venerdì 28 febbraio 2014

ANTEPRIMA | IFIGENIA SIAMO NOI

In copertina un'opera di Eliana Petrizzi

In anteprima la copertina di IFIGENIA SIAMO NOI, Antologia poetica curata da Giuseppe Vetromile, Edizioni Scuderi (2014).
"Le dodici pietre" è la raccolta di dodici poesie ispirate al mito di Niobe.

***

Autrici: Lucianna Argentino, Victoria Artamonova, Gaetana Aufiero, Floriana Coppola, Ulrike Draesner, Federica Giordano, Anila Hanxhari, Giovanna Iorio, Amalia Leo, Ketti Martino, Vera Mocella, Rita Pacilio, Regina Célia Pereira da Silva, Monica Rinck, Anna Tumanova, Vanina Zaccaria.

RAGAZZE CHE MANGIANO SPAGHETTI INVISIBILI


Foto dal sito Cazzate 

Da tempo, ormai, mi chiedo se il Pianeta non sia stato invaso da alieni invisibili che ci tormentano con pensieri assurdi. Forse ve lo chiedete anche voi. Forse se lo chiedono in tanti. 
E sempre mi chiedo, ma che forma avranno assunto per mescolarsi fra noi, gli alieni? Facce mostruose, piedi puzzolenti, alito mortificante? No... Di certo sono invisibili, oppure si mimetizzano. 
Qual è lo scopo della loro visita sul nostro Pianeta? Qual è il loro più grande desiderio? Davvero vogliono insinuarsi nei nostri corpi, nelle nostre menti, renderci schiavi? Ci tengono proprio tanto a stare nei nostri corpi e a provare ad essere umani?
Chi li capisce gli alieni. 
All'improvviso arriva la risposta. Mi viene suggerita dalle fotografie che si vedono su social network: facebook, instagram, twitter & Co. Sono spesso ragazze giovanissime. Forse la giovane età le rende prede più facili degli alieni. Oppure sono gli alieni a preferire vittime giovani, carine, piene di vitalità e spensieratezza. I gusti degli alieni, anche quelli me li posso solo immaginare. 
Ad ogni modo, ecco l'illuminazione... ho capito! Quattro giorni fa vedo questa foto (vedi foto nel post): quella posa strana, quelle labbra chiuse a bocciolo, quel piatto di spaghetti.Ed ecco che è arrivata la risposta alla mia domanda: gli alieni sono "spaghetti invisibili"! Un modo geniale di entrare indisturbati nel corpo delle loro vittime che, nel momento dell'invasione, sentono un impulso irrefrenabile al selfie, all'autoscatto, al ritratto. Si, perché poi gli alieni usano i social per mostrare a chi è rimasto su Marte (& Co.) il loro nuovo aspetto da umani. Quando vedrete anche me in una foto così sappiate che non sono più io!
Buon fine settimana!

APPUNTAMENTI | 8 POETESSE PER L' 8 MARZO


L'8 marzo vi aspetto a Genzano. L'evento è organizzato da Ugo Magnanti, con la collaborazione di Dona Amati. C'è un programma ricco di appuntamenti interessanti. E, tra le otto poetesse, troverete la vostra Amica di letture e di leggerezza. :) 

8 POETESSE X L’8 MARZO - VII edizione


Si svolgerà dal 7 al 16 marzo, fra Museo Civico Archeologico di Villa Adele in Anzio Palazzo Sforza-Cesarini di Genzano, la settima edizione del noto evento “8 poetesse per l’8 marzo”, tra letteratura, performance, e fotografia.

Quest’anno l’evento delle ‘poetesse di marzo’ avrà per la prima volta una doppia sede, nelle città di Anzio e Genzano.

La settima edizione, a cura di Ugo Magnanti con la collaborazione di Dona Amati, ripropone fra altri interessanti eventi, in occasione della Giornata della Donna 2014, il tradizionale reading poetico al femminile di alcune fra le più interessanti autrici italiane.
La manifestazione, nata come contributo letterario alla valorizzazione della cultura di genere e delle pari opportunità, e come auspicio per una rinnovata accoglienza fra tutti i sessi possibili, è realizzata da Fusibilia Associazione (www.fusibilia.it) e promossa dal Museo Civico Archeologico  Città di Anzio (Museo con il cuore), nell’ambito dell’anno culturale 2014, e dall’Assessorato al Tempo libero del Comune di Genzano.

