L'ALTALENA DEL SATIRO

Autoritratto



L'ALTALENA del SATIRO
una raccolta inedita
(2012)





GIRANDOLA


Solo io ancora ferma

si muove la stanza
e il soffitto

una giostra
di sedie e tramonti
una danza

sul tavolo pelle
di muschio e funghi

sul tappeto dormiveglia
di cervi di paglia

m’aggrappo alla sedia
prima che il foglio cominci
a ondeggiare

come una foglia
sul ramo.






PAROLE AL TRAMONTO


Le parole mi ronzano intorno
zanzare noiose

ogni tanto
ne schiaccio una
sulla pagina bianca

silenzioso calvario
d’estate

e pagine e pagine
macchiate di sangue

al tramonto.





SOGNI IN CORTILE


Il mio gatto sognava un salmone
mio figlio in piedi al timone

s’incontrarono in cortile una notte
i due sogni a giocare

io dietro la porta
stavo a guardare

poi venne il leone
tra gli artigli
porgeva la chiave.







L’ARMADIO


S’interroga
ai piedi dell’albero
un artigiano:

all’improvviso è fiorito
all’improvviso è tornato

vivo.

Ci ha  ingannato per tutto
l’inverno.

Appenderemo i vestiti
ai rami.







CHI


dirà a Dio

che è solo al mondo
e che il solo mondo
è solo

un immondo buco
nero?

Forse il satiro
sul soffitto a dondolare

tra il bianco
e  il nero.





IL NODO


Si chiudono

i fiori dei divani
la finestra di fronte
la bocca del forno
la fredda fontana.

Si chiudono
pagine di libri
artigli di leoni
ali di pipistrelli
con un rumore sordo

s’aprono occhi
frugano  il mondo

s’allargano dita
che affondano

in un disfatto attimo
di silenzio

in un gomitolo aggrappato
a un filo

un nodo di lana sospeso
dal soffitto.






SCIARPA VERDE


Quella sciarpa

così verde
così  liscia
così aggrappata

al collo come un rampicante
intorno a un  palo

si scioglierà stasera
gocciolando dalla spalliera
al letto

sciroppo alla menta
neve di primavera.






LA VIRGOLA


Ho fatto un sogno

un cane e un canguro
una fiamma e una candela

una virgola di notte
tra me e il giorno

prima il cane salta
poi la fiamma sfrigola
infine il canguro spegne
la candela nel marsupio

il tempo non esisteva
era solo una ragnatela
di cielo sulla pelle

il suo disegno leggero
fremeva ad ogni respiro
catturava colori

il mondo intero è lento
sedimento sul fondo
feccia della notte
breccia nella botte
sangue che rimbrotta 

il letto che ci ha cullato
vola via dalla stanza

dalla finestra entra
il profumo del vino.






IL TAVOLO


Il mio  tavolo è stanco
di piatti posate portate

è un malinconico
sognatore alla ricerca
di un prato

il minimo tepore
lo fa sussultare

cerca il sole
in un  piatto di brodo

insegue carovane
di formiche e  briciole

teme il fuoco.






A.A.A.


A tutti i giardini pensili
A tutte le rose nei fossi
A tutte le ginestre nei dossi

cercasi profumo
di sogni.






LA SCATOLA NERA


Sono entrata nella scatola nera
del mondo

un confessionale in fondo
a una chiesa

buco nero che inghiotte
notte che perdona

sono riemersa dopo anni
luce, un raggio

che illumina i peccati
in  fila

che accende candele
ai piedi

dei santi. L’ombra
di un viso nel buio della grata

mi àncora a un banco
a largo della navata

cado in ginocchio
a pregare.






L’ULTIMA GUARDIANA DEI PORCI


Qui non si sente

il profumo del mare
il respiro dell'onda
il canto della balena

il cielo è una pozzanghera
di fango dove rotolano
i porci fino a sera

sono la guardiana dei porci
da offrire ho solo
mele marce bucce torsoli
e pasture da leccare

ingrassano ogni minuto
e tutto è inutile:

la brezza di sale
il lenzuolo steso ad asciugare

il suo sbattere sull'aia
come una vela.







QUELLE COME ME


s’insinuano
tra memorie e silenzio

inciampano nel palato
sputano fuori parole

dopo inaudite lotte
spingono avanti e indietro
ritornano e non si fermano
con la punta dei piedi
toccano il cielo.

Un tempo quelle come me
parlavano il colore nero

erano ombre
di parole
su nuvole azzurre.




COME UN’ARANCIA


Solo silenzio come


un bimbo muto
un ragno in un imbuto

una crosta di pane indurito
una macchia sul muro ingiallito

la muffa sulla parete
la voce alla radio di un prete
la pioggia sui vetri del treno

la coda di un cane e le mosche
una chiave in fondo alle tasche

i serpenti arrotalati tra i sassi
l'eco lontana dei massi


bisogna essere pazienti con la vita
come un'arancia appesa a un ramo

fuori la buccia amara
dentro gli spicchi rossi.






