martedì 25 novembre 2014

LE PRIME STORIE DELLA CASA DELLA PAESOLOGIA

A quanto pare è tutto pronto per l'apertura della Casa della paesologia. In questi mesi ci sono state tante adesioni da ogni parte d'Italia. In attesa dell'apertura ufficiale, prevista per l'8 dicembre, la casa della paesologia si riempie di oggetti e di  storie. Ho raccolto queste immagini e storie per voi, dalla pagina Facebook.

Franco Arminio, Casa della Paesologia

L'idea della casa di Trevico è che si crei un luogo in cui ci si possa incontrare, per scelta o per serendipity, o un rifugio in cui stare, e creare e coltivare delle relazioni costruite, più che su una comunanza di identità o di interessi, sulla capacità di fidarsi degli altri. Fiducia come premessa, piuttosto che come tortuoso risultato di un percorso conoscitivo e di misurazione dell'altro. L'idea è che su questa fiducia si crei una "staffetta affettiva" nell'uso di questo luogo, in cui non si cercherà solo di stare e di consumare al meglio il tempo che ciascuno proverà a vivere lì, ma anche di contribuire a produrre la qualità del tempo di chi verrà dopo, anche se sconosciuto. Con gesti semplici, magari lasciando in uso agli altri una cosa che ci è cara o lasciando dei biscotti nella dispensa. Piccoli gesti che alimentano una catena di cura, del luogo e dell'altro, nella stessa misura.
Poi c'è anche l'idea di provare a riportare un po' di vita in un paese abbandonato, in una misura che nessun singolo riuscirebbe a fare se non operando scelte radicali ed estremamente difficili come quella di trasferirsi a vivere nel paese. L'idea di sperimentare un modo nuovo, nello stesso tempo poetico e sostenibile, di coniugare il nostro essere cittadini (e la nostra difficoltà psicologica e pratica di rinunciare alla città) con la necessità, e la bellezza, di tenere in vita i mille paradisi potenti e dimenticati dell'Italia interna. Un'operazione non complicata ma complessa, che si muove in tante direzioni e si porta dietro tante ispirazioni e aspirazioni, individuali e collettive.
(Mariangela Contursi)


Una cucina volante - c'è il vento in cucina?

A Trevico, quando il vento spazza la foschia, dalla sommità del castello normanno si possono vedere sia il Tirreno che l’Adriatico: ad ovest il mare del golfo di Salerno, a est quello di Manfredonia. Questo cocuzzolo a milleduecento metri d’altitudine, a pochi chilometri dal confine pugliese, è uno dei paesi più alti dell’Irpinia, e per questo ospita anche un osservatorio meteorologico. Al centro del borgo si apre una piazzetta dominata da un tiglio maestoso e dall’ immancabile monumento ai caduti. All’ epoca della nascita di Ettore Scola, Trevico contava settecento, ottocento anime, oggi assai meno, a causa dell’immigrazione che ha seminato per il mondo tanti giovani, partiti in cerca di lavoro, verso il Fiat-Nam, sulla stessa rotta di Fortunato, il protagonista di Trevico-Torino, oppure verso il Belgio o nel Nord minerario della Francia. 

da Ettore Scola, Un napoletano di montagna di Stefano Masi

"Siamo tutti belli & diversi" 

 Oggi a casa di Maria Teresa cercheremo di sistemare i sedili a 6 sedie antiche da portare martedì alla casa col Furgone Est (il Furgone Ovest partirà a breve). Ieri poi parlando con Grazia abbiamo pensato di lanciare la campagna: PORTA UNA SEDIA DI LEGNO A TREVICO. Una sedia perché una sedia sola, in macchina, si può portare. E di legno perché sarebbe bello, abbiamo pensato, se nella casa della paesologia riuscissimo a non avere sedie di plastica. Anche tutte diverse l'una dall'altra: tante sedie di legno (o di legno e metallo, ora non ci fossilizziamo) faranno casa. Che dite?