Il reading delle 8 poetesse si svolgerà sabato 8 marzo alle ore 18.00, presso la Sala delle Armi nel Palazzo Sforza Cesarini a Genzano, con Lucianna Argentino, Stefania Battistella, Rita Regina Florit, Giovanna Iorio, Martina Ippolito, Monica Maggi, Monica Martinelli, Sylvia Pallaracci. Interverranno Beppe Costa, poeta, Marialuisa Sales e Neriene con “Speculum Dianae”, danza classica dell’India e poesia dedicate allo Lago Sacro di Nemi, coordinerà Sonia Topazio

Radio Omega Sound, radio ufficiale della manifestazione, trasmetterà l’evento in differita il giorno martedì 11 marzo dalle ore 22.00, sulle frequenze 91.4Mhz - 102.2 Mhz e su www.radioomega.it
Il reading sarà registrato, archiviato e stabilmente ascoltabile sul social media in audio Freerumble http://www.freerumble.com/audios.php.

Come già nelle edizioni precedenti, all’evento letterario sarà collegata una mostra fotografica, quest’anno di 8 giovani fotografe, a cura di Diletta Di Paola, che si aprirà presso la Sala delle Conchiglie del Museo Civico Archeologico di Villa Adele in Anzio, venerdì 7 marzo alle ore 16.00, con permanenza fino a domenica 16 marzo, e con un estratto effimero sabato 8 marzoGenzano nella Sala delle Armi, dalle ore 17.00.

Espongono: Martina Alese, Gaia BobòCarla CarofeiValeria Ceccherini, Paloma Di Paola, Flavia Fiacco, Ilenia Lolli, Dalila Lugli. Inoltre la programmazione prevede altri eventi correlati che si svolgeranno presso la Sala delle Conchiglie del Museo Civico Archeologicodi Villa Adele in Anzio, venerdì 7sabato 8, e domenica 9 marzo, come da programma. L’evento è sponsorizzato dall’azienda Serenella Polverini, Anzio.

La manifestazione è dedicata alla memoria di Rocco Paternostro, docente universitario, critico, e poeta,  recentemente scomparso.


PROGRAMMA

Venerdì 7 marzo, ANZIO, Museo Civico Archeologico Villa Adele, Sala delle Conchiglie. 

Ore 16.00

Saluto dell’Assessore alla Cultura della Città di Anzio, Laura Nolfi, della Responsabile delMuseo Civico Archeologico della Città di Anzio, Giusi Canzoneri, e presentazione dell’evento a cura di Ugo Magnanti.
Inaugurazione della mostra fotografica “8 fotografe x l’8 marzo”, a cura di Diletta Di Paola. Espongono: Martina Alese, Gaia Bobò, Carla Carofei, Valeria Ceccherini, Paloma Di Paola, Flavia Fiacco, Ilenia Lolli, Dalila Lugli. 7-16 marzo (10.30-12.30/16.00-18.00). 

Ore 16.30

Letture-poetiche-omaggio sulle opere fotografiche della mostra, di 8 autori: Antonio Ausanio,Daniele Brinzaglia, Luigi CorsiDavide Cortese, Bruno Di Marco (con Laura De Angelis),Luca Frudà Fiore LevequeMarino Santalucia. Interventi di poesia istantanea del poeta Iago sulle opere fotografiche. Coordina Ugo Magnanti. 

Ore 17.00

 “Donne e Scrittura”: presentazione del libro di poesie “Infedele all’idea di me”, di Monica Maggi, FusibiliaLibri. Intervengono Guido Fauro e Davide Cortese. Coordina Dona Amati.


Sabato  8 marzo, ANZIO, Museo Civico Archeologico Villa Adele, Sala delle Conchiglie.

Ore 10.30

Proiezione conversata del documento video di “A mo’ di Isgrò”, performance-evento collettiva di letture poetiche e ‘cancellature’ su articoli relativi a violenze di genere, realizzato nell’ambito dell’edizione 2013 di “8 poetesse x l’8 marzo”, a cura di Ugo Magnanti.

Ore 11.00

“Candide depravazioni: come gli antenati cantavano la donna”: breve episodio musicale. Introduzione, note, chitarra e canto di Fiore Leveque.  

