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E ALLORA COME VIVE CHI NON LEGGE?



Spero che abbiate avuto qualche minuto per leggere l'articolo "L'uomo che non legge" (per il quale vi rimando al mio post precedente). Ho deciso di rispondere a questa lettura con una domanda: E allora come vive chi legge?
Il Lettore Zero, come lo definisce Gian Luca Favetto, occupa il suo tempo libero in altro modo. La sua vita sembra piena di musica, arte, viaggi e amici. Ha una bella casa e sembra avere un'esistenza felice. Forse questo Lettore Zero è comunque una specie di lettore, ma non di libri, bensì di persone, paesaggi, spartiti. Insomma un lettore più vicino al mondo orale. In un bellissimo saggio di Walter Ong, "Oralità e scrittura" si affronta la scrittura come tecnologia che ha cambiato il nostro modo di pensare. Ve lo consiglio, per comprendere anche "reazioni" come quella del Lettore Zero intervistato da Gian Luca Favetto.

Vi riporto alcune interessanti riflessioni sul libro di Ong:


Nel suo libro Oralità e Scrittura (Orality and Literacy: The Technologizing of the word, 1982) egli afferma che "la scrittura ha trasformato la mente umana più di qualsiasi altra invenzione". Ong analizza le obiezioni che sono state mosse nei confronti della scrittura da Platone nel Fedro, paragonandole a quelle che oggi si fanno nei confronti delle nuove tecnologie. La scrittura veniva definita disumana perchè ricreava al di fuori della mente quello che invece poteva esistere solo al suo interno, era accusata di distruggere la memoria perchè chi la usava avrebbe smesso di ricordare, avendo sempre bisogno di risorse esterne per farlo, ed infine la scrittura sarebbe stata inerte perchè se interrogato un testo non può rispondere, mentre una persona, all'interno di un discorso, è in grado di spiegare le sue affermazioni. Lo stesso scetticismo ci fu con l'avvento della stampa, e oggi con i computer e le nuove tecnologie.

Ong sostiene che la scrittura, la stampa e il computer sono tutti mezzi per tecnologizzare la parola. Ed è a questo punto che introduce il concetto di scrittura come tecnologia. Platone pensava alla scrittura come ad una tecnologia esterna, allo stesso modo oggi noi pensiamo al computer. Mentre la scrittura l'abbiamo talmente interiorizzata che non riusciamo a pensarla come tecnologia. Ma in realtà lo è, ed è la più drastica delle tre perchè dette inizio a quello che la stampa e i computer hanno portato avanti.
Ong arriva a sostenere che la scrittura è del tutto artificiale, al contrario del linguaggio naturale, orale. Il discorso scritto, a differenza di quello parlato, non nasce dall'inconscio. Ma in questo senso egli non intende condannare la scrittura, al contrario egli la vede come fondamentale per lo sviluppo dei potenziali umani interiori. Le tecnologie non sono semplici aiuti esterni, ma comportano trasformazioni delle strutture mentali, soprattutto quando hanno a che vedere con la parola. Infine Ong sostiene che la tecnologia, se propriamente interiorizzata, non degrada la vita umana, ma al contrario la migliora.


Ecco, allora, forse il nostro Lettore Zero è solo un individuo che ha rifiutato, in parte, la tecnologia che ha portato al libro: la scrittura (e di conseguenza la lettura). Lo dimostra la sua attività di musicista, e la sua vita "naturale", lontano da questa "tecnologia esterna" (se non per minimi contatti necessari). In questo caso abbiamo un uomo colto che ha privilegiato altri linguaggi: la musica, l'arte, l'oralità (il contatto con gli altri). Ma non tutti quelli che non leggono vivono così. Sia ben chiaro!

Qui in breve una sintesi delle sue "qualità" orali.

L'identikit del Lettore Zero:

  • 46 anni
  • dipendente di un ente lirico
  • suona in orchestra il contrabbasso
  • ha in casa tre contrabbassi
  • ha una bella casa
  • in cucina ci sono foto di Audrey Hepburn e Marlon Brando
  • ha una grande TV
  • ha un grande impianto hi-fi
  • ha molti cd
  • ha due vecchie radio
  • ha i soffitti affrescati (lui è l'autore degli affreschi)
  • disegna molto bene
  • disegnare per lui è come suonare
  • nessun libro in vista 
  • Eccezione: cataloghi d'arte di Man Ray e Jackson Pollock, Schiele e Picasso; guide turistiche (dunque viaggia).
Ecco una liste di attività che svolge nel tempo libero:
  • per rilassarsi guarda un film;
  • da qualche anno va in palestra: aerobica, pesi, sauna;
  • ogni tanto va a cena con gli amici (dunque ha amici);
  • lavoro tanto la sera (concerti 15 sere al mese);
L'infanzia del Lettore Zero:

  • Da bambino non leggeva;
  • vede un pianoforte all'oratorio e chiede di prendere lezioni private (aveva 9 anni);
  • frequenta il Conservatorio;
  • sogna di lavorare in orchestra (dice: mi piace la collettività);
  • alle medie, legge Il vecchio e il mare, però non ricorda l'effetto che ha prodotto su di lui questa lettura
  • resta affascinato da 'A Livella di Totò che trova divertente;
Il lavoro del Lettore Zero:

  • per dieci anni fa il free-lance: suona opere, balletti, concerti.
  • a 32 anni comincia a lavorare come dipendente di un teatro;
L'aspetto fisico del Lettore Zero:

  • ero un giovanotto abbastanza carino;
  • dice di aver avuto tante fidanzate, tra un concerto e l'altro;
  • non ha mai avuto bisogno di conquistare una ragazza citando un libro;
Gli hobby del Lettore Zero:
  • gli piace viaggiare (in libreria va solo a comprare guide turistiche)
  • gli piace molto la Costa Azzurra, la Grecia e Parigi
Il Lettore Zero e Parigi:
  • ama Parigi come se fosse un libro
  • afferma che non gli serve un libro se può contemplare il cielo di Parigi, sempre altissimo e meraviglioso; 
  • idem  per il Museo di Picasso (ama Picasso);
  • idem per il Louvre:
Il Lettore Zero e la lettura:
  • ammette che forse un giorno potrebbe sentire il bisogno di scoprire questo "mondo meraviglioso e fantastico" che si è sempre negato (forse quando diventerà vecchio, solo e povero?)
  • afferma che si possono "leggere" anche le persone, un quadro, uno stato d'animo, il cielo, gli spartiti musicali;
  • legge anche i "gesti" del direttore d'orchestra e li intrepreta;
  • ha un flashback e ricorda di aver letto Shakespeare in tre giorni, durante una tournée in Germania, ma non ricorda l'opera.

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