          (Anna Untitla)

Ogni cassetto conserva una storia

Poco fa parlavo in mail con Maria cristina e dicevamo della casa, lei scriveva
sarebbe bello che la casa della paesologia diventasse anche una casa d'arte contemporanea dove gli artisti possano lasciare un’opera, una sorta di galleria di poesia...un caro abbraccio dalla Romagna...fai sapere se vi manca qualcosa che da qui ve lo spediamo. (...) M. Cristina porterà al “collezionista comunitario” una sua opera dalla Romagna, intanto ci lascia qui in immagine un dono di “Protezione alla casa della paesologia rito taumaturgico di luogo di bellezza”e mi racconta la storia del cassetto:
è un cassetto preso nella giornata di paesologia a Cesena in una casa abbandonata e il testo è una poesia di Franco. è un cassetto di un tavolo di una casa dove Franco (ndr Arminio) e io siamo entrati e il numero della velina usata per la poesia è il numero che nella cabala protegge la casa ...e l'ho usato perché ho in sostanza rubato quel cassetto dalla sua casa dalla sua storia ma per custodirlo per fermare un attimo, un attimo vissuto con intensità...i miei lavori sono attimi di vita vissuti con consapevolezza con presenza e se è possibile con poesia...e tento ci dare equilibrio formale con gli oggetti le parole che scelgo...la coroncina è presa in un mercatino ed era una coroncina usata negli anni 40 per la prima comunione, la ceramica rotta presa dal mare...il lavoro è sulla perdita dell'innocenza...sul disincanto che la vita ti può dare...ma tento di trasformarlo in bellezza formale...quel cassetto il gesto la cura nel custodirlo penso sia già questo un gesto che può essere definito bellezza...per me bellezza è attenzione, gentilezza...cura dello sguardo dell'altro...
       
             (Grazia Coppola)


Per info casadellapaesologia@gmail.com

lunedì 24 novembre 2014

BOOKNBENCH, UN LIBRO E UNA PANCHINA


Cosa sono le panchine? Cosa dicono di noi? Le panchine sono le più belle isole democratiche di questo pianeta. Avrete sentito parlare delle  panchine letterarie di Londra: da Dickens a Oscar Wilde, celebrano la letteratura e hanno "invaso" la città. Fra pochi giorni verranno messe all'asta per finanziare nuovi progetti letterari. E noi, che non abbiamo finanziamenti ma amiamo i libri, ce la facciamo da soli una panchina-libro.
Mi sono detta perché ogni scuola, ogni condominio, ogni quartiere non si costruisce una panchina. E' quello che faremo a Roma, per cominciare ne metteremo una accanto alla prima Little Free Library nel Bosco di Calvino.
Con l'entusiasmo dei miei studenti e l'aiuto di tanti amici ce la faremo. Vi racconterò tutto minuto per minuto. 

Foto da Repubblica Scuola, La panchina magica


Abbiamo scelto lo scrittore che terrà a battesimo la nostra panchina: sarà Beppe Sebaste, l'autore del solo libro sulle panchine: Beppe Sebaste, Panchine - come uscire dal mondo senza uscirne , Contromano, 2008. Ci verrà a trovare quando la panchina sarà pronta e leggerà il suo libro "rivoluzionario" e poetico seduto in mezzo al parco.
A mano a mano che il Progetto crescerà, con l'aiuto di altre associazioni e di altre scuole, perfezioneremo la mappa e ogni puntino azzurro dirà dove trovare le BooknBench:






Ogni BooknBench ovvero libro&panchinasarà rigorosamente:

1) realizzata in modo artigianale, con tutto quello che viene in mente (vecchi sci in montagna, pallet, legno, pietra ecc.);  
2) legata a uno scrittore di cui citerà una frase;
3) avrà una targhetta con il nostro logo e verrà segnalata sulla mappa per poter rintracciare con facilità il libro&panchina.

A presto! Mettiamoci all'opera!

ANCORA LIBERAMENTE LITTLE FREE LIBRARY

Auguri! 