CONVENTO

Corridoi e luci 
s’ avverte il freddo dei letti:
voci di suore.



SOLO IL FUOCO


Io non ricordo
nulla e niente è più falso
di un ricordo

non ricordo
chi mi tagliò i capelli
né la sua mano grande
né la mia testa molle

non ricordo
se il gatto rosso miagolò
né se mi riconobbe

non ricordo il tavolo
le sue gambe torte
da vecchia che si siede
a gambe aperte

non ricordo il braciere
l'odore di bruciato
ciabatte lasciate
faccia a faccia con
il carbone ardente

non ricordo le sue parole
forse mi diceva
di smettere di sollevare
la coperta di lana
o forse era il suo scialle

non ricordo niente 
solo la cenere

e sotto
il fuoco.




SOTTO IL TAVOLO


la mia poesia
l'ho lasciata

in cucina
tra i gatti

a leccare un piattino di latte
a giocare con un pezzo di lego

la mia poesia
non mi vuole seguire
in salotto

dice che sotto il tavolo
è a casa.




OGGI


non ho imparato niente
non ho amato nessuno
non ho scritto una parola
non ho versato una lacrima
non ho sprecato un sorriso
non ho aperto una scatola
non ho ascoltato un bambino

oggi non ho vissuto.








II










LA FABBRICA DEL FANGO


Domani un pezzo di cielo sarà
sciolto:

una pozzanghera in più fa comodo
a molti.





STANCA DI PIOGGIA


La pioggia fuori fruga
una pozzanghera

quasi l’impronta bagnata
di una corsa

sera disciolta
sostanza liquida
che scivola

sul fondo
della strada.

Stanca di pioggia
la casa spalanca
il portone:

la collezione di farfalle
vola via dall’androne.




L’ORA INCASTRATA


E’ l'ora incastrata
tra le lancette

tempo di troppo
tempo che non scorre
tempo che non corre
tempo che forse percorre

una salita
infinita.




LA CLESSIDRA


Stasera mi guardo
allo specchio

vedo soltanto
la vita stretta
di una clessidra

nient'altro che questo
soltanto uno stretto

nodo di vetro
fiotto di sabbia
tempo che scorre
assordante dentro

colpa di un vortice d'acqua
accanita su stoviglie stupite
e di tanta rabbia

colpa di ore rinchiuse
nel caldo ventre
di una vecchia
casa

colpa di una notte
immobile dentro
alle cose

come sostanza nera
dentro un uccello
impagliato

colpa della montagna
di sabbia che il mio corpo
capovolge

ogni sessanta
secondi.





CAROVANA


I bambini nei letti
e file di biscotti nei tegami

calzini spaiati nei cassetti
si cercano al buio
come gemelli lontani

ho sentito il rumore dell'àncora
in salotto graffiare il fondale
s’arena tra cuscini e divani
la mia nave

solo la notte
avanza con furore
disperde una carovana d'ore
nella stanza

solleva onde di
parole.







LO STUPORE


Non mi sono sorpresa
a vedere la rosa fiorire
nel vaso dimenticato

non mi sono sorpresa
quando una sola candela
ha scaldato la stanza

non mi sono sorpresa
della voce della teiera
delle gocce che salgono
sul vetro bagnato

non mi sono sorpresa
quando la sera
si è fermata sulla soglia

il viso arrossato di una bambina
come se la corsa del sole
dietro alle case
avesse lasciato una traccia
sulle sue guance
prima di entrare

nel buio
sei tu che mi parli per primo
dello stupore

sei tu che m’insegni a restare
muta davanti alle cose

un attimo prima che la luce
le accenda per noi.




SOPRA AL TAVOLO


vino d’ottobre
macchia sulla tovaglia
rivoluzione.





UMANO


Vivere
senza lasciare impronte

passi invisibili
su dune d'aria

sperare sempre
in un paio d'ali.





SENTIERO


Oggi il cielo
è un letto

rifatto dal vento
lindo e puro

non solo bianco
c'è un po' di tutto

oggi il cielo
non è un tetto

sembra più un sentiero
tra boschi bianchi

lenzuola impigliate a rami
d'aria.





L’ALTALENA DEL SATIRO


continua a dondolare
sul soffitto

niente vento
niente bambino
niente mano
niente bocca

che ride e ride e ride
che  dice  più forte!

ai miei versi non chiedo altro

continuate a  dondolare
sul prato

come l'altalena del satiro.




CONGEDO


Lasceremo tutto
sul molo

come le mogli
dei marinai

getteremo il cuore
dagli scogli
come un mollusco molle

sperando che un gabbiano lo afferri
al  volo

il becco torto
e  un grido

di gioia.







L'altalena del satiro, Giovanna Iorio (2012)
Alcune poesie di questa raccolta compaiono in Percezioni dell'Invisibile (AA. VV. L'Arca Felice, 2012)

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