Ore 11.30

Presentazione del progetto “Saffo e le altre”, movimento per la diffusione del patrimonio letterario prodotto dalle donne nei secoli. Interviene l’ideatrice Dona Amati e la referente territoriale Sandra Collaùto. Reading delle aderenti a cura di Sandra Collaùto.
Giuliana Bellorini per Antonella Modaffari Bartoli, Maria Vittoria Catapano per Antonia PozziSandra Collaùto per Clelia Rotunno, Roberta Collu per Alda MeriniPatrizia Nizzoper Sylvia PlathDonatella Ottolini per Lucia Guidorizzi. 


Sabato 8 marzo, GENZANO Palazzo Sforza-Cesarini, Sala delle Armi. 

Ore 17.00

Estratto della mostra fotografica “8 fotografe x l’8 marzo”, installazione effimera a cura di Diletta Di Paola,  con foto di: Martina Alese, Gaia Bobò, Carla Carofei, Valeria Ceccherini, Paloma Di Paola, Flavia Fiacco, Ilenia Lolli, Dalila Lugli.

Ore 17.30

Visita-Affaccio sul lago di Nemi, dalla terrazza del Palazzo Sforza-Cesarini, con breve lettura testo “Cesare Pavese e il lago di Diana”, a cura di Ugo Magnanti.  

Ore 18.00

Saluto dell’Assessore al Tempo libero della Città di GenzanoPatrizia Mancini.
Reading delle “8 poetesse x l’8 marzo”. Leggono: Lucianna Argentino, Stefania Battistella, Rita Regina Florit, Giovanna Iorio, Martina Ippolito, Monica Maggi, Monica Martinelli, Sylvia Pallaracci. Intervengono: Beppe Costa, poeta ed editore, Marialuisa Sales e Neriene con “Speculum Dianae”, danza classica dell’India e poesia dedicate allo Lago Sacro di Nemi. Coordina Sonia Topazio.


Domenica 9 marzo, ANZIO, Museo Civico Archeologico Villa Adele, Sala delle Conchiglie.

Ore 11.30

“Donna filosofia”: breve excursus con aperitivo sulla filosofia al femminile, di Teo Orlando.  

Ore 16.00

“Elettiva parola: profili, letture, affinità poetiche fra donne”Livia Bìdoli per Christina Rossetti, Letizia Leone per Anne Sexton, Elena Ribet per Wisława Szymborska, Claudia Tifi per Emily Dickinson, Maria Carla Trapani per Danielle SarréraCoordina Ugo Magnanti.

Ore 17.00

Presentazione-reading dell’antologia di racconti “Sono bella ma non è colpa mia: l’inconvenienza dell’avvenenza”, a cura e prefazione di Maria Carla Trapani, FusibiliaLibri. Intervengono Vittorio Salvati, la curatrice e alcuni degli autori presenti nel volume. CoordinaDona Amati.

Ore 18.00

Reading “8 marzo anziatino”. Leggono: Maria Vittoria CatapanoSandra CollautoRoberta Collu, Giulia CherubiniGiuliana D’Annibale, Patrizia Nizzo, Donatella Ottolini, Marianna Usai. Coordina Dona Amati.



lunedì 24 febbraio 2014

HAIKU DELL'ULTIMO LUNEDI DI FEBBRAIO




Cane (un acquerello di Diana ?)


Sole di febbraio
non ci sono pietre bianche.
Vaga la mia ombra.


Sta immobile
un gregge nel campo aspro.
Le pietre bianche.


La pioggia ride.
Il vetro si è sciolto,
come di ghiaccio.


Un cane beve.
Accanto alla fontana
il vecchio secchio.



Cigola il cuore:
Dal fondo dell'anima
Sale il silenzio.



Corre la strada.
Si abbracciano gli alberi 
a un po' di cielo.


Il vento cade
con un dolce lamento
dai rami più alti.