Ciao Giovanna,

un'altra giornata splendida con la inaugurazione di 
"LiberaMente", così chiamata la nuova Little Free  Library sempre a Diano San 
Pietro, in borgata Colla. E siamo alla terza.
Se guardi "manifestazione e cultura di diano san pietro" (pag.fb.) Ci vedrai 
indaffarati per montarla e la festa, e la torta,..tutto andato per il meglio!
Un abbraccio sincero
fenoglio silvia

domenica 23 novembre 2014

LA PANCHINA, METTERE I LIBRI AL CENTRO DELL'UNIVERSO

La panchina è l’ultimo simbolo di un qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città. La panchina è il margine del mondo, vacanza di chi non va in vacanza, ma anche il posto ideale per osservare quello che accade: ovunque sia è il centro dell’universo.
BEPPE SEBASTE



MI MANDA RAI TRE | INTERVISTA LITTLE FREE LIBRARY





In questa puntata di Manda Rai Tre si parla di libri. Io parlo della Little Free Library (ultimi minuti del programma) di Roma, la prima in Italia.



Rai Replay

APPUNTAMENTI | ROMA DICE NO



ROMA 25 NOVEMBRE – INCURSIONE POETICA CONTRO IL FEMMINICIDIO
LA POESIA PER DIRE NO AL FEMMINICIDIO
Incursioni poetiche “pacifiche” per dire NO AL FEMMINICIDIO.
A Roma il Lieo Eugenio Montale, del Municipio XI, ha scelto di dire NO AL FEMMINICIDIO con una lettura corale di poesia martedì 25 novembre dalle 10 alle 12.
Studenti,insegnanti e poeti si alterneranno nella lettura poetica.
L’iniziativa è realizzata dall’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Municipio XI d’intesa con la Commissione delle Elette ed in collaborazione con l’Associazione Libra 2.0 .
Presenti le poete Monica Maggi, Giovanna Iorio e Sandra Giuliani.
Ore 10.00
Liceo Eugenio Montale
Via Ettore Paladini 6
Roma

sabato 22 novembre 2014

APPUNTAMENTI | AGENDA ORLANDO




Un mio aforisma nell' AGENDA ORLANDO 2015 che sarà presentata lunedì 1 dicembre ore 18,30 a Roma presso il CIRCUS (Via della Vetrina, 15). 
Si può trovare l'agenda anche presso la Fiera di Più Libri Più Liberi che si svolgerà a Roma tra il 4 e l'8 dicembre. 

giovedì 20 novembre 2014

APPUNTAMENTI | MADRE STREGA


"Ma siete sicuri che vi volete perdere le voci donne delle più brave poetesse del panorama romano e non? L'ironia pungente e poetica di Stefania Di Lino, la forza e la bellezza di Dona Amati, il fascino e la magìa della stupenda Alessia D'Errigo, le sculture della strabiliante Silvia Faieta che renderà il nostro palco degno dei più grandi teatri, la leggerezza apparente ma profonda di Giovanna Iorio, il mistero di Angela Botta, la preparazione intrigante di Maria Carla Trapani, la giovane voce di Agnese Monaco, e che ve lo dico a fare il viaggio che sempre compio ascoltando Ksenja LaginjaDonatella D'Angelo sarà con noi, con la sua voce e le sue fotografie regalandoci un pezzo della sua vita che per ora abbiamo solo intuito attraverso la sua mirabile opera. E Cinzia Marulli Ramadori con la sua poesia di classe, e Manuela Minelli che personalmente non vedo l'ora di scoprire con voi! Poi ci incanterà Nina Maroccolo, e credetemi ascoltarla è un'esperienza vera, è puro purissimo incantesimo! Sarà musica con Angela PediciniSilvia e Basta Alberta e Alessandro Balduzzi, sarà musica con il nostro Giuseppe Natale di cui noi poeti oramai non possiamo fare a meno, ché le nostre parole hanno vita nuova sulle sue note. 
Con me, accanto a disegnarmi bella la strega Nanà Enchant che ci porterà nel bosco e ci farà perdere sulla sua pelle. Poi gli stregoni e anche qui ragazzi non scherziamo: coordinati dal grandeSebastiano A. Patanè-Ferro abbiamo con noi Lorenzo Poggi
Redent Enzo Lomanno Edoardo Olmi Davide Cortese Fernando Della Posta
Daniele Casolino Enrico Barbieri la parole evocative di Zoon Conn e l'impareggiabile aiuto di Cesare Capuano che ci stupirà con effetti speciali! E il MEP Movimento per l'Emancipazione della Poesia Giulio Nguyen Corsetti Perchinonsiaccontenta e Valerio Piga, ci regalerà una delle sue installazioni. Chissà, solo essendoci lo saprete...

