QUANDO FACEBOOK DIVENTA UN DIARIO




Io ho sempre avuto un diario. Da quando ero bambina. Mi affascina la scia che il tempo lascia nelle parole. Non ci sono giorni fermi, mari calmi, cieli trasparenti nel mio passato. Non ci sono parole immobili, sostantivi trasparenti, voci calme nei miei fogli sparsi.
Da un anno, oramai, la mia abitudine alla scrittura si è estesa, oltre a questo blog che esiste dal 2009, anche a facebook e twitter. Da questa estate ho anche cominciato a fare haikugrams (haiku e fotografia insieme) per un bisogno crescente di vedere attraverso le parole, le immagini, il mondo.
E' un esercizio quotidiano che qualcuno immagina come un peso, e invece per me è un sollievo. Sono sollevata dal fardello delle parole, le dispongo intorno a me come piume, diventano leggere, si alzano in volo in forme diverse: ali, farfalle, nuvole, foglie, ombrelli, persino le pietre diventano leggere.
Sono "I sugheri e le zattere".



Dal diario di facebook:


22\11\2013

Lui sapeva seguire la vita
la discesa la salita
e poi la profondità 
delle corde - il cuore
sulle dita.

***

Indecisa
la luce sulla soglia del giorno
la mano in attesa sulla maniglia
l'albero che ascolta le parole 
dell'ultima foglia.

Essere
pronti a lasciare i minuti
la pioggia di giorni vissuti
l'impronta della voce nel fango

sorge in una pozzanghera
il sole. 


***








21\11\2013

non arriva il bus
dallo zaino improvvise
spuntano le ali.

***

Capire che non basta una scintilla ad illuminare una stanza 
buia. Il buio a qualcuno è necessario a nascondersi. Non li giudico.
Non entrerò più in una stanza buia senza il conforto di un fiammifero, la speranza di un bagliore in tasca.

da Pillow talks (inediti)


***

20\11\2013

POESIA DEL MIO QUOTIDIANO
ispirata alla lettura de La Repubblica del 20 agosto 2010


Che strano, anche sulla luna sono apparse
le prime rughe. 
"Avvizzisce" suggerisce
Magrelli. La Luna
diventa una prugna
frutta secca lasciata
a raggrinzire nell'orto
del sistema solare.

Mentre il cielo profuma di autunno
è primavera alla Future Gallery a Londra:
immaginate alberi di mandarini con prati di gelatina
cieli di marmellata e fiori
di zucchero: Lily Vanilli
è la Cake Britain, Mad artists e Tea Party

in un letto di pancarré e con scarpe di liquirizia
ripenso all'asta su ebay che vende un WC:
è di Salinger e costa
un milione di dollari
no, non quello dell'ultima casa - garantisce un uomo
di nome Littlefield
che ha sposato una donna
di nome Joan -
ma l'autentico WC dell'autore del Giovane Holden

Abdullah, Angelica e Andrea - giovani lo sono anche loro
ma a Cagliari e nel quartiere di Sant'Elia, una teoria
di case popolari, sotto il castello di Cagliari. Il regista
Salvatore Mereu ha tenuto un corso di regia/alchimia/stregoneria

i loro diari di vita difficile mi hanno conquistato e ho deciso
di farne un lungometraggio con la mia Viacolvento. Tajabone:
sono scesi gli angeli sulla terra. Cinque sono le storie intrecciate
e tutte vere. Andiamo ragazzi, vi porto a Venezia.

Beppe Fiorello sogna
uno show con suo fratello e la vuvuzela
entra nell'ultima edizione dell'Oxford dictionary.
La trombetta africana ce la fa. A Casoria
un padre viene assassinato per un grappolo d'uva,

a Londra il papa farà un riposino pomeridiano a settembre
e Fini è in spiaggia alla "Strega sul mare"
parla a un venditore
ambulante pakistano con un libro di poesie in mano.
Umeed pieno di parole per testimoniare
vent'anni di vita

difficile. Altrove intanto
il granaio d'Europa è vuoto,
cade una testa per i diamanti di Naomi
e in Belgio nasce
la festa dei non genitori. Liberateci
dall'abuso della memoria. La Repubblica
Italia 20 agosto 2010.







***

19\11\2913

Mi dicesti che non bisogna ingannarlo il tempo
ma io gli ho mostrato la strada 

un sentiero di frasi per tornare indietro; lui mi ha seguito 

ha deciso fermarsi a giocare 
in questo cortile con l'ultima luce, l'intreccio 

di una storia in un lampo
che ora lui scioglie 
come una treccia.


***

Emozionati
questo cuore non è 
una bestia da soma.


***

ce ne andremo via
con l'illusione di essere stati fedeli alla vita
e invece vivendo l'avremo tradita

sentirsi soli su questo pianeta
talmente pieno da cadere come pietra nel vuoto

zittire un altro essere umano
solo per sentirsi più vivi

il silenzio che ci attende tutti è abbastanza immenso da ospitare l'umanità intera

troviamo una stanza
per sederci a parlare
non serve ora
una veglia funebre.
 


***

18|11|2013

Solo questo so darti
il suono di parole naufraghe
nel mare della voce

alghe e conchiglie e sale
un granchio che scrive 
l'incipit di una storia
la prima parola 
la fine.




***
la coda dell'occhio
la lingua del pensiero
un lampo nero 
una macchia nel giorno.


***

E ora che hai stirato e il mondo
non fa una piega 
dimmi come farai a non piegare
le ore del giorno 
a spiegare al vento
una intera leggera 
esistenza.


***

restano nella notte i pensieri attraversati da carovane 
di esseri umani

ma io vedo solo la luna
il riflesso di una luce fredda che il sole lascia sui sassi
per tornare sui suoi passi 

il pallore del tempo scorre dalla lampada al muro
in cerca di un viso da trasfigurare

sono lunghe ore di ombre fino
al tramonto muto

finirà nel sole il nostro viaggio illuminerà un mucchio di cenere

si levano lingue di fumo
dai fuochi che il mattino spegne.



***


Vedo passare una nave sull'orizzonte della tua fronte

Negli occhi la vela bianca della memoria 

si rompe. Ti allontani 

a largo dei giorni silenziosi e poi ritorni
nel porto di un ricordo naufrago.

Ti accoglie luminoso
il faro di una voce.

(Alzheimer)

***




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