Passa la sera
tra case silenziose
come un pensiero



Dico ai bambini
Andiamo fino al cielo
in ascensore.



venerdì 21 febbraio 2014

BAMBAGIA AND BEAUTIFUL, CRONACHE DI UN DOPO PRANZO

Beautiful by Rebecca
Foto di G. Iorio



Sono a casa dei miei genitori. Certe cose non cambiano. Anzi, certe cose cambiano e altre no. Prima di tutto è cambiato il numero di televisori e le loro dimensioni. Ora in casa ci sono (aspettate, fatemele contare) 5 TV (per due persone). L'ultima è arrivata due giorni fa e, sebbene sia l'ultima arrivata, è gigantesca. Mio padre ha fatto l'operazione ad un occhio, ma non è andata bene. Per questo motivo ha deciso di non operare l'altro occhio, coperto dalla cataratta. In altre parole ci vede pochissimo. E' un'ottima ragione per avere nella stanza una TV/cinema. 
Mio padre prima non guardava mai la TV. Soltanto a pranzo, il TG. O la sera, di nuovo il TG. Sembrava che gli piacessero soltanto le brutte notizie: politica, cronaca, sport. Ora che mi ricordo, gli piacevano anche i film western che commentava con appassionata empatia e qualche volta un pugno sul tavolo.
Ora guarda di tutto. Persino un canale che si chiama Tele Padre Pio; tra i suoi preferiti. Non ci volevo credere quando mia madre me lo ha detto. Tele Padre Pio! Il rosario e cose simili. A volte mio padre, quando esce la Madonna chiede a mia madre: guarda, somiglia a Giovanna? E lei risponde: no, è la Madonna.
Ma parliamo delle cose che non cambiano: Beautiful. Abbiamo appena finito di pranzare, mio padre è seduto in cucina a tamponare una piccola ferita. Il barbiere viene in casa a fargli la barba e oggi ha sbagliato. Forse lo abbiamo distratto noi, o forse mio padre si è mosso. Ad ogni modo credo che mio padre abbia paura di morire dissanguato. Colpa di una malattia che non permette al sangue di coagulare, e così tutte le volte che si taglia ha una grande paura di "scorrere via" insieme al sangue. Sono salita a prendergli dell'acqua ossigenata e del cotone idrofilo: la bambagia. Così l'ha chiamata mio padre. Posso avere altra bambagia. E' l'ovatta. Si, sembra Carducci mio padre: Su le nubi dorate e inargentate/Che paion di bambagia... 
Non sentivo il suono di questa parola da una vita. Quando mio padre non ci sarà più scomparirà anche il suono morbido della bambagia. 
Ma parliamo di quello che non scomparirà mai: Beautiful! Mia madre non ha mai smesso di seguire la soap opera americana, che sopravvive e si riproduce come un batterio. Ci sono ancora le stesse attrici, invecchiate, resuscitate dal botulino, tenute in vita da una serie infinita di sventure che avrebbero mandato al manicomio qualunque essere umano. Alcune novità: Ridge è scomparso, Thorn si è sposato venticinque volte, pure con sua madre, che poi è morta. Il complesso edipico alimenta questa mostruosa famiglia che si è messa più corna di un cesto di marruche (alias le lumache). Sono rimasta a guardare la puntata di oggi facendo a mia madre un miliardo di domande. Poi Brooke è  svenuta! Cavolo, è di nuovo incinta! E questa volta è riuscita a farsi mettere incinta dal genero. Ho quasi urlato di rabbia. Ma insomma, non hai ancora imparato Brooke Logan? Era il 1987, io ero una bambina e tu una biondissima donna. Hai fatto solo cazzate Brooke! Perché non ti ribelli, ti devi ribellare Brooke! Poi rivolta a mia madre, ho detto: e tu non dici niente? E lei: A chi? A Brooke? E' fatta così.

mercoledì 19 febbraio 2014

RIFLESSIONI



Montemiletto (AV)


Castel St. Angelo

Un uomo parla
da solo per strada. Ma
forse è un angelo.
Angelo tra i rami, Roma 
Lovers, Roma




















Un ponte mostra le ossa arrugginite. Si è quasi 
arreso. Sembra che dica, in mezzo al paesaggio desolato, quanto sia faticoso unire. Testimonia la debolezza del cemento. Separa due campi più della strada.












La primavera si è arrampicata sulle case. Qui sui tetti ci sono i prati.


Finestra, Roma



Le lenzuola bianche
Sui balconi. Si arrendono
Alla luce del giorno
I sogni.



Solo donne a quest'ora 
A fare la spesa con i grembiuli.
I maschi girano a vuoto
In piazza con i cappotti neri.
Rondini e mosconi.






Mi piace la notte. Ti sa stare accanto in silenzio.


