IL FIGLIO FATTO SULLE SPINE

"Quando il giorno muore sulle case" foto di G. Iorio


Non è vero che nei paesi non succede niente. Il tempo è fermo ma le persone si muovono continuamente. Vanno avanti e indietro, spesso senza motivo. Forse lo fanno solo per incontrarsi e, quando accade, si raccontano delle storie. Sono le storie che nessuno raccoglie, nascono tra le spine.

Due giorni fa ho raccolto una storia. La storia di C. 
C. ha un cancro ma è forte e ha voglia di vivere. Non molla. Però ieri in paese tutti dicevano: "E' morto C."
La notizia si è diffusa in un attimo, non si sa nemmeno chi l'abbia messa in giro. Tutto era pronto: le prefiche avevano lasciato le loro dimore. La campana stava per annunciare con i suoi tristi rintocchi la morte di C.
Vi chiedete come possa accadere, ma in realtà in un paese si fa presto a morire. Basta che il furgone delle pompe funebri si aggiri come un avvoltoio intorno alla casa e tutti pensano: "E' morto C." E poi la notizia si diffonde, come una macchia d'olio. E la gente esce apposta di casa per incontrare qualcuno e dire: "E' morto C."
Qualcuno va fino alla casa di C. per vedere con i suoi occhi. E' notte, le finestre sono chiuse. Tutto tace. Qualche amico più intimo osa  bussare alla porta. E allora l'anziana madre si affaccia e dice soltanto: dorme. Che aspetti, la morte. 
Nei paesi la morte si allontana con le storie. Per questo la gente non fa che raccontare storie. Nei paesi sono tutti come Sharazade.  
La madre di C., con un bastone, se ne sta in piedi sulla porta di casa.  A chi si ferma e ha voglia di ascoltare, racconta la storia del suo bambino. Era fragile e la faceva disperare, non voleva mangiare, si ammalava sempre. 
Poi dice con un sospiro amaro: "L'ho fatto sulle spine, questo figlio."
In un momento di sdegno, se la prende con la Santa patrona del paese: "Eppure te ne ho acceso di ceri". Vorrei abbracciarla, consolarla, dirle di essere felice. Perché  C. è risorto. Succede a pochi. C. ieri era morto e oggi è risorto.
Le campane hanno suonato a festa per la Messa della domenica. C'è chi dice che C. abbia sistemato la legna per l'inverno nel cortile. Qualcuno giura di averlo visto passeggiare in piazza. Io me lo immagino con un grande sorriso che scrive sul muro: "C. vive!"


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