RISVEGLIO TRA SOGNI E DESIDERI


Forse perché stanotte c'è stato un temporale, il risveglio è stato come tornare a galla dal fondo del mare.
E nel risalire due parole mi salvano dal nubrifagio: sogno e desiderio.
Allora comincio a leggere le pagine dei giornali e mi sento ribollire: Il discorso di guerra del premio Nobel per la pace Obama, una recensione su Nazione Indiana a un romanzo dimenticato di Saverio Strati "E' il nostro turno" (Mondadori, 1975), alcune fotografie delle esercitazioni militari sulle spiagge della nostra Sardegna. E ora ho appena letto l'articolo di Scalfari sulla Repubblica, "Il desiderio è tutto ma l'Italia ha smesso di sognare". E si va avanti, con il mio omaggio a Saverio Strati, che aveva descritto l'Italia e il Sud (una carcassa d'asino) e la sua sete di sogni:



Dormire solo quando si è stanchi. 
Tanti sono i soprusi.
Dare un sogno a tutti. 
Uno solo. 
Lo so. Chiedo tanto.


*


Vengo dal Sud
da quella carcassa d'asino
che raglia. E raglio 
forte la morte del sogno.

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