SEMPRE SOLI

Dog's life, G. Iorio (2013)


Si è sempre soli. Lo sappiamo. Eppure il confine dei corpi è labile: lo sguardo è un prigioniero che evade e si perde in altri occhi, in altre prigioni. 
Non mi stancherò mai di correre verso gli altri. L'umanità ha un odore dolce e animale. Sembra profumo di latte. Forse è il ricordo del primo vero nutrimento di tutti, quando il bianco non era una pagina ma il caldo succo del seno. Bisognerebbe trascorrere più tempo gli uni accanto agli altri, sfiorarsi, ritrovarsi nelle piazze. Forse occorre costruire nuove piazze, più grandi, soleggiate e cosparse di alberi, come piccoli boschi in mezzo alle case. E in questi luoghi vagare in cerca di altri sguardi. Un cortile in mezzo alle prigioni. E poi tornare a casa e guardarsi dentro con gli occhi degli altri, scoprire che il contatto ci ha cambiato. Mutare sempre, indossare come vestiti i pensieri di un altro, farli vivere nei nostri panni. Sedersi nel proprio silenzioso appartamento con gioie e dolori altrui. Solo così non saremo sempre soli.

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