 [Annamaria Giannini, organizzatrice dell'evento]

lunedì 17 novembre 2014

MI MANDA RAI TRE



Giovedì 20 novembre dalle 10:00 alle 11:00 una mia intervista su Rai Tre. Io parlo di Little Free Library. Scoprirete anche la Biblioteca condominiale di via G. da Castelbolognese, 30 zona Porta Portese. I libri uniscono le persone! 

LITTLE FREE LIBRARY E BIBLIOTECHE DI CONDOMINIO






C'è un posto speciale nel cuore di Roma. Una Biblioteca condominiale!
Loredana Grassi  è la coordinatrice di una biblioteca condominiale a Roma, via G. da Castelbolognese, 30 zona Porta Portese.
Grazie ai libri nel cortile di questo codominio è nata una comunità.
La LFL è stata inaugurata il 21 settembre 2014. Le riunioni di condominio si sono trasformate in occasioni di incontro e scambio. Presto saranno sulla mappa ufficiale delle LFL.
Bravi! A giugno ci sarà una grande festa, e io ci sarò! 

domenica 16 novembre 2014

ROMANI | LA FACCIA

http://www.romandroma.it/content/la-faccia

GLI ARTISTI DI UN PONTE DI LIBRI PER GAZA






PASSEGGIATA INVERNALE: LE FOTO

Un articolo di Francesco Gargaglia su Vigna Clara Blog qui.

Foto di Gruppo



Storia del Parco Inviolatella Isugherata




Emanuela e Pierluigi V. & Nica
Sul gelso a pensare
Da destra: Alan, Francesco, me. Rebecca e Riccardo (tra i rami)

Giada & Otto


Gli haiku scritti durante la passeggiata li potete leggere sul mio profilo Twitter 
 #passeggiatainvernale 






PASSEGGIATA INVERNALE: HAIKU E ACQUERELLI




L'album e gli haiku della mattinata li trovate nel link:

 “Amici di lettura e di leggerezze” e il Comitato “Robin Hood”, con il patrocinio dell’Ente Parco di Veio, organizzano una passeggiata all’interno dell’Inviolatella Borghese. Facile e della durata di circa 1 ora, avrà inizio alle 10; l’appuntamento è in Via dell’Inviolatella Borghese, all’inizio di via Cassia Nuova..
Al termine della passeggiata, nella nuova area attrezzata chi vorrà potrà comporre insieme a Giovanna Iorio degli “Haiku” mentre gli appassionati di pittura potranno realizzare un acquerello alla maniera degli “urban sketchers”.
Gli “Haiku”, nati in Giappone nel XVII secolo, sono dei componimenti brevi composti di tre versi: “Lo haiku è una poesia dai toni semplici, senza alcun titolo traendo la sua forza dalle suggestioni della natura nelle diverse stagioni…..il soggetto dell’haiku è spesso una scena rapida ed intensa che descrive la natura ....” (Wikipedia). Chiunque, anche i bambini, possono cimentarsi in questa “arte popolare “.
Gli “urban sketchers” sono invece persone che disegnano all’aperto catturando ciò che vedono con la diretta osservazione; può essere usata qualsiasi tecnica per descrivere quello che ci circonda anche se l’acquerello in genere è il preferito. E’ sufficiente a volt un solo pennello (un numero 4 o 5), una scatola di colori base da pochi euro e un paio di cartoncini.
“Per la passeggiata - fanno sapere gli organizzatori - si consiglia di indossare scarpe da trekking; essendo una “passeggiata invernale” verrà rinviata solo in caso di forte pioggia. Bambini e cani saranno i benvenuti; non è richiesta prenotazione né è previsto il pagamento di una quota. Per informazioni chiamare Francesco al 338.4355172.

