LO SPECCHIO SPORCO DEI TEMPI


Improvvisamente non mi sento bene. Dopo aver cercato nella rete le voci che potevano raccontare scomode verità, dopo averle condivise su Twitter e Facebook, mi sento di nuovo inutile. Forse quello che non si riesce a fermare sarebbe meglio non conoscerlo. Ma siamo complici di tutte le ingiustizie del mondo se non proviamo a fermarle. Per non sentirmi complice scrivo. Come una forsennata mi aggrappo alle parole con la speranza che possano arrivare da qualche parte; le parole, più coraggiose di me che ho orrore di tutte le guerre  e smetto di  respirare quando ho davanti agli occhi la morte di un innocente.
Sono andata a rimettere in ordine la stanza dei bambini: lo faccio sempre quando all'improvviso ho paura di perderli. Ho raccolto i giochi, i vestiti sul pavimento, ho rifatto i letti. I miei bambini sono salvi. Ho spolverato. I miei bambini non diventeranno polvere. E poi ho preso un vecchio giornale per pulire lo specchio. I miei bambini sono innocenti.
E invece mi sono fermata, il giornale non è ancora vecchio abbastanza. ci sono volti distrutti dal dolore che mi interrogano. Sono sconosciuti e io ero pronta a dimenticare. Perché allora non riesco a staccare la pagina per pulire lo specchio. Voi siete riusciti a strappare quei volti per pulire il vostro specchio? Mi fermo davanti a un corpo dilaniato. 
Non mi sento bene. Ritorno a scrivere, non conosco altra cura al dolore. E che lo specchio resti sporco come il riflesso dell'uomo che accetta di non essere umano.

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