RAGAZZI, ANDATE A TEATRO!

Teatro Argentina, Attori della Visita Guidata "Ve lo faccio vederi io ora  il Teatro".
Il cuore del teatro è vivo, è rosso, batte forte. Oggi ho portato i miei studenti al Teatro Argentina dove ci aspettavano tre giovanissimi attori per  raccontarci la storia del teatro. Un modo interessante per avvicinarsi alla magia del palcoscenico è: Te lo faccio vedere io il Teatro. 
Cosa abbiamo imparato? Tantissimo. E in novanta minuti (il tempo di una partita di calcio). Però forse la cosa più importante è quello che gli attori non hanno detto con le parole, quello che avevano  negli occhi alla fine lucidi di lacrime.
Si, c'erano delle lacrime di emozione vera oggi negli occhi dei giovani attori che raccontavano il loro amore per il teatro, la storia del Teatro Argentina. Un amore di cui portano la lettera scarlatta cucita sul cuore.
Il Teatro è smodata passione,  accende i corpi più esili, li infiamma, li anima. Gli occhi degli attori hanno dentro le fiamme. Tutto il resto è cenere. Dentro gli occhi dei tre attori abbiamo visto scorrere in un fiume impetuoso trecento anni di spettacoli, di spettatori, di sovrani, di nobili, di popolani, di registi, di attori, di poeti, di scrittori.
Abbiamo riso all'avvento delle sedie in platea quando i culi più grossi finirono incastrati accanto alle natiche rinsecchite. Cosa altro siamo in fondo? Culi incastrati in sedie troppo piccole o troppo grandi, a bocca aperta davanti a un sogno ad occhi aperti.
Abbiamo rivisto giovanette ingenue sedotte nei palchetti, dentro alle cornici dorate dei palchi ecco altri teatri nel teatro,  altre storie mai raccontate; abbiamo incontrato Pirandello, la svenevole Eleonora Duse, il tenore "Farfallino", siamo stati nella cripta ad ascoltare le orazioni per la morte di Giulio Cesare.
Ad un certo punto ci siamo fermati a guardare il lampadario di cristallo al centro del cuore rosso dell'Argentina. Viene tirato giù una volta all'anno, per essere pulito e tutti coloro che lavorano in teatro vengono ad assistere a questo rito: la polvere tolta dal cristallo.
Che cos'è il teatro se non una luce sempre viva, un lampadario al centro di un teatro rosso che riempie di luce i nostri giorni bui. Di certo non verrete a cercare la risposta  a questa domanda proprio qui, nel piccolo blog di una donna invisibile, una poetessa senza fissa dimora che da cinque anni vi racconta la sua vita. Qui trovate solo le mie riflessioni, il mio sangue rosso, il mio occhio sul mondo.

Allora ragazzi, andate a teatro. Il teatro è una macchina, ma produce sogni. E io, mentre ero al teatro Argentina oggi, ho sognato. Ho fatto un bel sogno:  ho visto la passione di tre giovani attori, ho visto il loro teatro capace di tenere in sospeso il respiro, di rallentare i battiti con la sola voce: ce l'avevano nel sangue, ce l'avevano negli occhi, ce l'avevano nel cuore. Il sogno.
Grazie ragazzi, non ricordo i nomi,  ma i vostri occhi ce li ho qua dentro (indico un muscolo tra le costole... molto sopravvalutato in verità). Bravi!

Testa & Cuore 



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