I MONOLOGHI DELLE COSE | LE INTERVISTE: IL VENTILATORE DA SOFFITTO



D - Se per lei va bene sono qui per farle un'intervista. Posso?
R - Un momento che mi girano le pale… Ecco, la velocità 2 va meglio. Si accomodi pure. Davanti a me, su questa bella sdraio.
D - Grazie. Comodissima questa sedia. Quante velocità ha?
R -  Ne ho 4, ma non gliela faccio vedere la numero 4 altrimenti quel bel vestito glielo strappo di dosso.
D -  Si, abbiamo tutti una velocità 4 che non possiamo usare… 
R -  E chi ha detto che io non la uso? Ogni momento ha la sua velocità ideale… serve anche la numero 4.
D - Mi racconti qualcosa di lei, come passa l'inverno ad esempio? 
R - D'inverno smetto di girare e me ne sto sul soffitto come un mulino senza vento. E' piuttosto noioso, lo ammetto. Ma ho un modo di passare il tempo. Rileggo i miei libri preferiti. Quando nessuno se ne accorge mi riaccendo e giro lentamente le pagine dei libri sugli scaffali. 
D - Lei legge? Anzi, rilegge pure? E quale libro ha letto più volte.
R - Capisco che sia sorpresa, ma mi creda ci sono più ignoranti tra i suoi simili che tra i miei. Io ho girato tanto. So più cose di quelle che crede. Mai fidarsi delle apparenze. Tornando al libro che ho riletto tante volte. E' Il Don Chisciotte. Un libro strabiliante. Lo conosco a memoria!
D - Questa, mi permetta, per me è una scoperta incredibile! Me lo provi, mi dica qualche passaggio del libro.
R - "Ed ecco intanto scoprirsi da trenta o quaranta mulini da vento, che si trovavano in quella campagna; e tosto che don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere: «La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente. — Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia. — Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d'essi le ha come di due leghe. — Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino. — Ben si conosce, disse don Chisciotte, che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone. ---- devo continuare?
D - Sono senza parole. Lo conosce tutto a memoria?
R - Sono un ventilatore piuttosto anziano, ho trentacinque anni. Me  ne sto fermo sugli scaffali 8 mesi all'anno. Devo pure passarlo il tempo, non crede. Ho provato tanti passatempo. Ma girare le pagine di nascosto alla velocità 1 è la cosa più rilassante del mondo. Sono diventato così bravo che nella stanza non se ne accorge nessuno. Al massimo chiudono la porta. Pensano ad uno spiffero di aria
D- Meraviglioso! Mi dica ancora una cosa (scusi potrebbe girare alla velocità 3 comincia a fare un po' caldo!) volevo sapere se le sarebbe piaciuto essere un altro oggetto. In altre parole se è felice di essere un ventilatore da soffitto.
R - E' una domanda difficile. Non so se la parola felice mi si addice. Io sono un apparecchio utile e inutile allo stesso tempo. Però ho una storia. I miei antenati vengono dall'India. Sono un discendente di Punkah che nel linguaggio Hindi significa grande ventaglio. Sarei felice se la gente non mi trattasse come uno schiavo e si chiedesse da dove vengo.
D - Molto affascinante. 
R -  Ovviamente in passato eravamo un sistema manuale: avevamo noi dei servi, i Punkawallah. Azionavano il grande ventaglio tirando delle corde avanti e indietro. Le corde erano collegate alle foglie, molto grandi, di una pianta. La Palmyra. 
D - E' una storia incredibile!
R - Il tempo degli schiavi è triste e sempre attuale. Il mondo non cambia. Gli schiavi si. 
D- C'è qualcuno o qualcosa che odia?
R - I condizionatori d'aria. Se ci penso mi viene un freddo proprio qui, in mezzo al cuore.
D - Sbaglio o ha detto cuore?
R - Le metafore le sappiamo fare anche noi ventilatori.
D - Ventilatori- poeti!
R - Perché no, ho visto di peggio. Poeti- ventilatori.
D - Lei sa davvero più di quello che avevo immaginato. Ora la lascio girare in pace, grazie per questa bella intervista.
R - Grazie a lei, è stata una bella chiacchierata. Si alzi… le faccio un saluto speciale.
D - Caspita!!!!!
R - Ha delle belle gambe! Vede, la velocità 4 non serve solo a strapparli di dosso i vestiti. 
D - Anche galante... Vado ...Via col vento!

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