LETTERA AD UNA PROFESSORESSA






Io son sicuro… che la differenza fra il mio figliolo e il vostro non è nella quantità né nella qualità del tesoro chiuso dentro la mente e il cuore, ma in qualcosa che è sulla soglia fra il dentro e il fuori, anzi è la soglia stessa: la Parola. 
I tesori dei vostri figlioli si espandono liberamente da quella finestra spalancata. I tesori dei miei sono murati dentro per sempre e isteriliti. Ciò che manca ai miei è dunque solo questo: il dominio sulla parola. Sulla parola altrui per afferrarne l’intima essenza… sulla propria perché esprima senza sforzo e senza tradimenti le infinite ricchezze che la mente racchiude
Quando il povero saprà dominare le parole come personaggi, la tirannia del farmacista, del comiziante e del fattore sarà spezzata… chiamo uomo chi è padrone della sua lingua”.
Questo scriveva Don Milani in una lettera del 1956 al «Giornale del mattino» (in Renzi-Cortelazzo 1977, 45-46). 
Don Milani in una lettera del 1956 al «Giornale del mattino»

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