Da Vigna Clara Blog 

giovedì 13 novembre 2014

IL VAGABONDO DELLA STORIA


Ma che sta succedendo? Mi hanno detto che la mia faccia è finita sulla copertina del libro di John Fante. 
Forse è il mio destino. Mi chiamano il "Vagabondo della Storia". Vi ricordate di quello che accadde con le mie memorie? Plagio. Era il romanzo While England sleeps (Mentre l' Inghilterra dorme), del giovane Leavitt. Io ero vecchio ma non rimbambito. Quanto mi divertii a sputtanarlo. La Viking e Levitt poi smentirono e facemmo un braccio di ferro, ma durò solo cinque mesi. 
Prima di finire in tribunale, accettarono di ritirare il romanzo dalle librerie e di non pubblicarlo nei tascabili, nonché di pagare le spese legali. 
Quanto mi divertii però. Il caso fu clamoroso. Ha un solo antecedente: quello di Jacob Epstein, che al suo infelice debutto nell' 80 plagio' Martin Amis, e fu costretto a distruggere il libro e a scomparire. 
Leavitt e While England sleeps invece divennero "l'affare Spender". Il plagio fece la loro fortuna, almeno sul piano commerciale. Il romanzo era stato distribuito in 30 mila copie, e le poche ancora invendute, anziché tornare indietro, registrarono prezzi da amatori.




E forse ora la mia faccia sul libro di Fante sarà una specie di "affare Spender". Peccato solo non poterli sfottere un po'!
Le copertine sbagliate stanno andando a ruba... ho di nuovo fatto la fortuna di un altro scrittore. Anche da morto. 
Sono affezionato a questa foto. È del 1933. In quegli anni le mie poesie parlavano di ingiustizie sociali, di rivoluzione. Anni importanti. Li vedete i miei occhi? Non sono più stati così vivi. Avevo appena finito di scrivere il saggio "Poetry and Revolution". Non mi ricordo più chi mi ha scattato questa foto. 
A proposito di lettere e autobiografie, l'avete letto il mio saggio "Confessions and Authobiography"? parlo proprio di questo strano piacere di "confessare" la nostra vita. Qualcuno lo cita il mio saggio,  è un libro proprio su "John Fante, a Literary  Legacy", di un certo Collins (dateci un'occhiata. Eccolo su google books! Accidenti quanto è utile google books... (anche da morti ).
Allora, si saranno sbagliati? E chi lo può dire? Sapete, da morti non è facile finire in prima pagina. E con tutto il rispetto per John,  senza il mio contributo non ne avrebbe parlato mezzo mondo. 

Vi saluto, il vostro vagabondo.