Luna vicinissima- mi sembra che ci venga incontro


Comincio a credere che sia la bellezza dio. Certe passeggiate sono divine.


Una settimana tutta bianca. Ci scriverò su come una pagina. Il lusso di essere una scrittrice in vacanza.




Il piacere di togliere la maschera agli ipocriti. Vedete, le parole sono sempre sincere. A saperle leggere.



La vanità Incenerisce la poesia. E tutto quel che c'è di più nobile. La vanità è la cenere tra le parole nate ardenti e universali.


Lezioni d'azzurro: le molecole d'aria vibrano. L'azzurro non è un colore ma un suono.

Anche gli occhi ritornano. Dopo anni, generazioni, torna il colore e lo sguardo di un antenato.


A volte sento un amore profondo e improvviso per oggetti inaspettati: un vaso senza fiori struggente come un pianeta arido.



Dio esiste, solo che è impegnato. A far nascere le persone (vabbè le fa pure morire). Insomma è molto impegnato.


venerdì 14 febbraio 2014

SOSPESA

Il funambolo Nick Wallenda che attraversa le cascate del Niagara 


La sento nascere nel pensiero.
Si muove in cerca di luce 
sulla punta della lingua s'allunga 
sul palato l'ombra di un suono 
solo pensato: parola sospesa
alla glottide isoscele. Nuda 

appesa a un filo sottile 
di senso. Oscilla. 

SEMPRE SOLI

Dog's life, G. Iorio (2013)


Si è sempre soli. Lo sappiamo. Eppure il confine dei corpi è labile: lo sguardo è un prigioniero che evade e si perde in altri occhi, in altre prigioni. 
Non mi stancherò mai di correre verso gli altri. L'umanità ha un odore dolce e animale. Sembra profumo di latte. Forse è il ricordo del primo vero nutrimento di tutti, quando il bianco non era una pagina ma il caldo succo del seno. Bisognerebbe trascorrere più tempo gli uni accanto agli altri, sfiorarsi, ritrovarsi nelle piazze. Forse occorre costruire nuove piazze, più grandi, soleggiate e cosparse di alberi, come piccoli boschi in mezzo alle case. E in questi luoghi vagare in cerca di altri sguardi. Un cortile in mezzo alle prigioni. E poi tornare a casa e guardarsi dentro con gli occhi degli altri, scoprire che il contatto ci ha cambiato. Mutare sempre, indossare come vestiti i pensieri di un altro, farli vivere nei nostri panni. Sedersi nel proprio silenzioso appartamento con gioie e dolori altrui. Solo così non saremo sempre soli.

giovedì 13 febbraio 2014

OGGI HO IMPARATO

Black and white statue, G. Iorio



Oggi ho imparato che non è vero che le persone sono misteriose. Il mistero è tutto intorno, in tutto il resto. E' misterioso il cielo, è misterioso l'oceano, è misteriosa la cima delle montagne.  Sono misteriose le sedie, i lampioni, l'asfalto. Le persone no. Se guardo un essere umano posso immaginare la consistenza dei pensieri, il grumo di emozioni che viene rivelato da un gesto, dalla voce. Se guardo negli occhi un essere umano vedo il riflesso dei miei stessi occhi. Mi avvicino. Scruto miliardi di atomi che per qualche misteriosa ragione  non sono me. Al contrario non potrò mai sapere davvero come si senta un albero, il divano, il tavolo, la macchina. Eppure il tempo si accanisce anche contro di loro. Il tempo odia particolarmente il colore bianco. Lo sporca, lo trasforma, lo muta in un presagio triste, come un campo ricoperto di neve sporca. Però il tempo a noi imbianca i capelli.
Ecco, questo ho imparato oggi. E ve l'ho raccontato.

ATTICO

Ruins, 2014 by Giovanna Iorio 




Vendesi attico
ottocentomila euro 
e un portiere e un doppio 
box auto e un ascensore 
di cristallo che ci puoi 
toccare il cielo. E sotto
un cimitero.

