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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2013

Tempo di Streghe & Co.

I SUGHERI E LE ZATTERE (4)

***
passerò la vita a leggerti negli occhi
i pensieri che come saette
illuminano la tua notte.


***



poi scriverò un libro
solo con la luce
mi basterà la pelle, un muro, 
il legno di una croce.

***

io sono un minatore
tolgo le parole
dalla pietra del cuore

***


sono una strada bianca
il sasso che hai nella tasca
la luna che ti riporta a casa
***
io non sono buona il pane è buono il papa è buono io non ti nutrirò io non ti perdono

***
EVA BY NIGHT

cresce nel mio giardino
l'ombra del melo
s'avvicina il ramo
mi porge il suo pomo nero.

(Inediti, Da I SUGHERI E LE ZATTERE)

STONE

lasciatemi come una pietra
cadere senza meta

non cerco uno stagno
solo la vita


(g.i.)

INSTA-ART

ANTEPRIMA | UNA VENERE NEL TEVERE

Esce fra qualche giorno la raccolta "Una Venere nel Tevere" (CFR, 2013) dedicata alla mia città, Roma.
In anteprima, per i miei Amici di Letture e di Leggerezza, una poesia della raccolta e le parole di Remo Bodei che ringrazio per aver scritto una splendida introduzione.
Ringrazio anche l'artista Julia Gromskaya per aver realizzato "La ragazza fiume" che appare sulla copertina del libro.
Grazie anche all'instancabile Gianmario Lucini, che crede in me.


***
[dallaPrefazione
Giovanna Iorio riesce a far discendere dall’alto e a ‘lievitare’  sapientemente le parole più consuete (non è certo seguace  dell’ermetismo), a dare loro pregnanza priva di supponente  solennità, ad ambientarle spesso nella dimensione del quotidiano,  nella cucina. Perché – come Aristotele racconta di Eraclito nel e  partibus animalium – la divinità è dovunque: “Una volta…alcuni  uomini si misero in viaggio mossi dal desiderio di conoscere  Eraclito. Quando arrivarono nella sua casa, trovarono il fi…

IL FOSSATO

prima di tutto ci sono le cose
fragili mute corrose

poi i chiodi sullo stelo delle rose
le piccole spine reggono i quadri
il vetro è rotto in cima alle montagne
le strade sono tortuose
le nuvole polverose

proprio oggi ho provato a saltare
il fossato - è incredibile la profondità
di una ferita - si apre e separa
le parole dalla vita

sull'altra sponda abbraccio
il riflesso sul fondo
è come ricongiungere le due metà
di una mela, del mondo.

L'umanità ritorna
intera per un secondo.

(g.i.)














PEZZI D'ARGILLA

io lo sento la sera quando
dentro di me muore una stella

è in un punto del corpo dove
s'incontrano la carne e il vuoto
il sole trafigge il torace e torna
il nero - la luce
tace e abbraccia la tenebra
un padre e il figliol prodigo.

Questa è la casa: una palafitta
d'ossa e argilla visitata da un vento leggero
è il respiro intermittente
di un organo- risuona
negli spazi pieni e vuoti
negli atri bui
nei ventricoli muti

viaggia la luce in un labirinto
dove l'unico filo è il rosso
del sangue -conta solo questo
rincorrersi all'infinito
della luce e il buio tra le costole

siamo pezzi d'argilla
scaldati dal sole.
(g.i.)




AMORE IN AUTUNNO

stasera avrei scritto a te
perché a terra ci sono le foglie
il rosso mi ha sfiorato la spalla
il giallo si è aperto
è una lettera
parla

dentro alle foglie piegate sento
le ossa dell'inverno
la voce dell'estate

scricchiola l'azzurro incrinato
del cielo non resta che il vetro
rotto di una casa abbandonata

intorno c'era il bosco-
o forse l'ho solo sognato?-

in una stanza avevano acceso il fuoco
profumava di castagne l'aria
e il tempo se ne stava seduto
accanto a una fiamma
era un bambino il giorno
aspettava la neve e il bianco
di un foglio.

Io lo so fare, io so tornare
laddove non sono mai stata

abbasso la maniglia di una porta chiusa
vado incontro al fuoco come a un rogo.

(g.i.)






POESIE AMICHE | FRANCESCO IANNONE

Ecco di nuovo, senza preavviso, ritorna con la pioggia la rubrica Poesie Amiche di Amici di Letture.  Oggi vi presento alcune poesie di Francesco Iannone. L'ho incontrato sabato scorso ad un reading di poesie a Pratola Serra (AV) e sono rimasta molto colpita dalle sue parole.
Dalla raccolta "Poesie della fame e della sete" (Giuliano Ladolfi Editore 2012), ecco tre poesie. Qui io leggo tanto amore per le parole. Buona lettura!