Stephen Spender



mercoledì 12 novembre 2014

LA VOCE DEL RUPINARO



Testo e foto di Luca Pittaluga

Abito di fianco al torrente Rupinaro dal 2006 e devo ammetterlo: non me lo sono mai cagato più di tanto. Sapevo che nel 2002 era esondato ma non ero ancora di Chiavari e quasi protetto dal menefreghismo involontario, non ci badi, non ci pensi o peggio pensi: a me non accade.
Ho visto, ho sentito ho odorato. Il rumore della pioggia incomincia ad essere sovrastato dal frastuono del moto ondoso dell'acqua che ci scorre dentro. Poi il livello si alza ma alla fine cosa vuoi che sia, non ci credi, non credi che tu possa assistere a disastri come via Ferreggiano. Allora con un occhio all'ipad e uno alla finestra, quasi di nascosto dai famigliari, monitori se si alza, se il "dirimpettaio", così silenzioso in tutti questi anni, si sta svegliando. In effetti il torrente non scorre più ma corre.
Va beh un po' di meteo me ne intendo e so che non è finita. Piove forte e lo farà ancora per molto.
Beh prima cosa ti viene in mente di spostare la macchina e via subito a fare il guizzo. Impetuoso il baccano appena esci ti fa subito comprendere che il vicino di casa non solo si è svegliato ma ha fame, molta fame, fame di uscire di straripare come un desiderio recondito di far vedere che chi comanda non siamo noi poveri illusi ma lui o Lui....
Ok la macchina è in salvo e rincaso subito.
Ok ora sai che non è uno scherzo, sai che non è un bel filmato su youtube o su sky, ma è la Realtà. E ci sei di fronte, inerme, annientato dal fragore delle onde di un mare in tempesta che va al contrario delle mareggiate del mare....diluvia ma la pioggia non si sente più c'è un solo ed unico rumore assordante. Filmo con ipad magari con la rete salvo o aiuto qualcuno involontariamente.
Il livello è al massimo e non capisci: esonda o no? Ma come fa a non... Esondato. Un attimo, un istante, una porzione di tempo infinitesimale, un guizzo. E' finita! E' esondato. Non capisci, giri per la casa come un pazzo. Tranquillizzi la famiglia che vive con te questi momenti di terrore, ma le mani ti tremano.
Per filmare mi devo appoggiare, l'ipad sembra pesare una tonnellata. Ma non era l'ultimo modello?
E ora che si fa? NIENTE, non si fa proprio niente.
Impietriti alla finestra osservi l'acqua marrone, color morte, invadere il giardino. Una cascata di acqua e distruzione.
I bambini piangono, perché non sapevano nemmeno cos'è il mostro detto "Alluvione". Ora lo hanno imparato.
Ok calmi, ragioniamo. Quando c'è tanta acqua poi manca l'acqua. Riempi di corsa una conca di acqua potabile e tutti i cellulari e pile su un unico tavolo in sala.
Bum. Salta la corrente.
Buio, nero, finito, nero e una sensazione sinistra ti avvolge e ti sovrasta. La Luce che manca. Non vedi più dove devi andare...
I bambini impauriti singhiozzano in silenzio e li provo a tranquillizzare dicendo loro che, abitando al piano primo, non ci può accadere nulla di grave.
Ma sei sicuro? No. Perché in quel momento ti rendi conto che forse, anche la tua ragione è offuscata.
Pila alla mano e candele di fortuna, un minimo di Luce ci viene in soccorso.
I lampi illuminano a giorno il dramma distruttivo del tuo "vicino" di casa che da silenzioso e tranquillo si è trasformato in un mostro dal volto nero.
Il giardino è allagato da oltre 1,5 metri di acqua. Gli abitanti del piano terra piangono, scappano dalla loro casa che è ormai invasa dall'acqua. Scendi le scale e ancora, quasi quasi non hai voglia di bagnarti le ciabatte. Ma cosa stai facendo? Bagnati quei cazzo di piedi!
E' allora che ti rendi conto: che il mostro è freddo, tanto freddo come la morte!
Aiuti i vicini ad uscire e a prendere quelle 4 cose che più gli possono servire e via di corsa ai piani alti.
Torni in casa e provi a stabilire un po' di calma organizzando, per i piccoli, un finto campeggio in sala. Candele, tappeto di Topolino e seggioline della Chicco e si cerca di non pensarci. I bambini, ben più forti di noi, sembrano reggere e sembrano quasi divertirsi a stare alla Luce di qualche candela.
Mi alzo per provare a vedere il torrente e scorgo che dai palazzi vicini molte persone tentano di illuminare con delle torce il torrente che continua ad esondare. Sembra di essere in discoteca di fronte alla luce degli scanner a luce bianca.
Tuoni e ancora lampi che non lasciano scampo a dubbi: Il Rupinaro sta continuando ad esondare e non si ferma, sembra impazzino. Ma dove vuole arrivare? La gravità esiste ancora in questo pianeta?
Mi affaccio dalla finestra e sento un chiasso indescrivibile, turbolento denso e scintillante. Onde, onde onde.
La pioggia forse lascia la presa perché con le pile si notano molto meno le goccioline che cadono a terra; allora la gravità esiste ancora.
Con un riflesso osservo il torrente e scorgo la velocità dell'acqua che non esagero se dico che supera abbondantemente i 60Km/h.
Mio figlio piccolo di 3 anni mi dice: "papà non mi piace questa luce nera" (il buio). "Quando torna la luce bianca" (la Luce)? "Amore fra poco torna", rispondo.
Poi penso: se qui qualcuno si fa male, nessuno ci può venire a salvare. Stiamo attenti a non cadere al buio non si vede nulla. Allora proviamo a levare qualche giocattolo da terra cercando di fare un po' di ordine ma è un esercizio pressoché impossibile.
Osservo il torrente e forse sembra più basso, ma senza Luce non si vede nulla anche se l'occhio si è ormai abituato al buoi e scorge riflessi prima impercettibili. E li ti accorgi che forse il peggio è passato. Il Rupinaro sembra essere leggermente più basso. Non piove più, ma il baccano rimane stellare.
Scendo le scale e con altri condomini vediamo che l'acqua, cosi come arrivata, si ritira strisciando sul pavimento come un serpente, marrone appunto. Stronza te ne vai dal cazzo!
Arrivano i primi volontari a piedi e si assicurano che stiamo tutti bene. Le notizie che riportano, confermate dal web, sono drammatiche: 50 centimetri di acqua in centro. Vigili del fuoco bloccati in autostrada che non riescono ad arrivare a Chiavari....
Un disastro.
Il Rupinaro continua a scendere ora non sta più straripando. L' acqua risucchia tutto ma va via e dietro di se lascia sporco, nero, fango come il colpo di coda del serpente.
E' tardi i bambini sono esausti. Il torrente è straripato alle 21:40 e sono quasi le 24 circa (da verificare). Li mettiamo a dormire nel nostro letto matrimoniale e di colpo si spengono.
Tre angioletti. E come in un sogno: tum. Ecco la Luce tornare, forte quasi accecante, dopo tutto quel tempo passato al buio.
I bimbi si svegliano e il picolotto: Papà Luce Bianca. Si amore Luce, luce Bianca, gli rispondo. E i tre angioletti, sempre rimasti al fianco di mia moglie e del sottoscritto, si riaddormentano, definitivamente.
Vado a dare un occhiata al portone e stanno già spalando via l'acqua rimasta in casa e il portone si è svuotato completamente. Il segno, quel segno visto sempre nei telegiornali, lo tocco con il dito.....è alto ed è esattamente il segno indelebile che dentro di te ti porterai per tutta la vita, come una cicatrice di guerra.
Esco fuori e mi accorgo subito che l'aria è diversa: è freddo e più secco. La tramontana! Mai stato cosi contento di sentirla. L'autorigenerante si è spostato esaurendosi.
Torno in casa e mi trovo inebetito seduto sul divano con mia moglie che non sappiamo cosa pensare. Svuotati, increduli e certi di averla scampata.
Sono le 2:30 della notte e siamo stanchi morti. Chiudiamo le tapparelle e lasciamo che i sogni si impadroniscano della nostra mente e dellanotte stanca di una giornata incredibile.
Rupinaro, ora ti conosco.