UN RACCONTO PER SAN VALENTINO SU ROMA AND ROMA





Spero che l'amore vi metta le ali ai piedi. Leggete "I ballerini" sul Roma&Roma. A partire da gennaio ho la mia rubrica di racconti "Romani". Ogni due settimane un racconto ambientato nella città eterna, ogni racconto un quartiere di Roma. Per ricevere direttamente il racconto nella posta elettronica iscrivitevi alla Newsletter di Roma&Roma e riceverete un messaggio come quello della foto. Le illustrazioni sono di Paola Luciani e, se lo desiderate, il racconto lo potete anche scaricare sull'ipod ed ascoltarlo in macchina o mentre fate jogging nel parco. Le musiche sono del Notturno Concertante, e per ogni racconto una nuova e bella voce. La regia è di Lucio Lazzaruolo, anima storica del Notturno.
Buon San Valentino!

mercoledì 12 febbraio 2014

ANTEPRIMA LIBRO | LaCRIMEndays



Sta per uscire un libro al quale tengo moltissimo. Per voi, Amici di letture, in anteprima la copertina. Le mie parole incontrano le lacrime al microscopio di Rose-Lynn Fisher e il risultato è un libro intenso, in cui parole e lacrime si fondono creando un nuovo paesaggio.  La raccolta contiene 43 Landays dedicati alle donne vittime di violenza e ai fatti di cronaca degli ultimi anni.
Ho incluso anche i 7 Landays speciali dedicati a Settimia Spizzichino nel Giorno della Memoria. Due brevi note introducono il mio lavoro: l'intensa scrittura di Maria Grazia Calandrone e la sapiente lettura di Marco Sonzogni, che insieme a Ross Woods, firma anche la traduzione in inglese.
Ringrazio il mio editore Gianmario Lucini, che crede nella mia scrittura e nella mia poesia.

domenica 9 febbraio 2014

LA SETTIMA ONDA

sunset by G. Iorio


ah la gente



quest'onda di emozione che si spinge per la strada
che minaccia di rompere gli argini ad ogni incontro
che scorre quieta fino a quando 
il vento e la pioggia la gonfiano 
di rabbia di gioia

poi di nuovo silenziosa 
dopo un accenno di tempesta
uno scroscio di pioggia
un tuono che ferma le nuvole 
si rifugiano nei fondali le voci
prive di ossigeno

ah la gente
vengo a bagnarmi dentro di voi con la certezza 
di sentire nel vostro sale il respiro della grande
settima onda

ascoltarle tutte, questo si deve, mentre si attende

il mare.


(g.i)



MARMELLATA DI LUCCIOLE (6)

Self portrait 

Oggi, su Racconti Viandanti di Sandro Abruzzese il sesto pezzettone del mio romanzo Marmellata di lucciole. Ogni domenica un po' di storia. L'ho scritto a ventidue anni. Era nel cassetto ma alcuni pezzi sono finiti in antologie importanti come Quello che ho da dirvi (Einaudi).
Racconta la storia di Angela, che sente un rumore strano e comincia a scrivere: pezzi di ricordi. Lei non sa sorridere. Ha trascorso la sua infanzia in un paese del Sud, poi racconta la partenza, il lavoro in una strana fabbrica dove producono la marmellata MADRENATURA, l'incidente, il salvataggio Gabriele...
Perché l'infanzia è dolce solo quando è lontana. Spalmatevelo sul pane ogni domenica un po'!

sabato 8 febbraio 2014

LODI DEL CORPO MASCHILE


Vi consiglio, per fare innamorare con ironia a San Valentino, Lodi del corpo maschile a cura di Celano e Mozzi. Il libro lo scaricate gratis nel link che si apre cliccando sull'immagine. E se la parte da lodare è l'orecchio, allora leggete il mio sonetto "Lode all'orecchio".

FIGLI DI UN DIO MINORE

Il taccuino di Paul Auster



L'aria ha il sapore fragrante del pane. Tu non mi conosci
perché non vuoi sapere 

come eravamo quando 
era bello il mondo e le parole
sedevano alla stessa tavola 
insieme mangiando la mollica del mondo -qualche crosta ai bambini
per rinforzare il palato.

Ora solo le briciole. Viene per restare 
un' inesauribile fame. 

Le parole scarne 
ci vengono a cercare.

(g.i.)

FUNAMBOLO

Philippe Petit


 a Philippe Petit


Mentre eri immobile
ho sorpreso i tuoi occhi
lungo gli alberi
e il cielo tra i capelli
aveva il colore trasparente 
dell'aria. 
Il filo teso tra due mondi
e tu che deridi
il Regno dell'immobile
ah ah la corsa è il riso

del funambolo.

g.i.


