I SUGHERI E LE ZATTERE (2)






Mi confortano i versi anfibi
parole che hanno
branchie, fibule e tibie.

Vivo negli stagni
lontana dai frastuoni
acqua nei versi
aria nei polmoni.


***


Invocazione a un dio-ragno

L'acrobatica esistenza 
di un essere umano
dio è un filo sottile
tra l'ascesa e il precipizio

al ragno chiedo asilo
al sole l'universo sottile

mi appare e risplende.



***


vedo un cielo genuflesso

in una pozzanghera 
il riflesso evaso
di un prigioniero 

sembra un essere
umano.

***

di tanto in tanto un suono
riporta nel brusio del mondo
l'essere umano.

***


alle liquide parole
chiedo la pioggia che il cielo 
non sa più dare


***


questa sera 
vieni a sciogliermi il cuore

è rosso
s'accende
è di cera


***


Risveglio di sassi
del giorno sale
l'eco dei passi 

prima del sole sorge
la voce delle pietre

***
sui malvagi scenda
una neve nera

e ogni giorno sia 
una gelida notte 


***

Vivo 
e io non lo volevo.

Scrivo
e io lo voglio tanto.


***


Mi piace la domenica mattina 
perché se ne sta leggera

foglia senza vento
tra il vuoto e il moto 
del mio tempo.

***

poi un giorno ti verrò a cercare

aspettiamo che si calmi 
questa tempesta di sabbia

il deserto avrà il tuo profilo
una carovana di anni
avanza tra le tue dune.


***


andremo io e te
incontro ai giorni nudi

le ore sparse sul pavimento 
come vestiti di troppo

mano nella mano
un nido di dita
per il tempo che vola.

(g.i.)





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