaria. Ma non aveva abbastanza soldi. E quindi pensò di chiedere agli amici che presto lo evitarono perché le sue storie erano lunghissime e noiose. Fu così che lo scrittore pensò di acquistare un pappagallo. Lo pagò a rate al negozio di animali esotici. Era un bell'animale. Ripeteva tutto parola per parola. Lo scrittore se lo portava sempre dietro, era il suo Moleskine colorato. Lo scrittore gli dettò più di trecento romanzi. Invecchiarono insieme e quando lo scrittore morì (tanti e tanti anni dopo) un editore pubblicò il vecchio pappagallo. Al lancio del libro però l'editore fece un grave errore. Aprì la gabbia. E i 300 romanzi volar…

HAIKU A MERENDA

E per la danza
di una foglia che cade
fermare il mondo.


Un fiore giallo
si chiude tra i capelli
di una bambina


Con gli occhi chiusi
una donna accarezza
il suo vestito

Il muro bianco
di una piccola casa
diventa d'oro


Tramonta il sole
solo una foglia trema
l'albero tace


Senza ragione
la parola silloge
un po' rattrista


Donna che corre
fruttivendoli delusi
non fa la spesa

HAIKU ANOMALI

calzino single
cerca anima gemella
per passeggiate (haiku annuncio)

ah, la pazienza in un giorno di vento di bianchi oleandri (haiku giardino)

vado a pisciare
Così si salutano
Due vecchi amici (haiku rubato al bar)

ho chiuso gli occhi
basta poco per
essere altrove (haiku-altrove)

quanta fatica.
se solo imparassimo
ad amare il caos. (Haiku-kaos)

CINQUE HAIKU

Sul mio balcone
Un passerotto becca
Un vaso rotto

***

Vaso spaccato
le radici toccano
le pietre calde

***

Pane e ciliegie
sulla tovaglia bianca
l'ombra di un ramo

***

Sto pensando a te
Nel palmo della mano
campi di grano

***

Cade da un ramo
sull'asfalto bollente
un nido d'aghi

POESIA DEL SOLSTIZIO

So che mi stai pensandoperché è così ogni sera 
l'asfalto si fa lago dentro di me la vocenuota come un cigno nero

THIS IS WATER | IL DISCORSO DI FOSTER WALLACE SULL'ACQUA

Di seguito la trascrizione del discorso di David Foster Wallace nella traduzione di Roberto Natalini.




This is Water from Patrick Buckley on Vimeo.

Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college. Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”
E' una caratteristica comune ai discorsi nelle cerimonie di consegna dei diplomi negli Stati Uniti di presentare delle storielle in forma di piccoli apologhi istruttivi. La storia è forse una delle migliori, tra le meno stupidamente convenzionali nel genere, ma se vi state preoccupando che io pensi di presentarmi qui come il vecchio pesce saggio, spiegando cosa sia l’acqua a voi giovani pesci, beh, vi prego, non fatelo.…