TASTI MUTI - RACCOLTA INEDITA

PAOLA LUCIANI



Vi propongo alcune mie poesie dalla raccolta inedita "Tasti muti". Con la splendida illustrazione di Paola Luciani.




"Ho sognato che avevo disegnato tasti
Di pianoforte sul tavolo della cucina.
Io ci suonavo sopra, erano muti.
I vicini venivano ad ascoltare."

Tomas Tranströmer



1.
è caduto un angelo in mezzo al niente 
cielo evaporato dove
saltano i pesci sul fondo di un bicchiere 

salati gli occhi di chi inerme guarda
le ali prive di volo

un uomo vestito di nero 
raccoglie la pioggia bianca 
offre piume ai passanti
scrive sui muri. 





2.


Solo occhi 

il bianco ricorda il nero
il lutto della luce
la voce è seduta 
sull'orlo di un precipizio – laggiù 
una radice fruga nel buio-

pulire la coscienza con uno straccio sporco 
la giovane cameriera strofina 
la macchia sul vetro opaco di un tavolo 
ma lei è stanca di allargare olio
annega il viso di un cliente 
mentre lui frettoloso chiede: il menù. 

La voce - un’eco lontana
anni luce - risponde: arrivo signore.



3.


Dorme una volpe
nel buio di fragili ossa 
il silenzio è ispido 
ha il pelo rosso 

di un animale selvatico.


LANDAY PER CHIARA

Fiaccolata oggi alle 19:00 nel Municipio X per Chiara




arrivano le mie sorelle 
tengono alte le fiaccole - negli occhi fuochi

UNA VIRGOLA

Tramonto in laguna, Sardegna 2013 foto G. Iorio



solo una virgola rallenta il cielo 
il vento disperde 
le nostre parole.

giovedì 6 febbraio 2014

SVELATO


Un disegno di Virginia Mori 



ho fatto come la sera
ho abbracciato la luce

tra i rami è rimasta l'ombra
di una limpida voce

ora che il buio si fa denso
non ha più senso
parlare 

tutto è svelato dal nero
il cielo scompare

NON FATE TROPPI PETTEGOLEZZI




Mi incuriosisce molto, per il titolo e per il contenuto. 
Esce oggi nelle librerie un piccolo saggio dal titolo Non fate troppi pettegolezzi (LiberAria) di Demetrio Paolin. Il libro è una sorta di escursione nei testi di quattro autori  (Salgari, Pavese, Levi e Lucentini) e nella città dove loro hanno vissuto (Torino). Oggi alla Feltrinelli di Torino, piazza CLN, alle 18 l'autore presenterà insieme a Alessandro Perissinotto. Di seguito l'incipit del capitolo su Primo Levi. dp]


(Source: Vibrisse di Giulio Mozzi)