lunedì 3 novembre 2014

OSSI DI SEPPIA E PICCIONI



Lo sapete, non ho memoria. Tutto quello che non scrivo scompare. Qualche giorno fa , il 31 ottobre, mi è successa una cosa strana. Ve la voglio raccontare, altrimenti me ne dimentico e poi sarà come se non fosse mai accaduta.
Il 31 ottobre ero triste e così ho portato i miei studenti a fare lezione sul prato.
Ero triste, perché... Perché si.
Ho preso con me un libro di poesie, Montale. Ho detto, ora vi leggerò una poesia da "Ossi di seppia". Volevo dimostrare ai miei studenti che leggere una poesia fa tornare vivi, il mondo muto comincia a parlare e tutto brilla. Io soprattutto ne avevo bisogno.Vi mostro come si fa a far tornare viva una foglia secca, ho detto.
Ho cominciato a leggere una poesia da Ossi di seppia. Ai miei studenti ho chiesto di raccogliere le foglie secche e di sbriciolarle, di lanciarle in aria, quando lo desideravano, mentre leggevo.
La stessa poesia, l'abbiamo letta tutti. Sempre la stessa, ma ogni volta cambiavamo la modalità dell'ascolto: in piedi a sbriciolare le foglie secche; sdraiati e con gli occhi chiusi; a mani unite in cerchio.
Quando è venuta la volta del cerchio è arrivato un piccione. Si. Un piccione. Avrei preferito un gabbiano, ma si sa il piccione è più curioso.



 Non che ne abbia visti molti sul prato della mia scuola. Ad ogni modo quello lì  è arrivato dal nulla e si è messo a camminare intorno a noi, sulla circonferenza del cerchio per tutto il tempo della lettura, mentre avevamo le mani unite e lo osservavamo in silenzio.
Quando abbiamo finito di leggere il piccione si è fermato un attimo, ha esitato e poi finalmente si è allontanato. Uno strano piccione, felice. Si è allontanato con un osso di seppia nel becco.

Le foto  del piccione sono di Benedetta C.

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...