CRONACHE PATCHWORK

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Vi racconto una giornata patchwork. Prima, però, vi spiego cos'è.

Definizione
Dicesi giornata patchwork uno di quei giorni in cui succedono cose strane, di tutti i colori, di tutti i tessuti, di tutte le forme. Ma non è un giorno brutto, anzi. La sensazione, a fine giornata, è di avere a disposizione tanti ritagli di stoffa colorati e belli. Per questo motivo ti accingi a non buttar via nessun momento. Con le parole si cuciono insieme i pezzi. Ne viene fuori una coperta per quando torna il freddo. A questo servono le giornate patchwork.


Primo ritaglio
Ricevuto un dono: un libro. Un'amica mi porta un pacchetto rosso. Gioia mentre scarto La marmellata sul panino di Daniele Selvaggio.

Secondo ritaglio
Nella pausa pranzo io e Alan facciamo una piccola passeggiata. Andata: un tratto di strada che costeggia un campo. Scorgo, in cima a un albero, nell'incavo dei rami, margherite gialle. I fiori vogliono crescere ovunque.


Terzo ritaglio
Ritorno: un rumore tra i rami, oltre la rete, sulla Cassia Antica, tra Via di Villa Lauchli e Cassia Nuova. Le macchine continuano a scorrere, persone che aspettano l'autobus alla fermata. E in mezzo ai cespugli cinghiali. Decine di piccoli cinghiali. Giocano. Incontro gli occhi buoni e attenti della madre.



Quarto ritaglio
Mia figlia mangia un cono gelato azzurro. Il celeste intorno alla bocca. Mio figlio gioca con la palla da rugby, colpisce il lampadario della camera da letto. Il rumore dei cristalli celesti.


Quinto ritaglio
Un cancello e un uccello. Sembra una gabbia che si solleva.




Sesto ritaglio
Roma viene abbracciata dal sole. Chiamo un taxi, devo correre al Campidoglio per andare incontro a un bel titolo. La bellezza non si somma. Il tassista arriva nella mia strada. Io salgo e lui, dopo qualche minuto dice: "Lo sa, in questa strada, tempo fa viveva la mia fidanzata: Michela. Un anno insieme. Poi ci siamo lasciati. Allora io gli chiedo: Da quanto tempo non ci veniva? Da trentacinque anni. Passiamo davanti agli alberi di un viale in fiore. Fiori di pesco. Sembrano sbocciati mentre ricorda la storia della dolce Michela.





Settimo ritaglio
Campidoglio: La bellezza non si somma di Roberto Maggiani. Arrivo alla presentazione, in ritardo. Mi siedo accanto alla statua di Raffaello. La poesia riempie la stanza. Le sedie d'oro scintillano. Nel busto di marmo prende a battere un cuore.


Ottavo ritaglio
Corro via. Ho una copia del libro. Felice. Scende la sera dal Campidoglio. Non si può attraversare la città senza raccogliere pezzi meravigliosi di storie. Alan ha nostalgia dell'Irlanda. Decide di portarmi a bere una birra in un pub irlandese: The Scholars. C'è una band che suona musica tradizionale. Alla nostra destra due ragazzi. A sinistra una famiglia irlandese in vacanza. Patrick ha settant'anni e non suona il tin whistle da un sacco di tempo. Vive a Londra, con sua moglie e quattro figli. Emigranti.A venti anni ha lasciato l'Irlanda per cercare fortuna. Lo invitiamo a suonare per noi. Dice di si, per sua figlia che è in vacanza insieme al fidanzato londinese (che però  ha anche lui origini irlandesi. La famiglia viene da Galway. E dopo un po' Alan scopre che   ha lo stesso cognome di sua madre, che viene da Galway). Patrick suona una musica dolcissima. Ha gli stessi occhi azzurri del mio Alan. Ci racconta la sua storia. Ci dona qualcosa di prezioso. Un segreto, per una vita luminosa. Remember to polish your brass. Mi vengono di nuovo in mente le sedie del Campidoglio.

Nono ritaglio
I due ragazzi nel pub sono carabinieri. Lavorano a Gorizia, ma vengono entrambi dalla Campania. Emigranti. Hanno 33 e 28 anni. Anche loro incoraggiano il vecchio Patrick e applaudono dopo il mini concerto. Sono a Roma per la visita di Obama. Le persone normali s'incontrano così. Ai margini delle persone speciali.

Decimo ritaglio
Si torna a casa. Si cammina un po', lentamente, fino all'Ara Pacis. Si potrebbe passare la notte a contemplare il bianco del marmo, i volti dei septemviri: due di loro (gli ultimi) sono identici a mio padre, a mio zio! E così mi sembra di passare a salutare la famiglia.






Ritagli piccolissimi e sparsi
Il sorriso di Samira. I capelli ricci di Giusy. Il caffè zuccherato e la psicologia dello zucchero spiegata dal barista del Sant'Eustachio. Il profumo che emana dal pacchetto giallo,  Alan lo mette in tasca. Il nostro talismano. Il Tevere e gli alberi. I tronchi. I bronchi. Il respiro in ogni pietra. Tornare a casa. Aprire la porta. Abbracciare i figli. Mettere i libri nuovi accanto agli altri libri. La mia grande famiglia.





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