Sono a Berlino. Nelle stanze del Museo Ebraico non c’è nessuno. Sono sceso nel piano interrato, tutto è nero e bianco. Cammino per un corridoio detto “dell’Olocausto”. Sono vestito leggero, una camicia e un paio di pantaloni. Arrivo alla fine di questo lungo camminamento e trovo una porta. Spingo il maniglione rosso e sono ai piedi di una torre. È buia e fredda. Il pavimento è di terra battuta. Non c’è luce se non da una fessura posta in alto: indovino il cielo grigio carico di neve. La porta dietro di me si chiude, fa un tonfo che riecheggia per l’altezza, che pare infinita, della torre. Il freddo mi assale di colpo, mi aggredisce come i cani di una muta; la paura diventa qualcosa di concreto e antico; è come se il mio corpo ricordasse. Non è una memoria recente, bensì qualcosa che è inscritto nella mia carne, nelle cellule del mio corpo, è qualcosa di primitivo. È la paura assoluta, quella che provarono i miei antenati nel buio della caverna; è quella che provò Adamo dopo che ebbe mangiato la mela. La paura viene dal freddo e il freddo viene dal male, che ci fa sentire nudi.
Così mi cingo il ventre con le braccia, a coprirmi e provare a difendere le mie viscere. Arretro, cercando di trovare un angolo riparato che mi preservi dal gelo che sta avendo la meglio sulle mie ossa e mentre cammino sento delle urla provenire dal pavimento. Ci sono piccole facce sparse per terra e quando le pesto gridano, è uno stridio fastidioso e acuto, una gazzarra di rondini. Ho gli occhi chiusi perché non voglio vedere, ma inciampo e cado e finisco con il muso per terra. Gli occhi mi si spalancano su queste facce che in realtà sono tuorli d’uovo pietrificati, che contengono già l’ombra del pulcino, una forma mostruosa che pare umana. E allora urlo, e nell’urlo il sogno svanisce.
Sono a Torino e sono sveglio. Mi alzo e mi vesto, è una mattina primaverile, fresca ma soleggiata. Prendo la bici e percorro corso Giovanni Agnelli, mi lascio alle spalle lo Stadio Olimpico e il parco di piazza d’Armi, attraverso corso Galileo e corro lungo corso Re Umberto. Passo l’ospedale Mauriziano e poco dopo arrivo alla casa di Primo Levi.
L’ippocastano è ancora lì. Tutte le volte che ci passo penso alla lirica scritta da Levi per l’albero che ogni giorno vedeva davanti al suo portone e che stava lì ad aspettarlo, quando lo scrittore usciva per andare a lavorare o quando rincasava dopo otto ore di fabbrica. Ci sono volte, quando la notte si popola di incubi o di cattivi presagi, che con la bici vengo fin qui e mi appoggio a quell’ippocastano e guardo il portone. È una cosa che non vorrei, ma infine mi trovo a pensare a Levi e alla sua morte; e mi torna alla mente un uovo.
Quando penso a Primo Levi che decide di gettarsi dalla rampa delle scale – nelle mie immaginazioni non c’è mai o non è mai chiaro il motivo del gesto – la mia fantasia visualizza un uovo che scivola dalle mani distratte di una cuoca e incoccia in terra. Se uno ci pensa è una immagine innocua, casalinga, per nulla tragica; è una immaginazione che toglie quell’aura romantica al suicidio: uccidersi è come un uovo che sguscia dalle mani e si frantuma a terra. Così doveva essere il corpo di Levi quando lo trovarono quella mattina di aprile, un uovo fracassato con l’albume e il tuorlo sparsi sul marmo.

mercoledì 5 febbraio 2014

CONSTATAZIONE



Cielo, G. Iorio


stanotte non c'è dio 
il cielo è vuoto

la pioggia cade 
senza ragione 
il buio tace 
senza un lampione

io non so raccogliere le gocce
riempire il cielo

io non so dire 
a dio di tornare.

PARLA LA ROSA




blue by Giovanna Iorio


Ho partecipato al Concorso Milani con una piccola raccolta "Parla la rosa". Se lo desiderate potete leggerla in questo link

PAROLE DI UN GIORNO DI PIOGGIA

Fiumicino Airport, January 2014 by Giovanna Iorio



Ho scritto per tutto il giorno
E il giorno non si è fermato
Ora la pioggia corre sul vetro
Il tempo non sa tornare indietro.


***


Volevo fare la scrittrice.
A dieci anni lo dissi a mia madre.
E mia madre lo disse a mio padre.
E mio padre lo disse a sua sorella.
Lei era una maestra 
Aveva studiato: disse

che ha nella testa? E mio padre 

disse a mia madre: non la incoraggiare. 
E mia madre mi disse: coraggio
non si può fare.

Parlare di scrivere fa male.
Meglio far finta di essere normale.



***


Ecco le ore
In fila al supermercato
pagano a una cassiera
quello che non hanno comprato.




g.i.

A SCUOLA DI POESIA

La poesia va dove serve. E i poeti, quelli veri, lo sanno. Ecco perché bisogna far andare la poesia a scuola.  Oggi vi propongo un articolo dalla Newsletter della mia scuola. Lo ha scritto un mia studentessa che, insieme ad altri, ha avuto l'occasione di incontrare Maria Grazia Calandrone. Insieme abbiamo letto, commentato e vissuto la poesia. In classe, a scuola, tra i banchi.
Ancora grazie a Maria Grazia Calandrone per aver accettato il mio invito.



lunedì 3 febbraio 2014

UNA NUOVA POESIA DI SAFFO

IL MESSAGGERO - CRONACA DI ROMA: LITTLE FREE LIBRARY



domenica 2 febbraio 2014

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina.