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LE MAL DU PAYS DI MURAKAMI: LAZAR BERMAN O ALFRED BRENDEL?





Dopo aver letto l'ultimo romanzo di Murakami Haruki, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio (Einaudi, 2014) ho scritto una recensione nella quale suggerisco di ascoltare, durante la lettura, Le mal du pays di Listz. E in particolare indico l'esecuzione di Alfred Brendel.
Chi ha letto il romanzo si chiederà perché non abbia consigliato il brano di Lazar Berman dal momento  che il protagonista del romanzo, Tazaki Tsukuru, preferisce questo grande pianista a Brendel.
La risposta a questa domanda è nella mia interpretazione della misteriosa "nostalgia" evocata dal brano. Le mal du pays è un'espressione intraducibile che vuol dire, grosso modo, "nostalgia",  [comp. del gr. nóstos "ritorno" e -algia] ovvero uno "stato d'animo consistente nel rimpiangere ciò che è trascorso o è lontano".

Tsukuru ha trentaquattro anni, e vive prigioniero dei ricordi e della nostalgia. Non riesce a liberarsi dei fantasmi del passato che, come una zavorra, non gli permettono di andare avanti con la sua vita.
Eri, una compagna di liceo che Tsukuru ritrova dopo anni è, invece, l'emblema del tempo che scorre e guarisce. Quando la rivede "quella che Tsukuru aveva davanti agli occhi era una donna sana e vigorosa, che aveva fatto una vita del tutto diversa dalla sua [di Tsukuru]" (p.200)

L'abbraccio di Tzukuru ed Eri dopo sedici anni è uno dei momenti più intensi del romanzo. In sottofondo ci sono le note del brano di Liszt "Le mal du pays", "vanno avanti nella corretta esecuzione" di Brendel. Tsukuru che ha sempre ascoltato quella di Berman, chiede a Eri, se lo conosce ma lei dice di no, che ascolta sempre il brano interpretato da Brendel.

Mi sono chiesta perché - dal momento che per tutto il romanzo Murakami ci fa "ascoltare" Berman, in questo particolare momento scelga Brendel. E' solo perché Eri non ha in casa l'altro CD? In realtà Eri ammette di non sapere chi sia Berman (p. 217) quando Tsukuru glielo chiede.
Naturalmente non mi aspetto che qualcuno di voi si arrovelli come ho fatto io su questo interrogativo. Però secondo me è importante.
In Giappone, dopo lo straordinario successo del romanzo, c'è stato un boom di vendite del Berman  di Le mal du pays. Non è la prima volta che Murakami sceglie "una musica" come sottofondo di un romanzo (era successo anche per 1Q84). In realtà Murakami considera la scrittura stessa musica. In una intervista nella quale gli chiedono, tra l'altro, del suo rapporto con la musica dice:


I always get up early and start work in the morning. I usually listen to classical music when I am working. Before going to bed, I lay out in a line the records that I have decided to listen to the next morning. I feel the sound of CDs does not resonate, so I prefer LP records. When I was in my 20s, I used to listen to jazz tunes from morning till night. I play the piano even now, so it is a hobby of mine to seek out the difficult chords in Monk's works.Writing is like playing music. I write a sentence using the same rhythm as that used in performing music. 

E' una mia impressione (e infatti bisognerebbe chiederglielo) ma forse Murakami ha letto il breve saggio di Alfred Brendel  "Liszt Misunderstood". Qui si legge che:



It is a peculiarity of Liszt's music that it faithfully and fatally mirrors the character of its interpreter. When his works give the impression of being hollow, superficial and pretentious, the fault lies usually with the performer, occasionally with the (prejudiced) listener, and only very rarely with Liszt himself.


Insomma,  la musica di Liszt è un'enigma. Chi la interpreta, così come chi ascolta, rispecchia il suo carattere in essa. Mentre Tsukuru ed Eri ascoltano Le mal du pays di Alfred Brendel, il tempo si rimette in moto, una nota dopo l'altra. La nostalgia che ha imprigionato Tsukuru (un sentimento che Tsukuru ha sempre visto al centro della esecuzione di Berman) finalmente si scioglie e il tempo ricomincia a scorrere.

Finalmente anche Tsukuru capisce che: "La vita è come uno spartito complesso. Piena di semicrome e biscrome, di segni strani, di annotazioni dal significato oscuro. Decifrarla è un'impresa ardua e anche a saperla leggere correttamente, anche a saperla trasformare nella musica più bella, non è detto che la gente la capisca e l'apprezzi nel suo giusto valore." (p.241)

Le mal du pays di Listz  è uno spartito complesso da decifrare e Alfred Brendel e Lazar Berman ne sono la prova. 
E io, non lo nascondo, l'ho scoperto mentre le note di Brendel e il corpo di Eri con "i seni prosperosi, il respiro caldo, le guance bagnate di lacrime" scioglievano la nostalgia di Tsukuru. 

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