venerdì 18 luglio 2014

LO SPECCHIO SPORCO DEI TEMPI


Improvvisamente non mi sento bene. Dopo aver cercato nella rete le voci che potevano raccontare scomode verità, dopo averle condivise su Twitter e Facebook, mi sento di nuovo inutile. Forse quello che non si riesce a fermare sarebbe meglio non conoscerlo. Ma siamo complici di tutte le ingiustizie del mondo se non proviamo a fermarle. Per non sentirmi complice scrivo. Come una forsennata mi aggrappo alle parole con la speranza che possano arrivare da qualche parte; le parole, più coraggiose di me che ho orrore di tutte le guerre  e smetto di  respirare quando ho davanti agli occhi la morte di un innocente.
Sono andata a rimettere in ordine la stanza dei bambini: lo faccio sempre quando all'improvviso ho paura di perderli. Ho raccolto i giochi, i vestiti sul pavimento, ho rifatto i letti. I miei bambini sono salvi. Ho spolverato. I miei bambini non diventeranno polvere. E poi ho preso un vecchio giornale per pulire lo specchio. I miei bambini sono innocenti.
E invece mi sono fermata, il giornale non è ancora vecchio abbastanza. ci sono volti distrutti dal dolore che mi interrogano. Sono sconosciuti e io ero pronta a dimenticare. Perché allora non riesco a staccare la pagina per pulire lo specchio. Voi siete riusciti a strappare quei volti per pulire il vostro specchio? Mi fermo davanti a un corpo dilaniato. 
Non mi sento bene. Ritorno a scrivere, non conosco altra cura al dolore. E che lo specchio resti sporco come il riflesso dell'uomo che accetta di non essere umano.

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