MONOLOGHI DELLE COSE | LE INTERVISTE


Intervista a un filo

D: Sei sottile?
R: Non per mia scelta.
D: E cosa pensi della cruna.
R: Mi fa paura, è una prova. Necessaria.
D: Parlami della tua famiglia.
R: Mio padre era una fune, mia madre era di seta.
D: Il tuo primo ricordo?
R: Un labirinto.
D: Come passa la giornata un filo?
R: Ho un lavoro anche io.
D: Davvero? Ce ne parli?
R: Faccio il filo interdentale.
D: Per passione?
R: Mi prendi in giro? Hai mai provato a togliere il cibo dalle fessure dei denti?
D: Scusami, per me è difficile immedesimarmi.
R: Posso farti una domanda io, allora?
D: Sono curiosa, dimmi pure.
R: E' la prima volta che dai spago a un filo, vero?
D: Si, sono emozionata. Sembri un filo speciale.
R: Sono soltanto cerato. Non ho niente di speciale.
D: Aspetta, ancora una cosa, mi puoi mostrare la casa dove vivi?
R: La matassa? Eccola...
D: Intricata!
R: Perché, tu dove sei cresciuta? Nell'ovatta?
D: Ah, ah, ah! Amo il tuo senso dell'umorismo!
R: Lo so, è sottilissimo. Grazie.
D: Ancora una domanda, poi ti lascio alle tue trame. Ti sei mai spezzato?
R: Sempre, che domanda! Non sai che esistono i nodi?
D: I nodi! Un filo con i nodi come si sente?
R: Credi che importi? Voi avete le cicatrici. Un filo senza nodi non ha vissuto abbastanza.
D: Hai mai sentito l'espressione "La vita attaccata a un filo"? Cosa ne pensi?
R: Una grande stronzata. La vita è un filo. Non sta attaccata da nessuna parte.
D: Con questa domanda ho finito l'intervista. Grazie e buon proseguimento di serata.
R: Grazie a te. Vado ad attaccare bottone. Non preoccuparti. Questa intervista è senza filo conduttore. Dunque, perfetta.

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