***


Spesso si viaggia ininterrottamente seguendo la circonferenza minima tracciata dalla dispersione di una goccia sull’asfalto. Come quella volta, era passato qualche tempo, tu venivi tirandoti appena la sciarpa sul collo i seni li affliggevi con il peso delle braccia poi la pioggia colpiva me che portavo fuori un poco il naso dalla finestra. Spesso si viaggia solo se arriva un vento a sollevare via dai cardini le porte e si ritorna al passo, quello fisico che lascia sgonfi i muscoli delle gambe e strappate le ginocchia.
Sfinito tutto così e io lieto, contento…

QUELLO CHE...

Cari Amici di Letture, è bello "invecchiare" così... all'improvviso una mia studentessa arriva e mi dice: Ecco il mio blog! Leggetelo! Troverete la speranza della scrittura: una nuova penna!
Si chiama QUELLO CHE e, mi spiega l'autrice, parla di "quello che sento, quello che vedo, quello che leggo". Il nome che firma gli articoli e le poesie è csunset. Io direi piuttosto sunrise. Ma non mi ha chiesto un consiglio per il nickname, dunque sunset sia!


VOLTI E PAESI DELLA FRANCIA NEGLI ANNI '30

Il fotografo francese “Alexis” French ha ritrovato delle lastre fotografiche vecchie di 80 anni.
Belle foto che ritraggono pezzi di vita e paesaggi della Francia.
Le trovo su questo sito e chi le ha scoperte dice: "Adesso che siamo nell’era del 3D possiamo dare un po'' più di vita alle foto della vecchia Parigi. E’ sorprendente come le foto in bianco e nero vengono arricchite con l’aggiunta di  un po' di profondità!"



Vanni Santoni | Personaggi precari

LA POESIA SALVERA' ODRADEK!

Cari Amici di Letture, vi segnalo l'incontro, a Roma oggi pomeriggio alle 17:00 alla Libreria Odradek. Per salvare una libreria importante si mobilita la poesia.

Vi presento ODRADEK con le parole di Oliviero Diliberto:

«Libreria Odradek Roma 
In un racconto di Franz Kafka intitolato La preoccupazione del padre di famiglia, si dice di un personaggio che ha in casa un oggetto misterioso e inquietante. Kafka lo chiama Odradek: ma non si sa cosa sia. Molto spesso, quando abbiamo a che fare con l'arte, incontriamo delle cose misteriose che non riusciamo a decifrare. Così, ai giorni nostri, Odradek ha dato il nome a una raccolta di saggi di letterarura alternativa (Odradek 2004:Almanacco di scritture antagoniste, a cura di Mario Lunetta e altri), ma anche ad una libreria romana, un po' particolare per taglio e interessi. Odradek, appunto, sorge nel cuore del centro storico della capitale, nei locali che furono della vecchia associazione Italia-Urss, di cui conserva alcuni volumi, …

I MONOLOGHI DELLE COSE (2)

MONOLOGO DI UN TAVOLO


ho ascoltato senza sentire
il battito dentro le cose - l'urlo
del mio legno lentamente muore

dimentichiamo troppo presto
la linfa si raffredda e il fiume
si ferma sotto un ponte
il ferro arrugginito che taglia la lingua -

sono qui a reggere come  avevi insegnato tu
su quattro gambe robuste
il mondo il groviglio il nulla
sono i miei occhi quei buchi

hanno dentro un'àncora -si posano
sul fondo delle cose e il passato

risorge. Il sole oggi ha di nuovo
pochi anni e la luce è giovane sulle cose-

si aprono i gusci delle noci
i ricci delle castagne cadono
un terremoto di foglie seppellisce
la mia nuova voce.

(g.i)

100 STORIE PER QUANDO E' VERAMENTE TROPPO TARDI

Domani, in tutte le librerie, esce "100 storie per quando è veramente troppo tardi" (Feltrinelli). Ve lo ricordate il primo volume? Con quello siete riusciti a far addormentare il primogenito in cinque minuti. Beh, questo è il secondo. E se ora avete tre, quattro, cinque figli... vi tornerò utile. Dentro ci trovate una altro mio racconto per i vostri bambini. Vi prometto che si addormenteranno in un istante! Sono racconti super collaudati!

I MONOLOGHI DELLE COSE

Monologo di un vecchio quadro

A me pare, signore e signori
che l'ascella emani odori 

a volte tocca fare gli onori 

di una casa senza tetto 
dove il latte non ha nutrimento 

ascoltare il monotono lamento
dell'ancella vecchia e spettinata 
una voce scalza da cui sale 

il silenzio di gialle lenzuola e i ricami 

stanchi di mille ripieghi 
l'odore ammuffito delle panche
che sanno custodire solo funghi

mentre riordinate lasciate 
che io vi ricordi quello 
che mi hanno insegnato i tarli 
di una grande cornice del Novecento:

è la vita
che mette a soqquadro i 
volti esterrefatti 

vivete con orgoglio
fuori dalla tela.

(Da I monologhi delle cose)

HAIKU DELLA SERA

Oggi ho vistoun cancello ferito dalla ruggine.
g.i.

L'AMORE DIFFICILE

ilmiolibroStoriebreviUMORISMO La maledizione del primo trebleEnrico Pasotti9 minUMORISMO Il quarto segretoFrancesca Garello3 minROSA L'amore difficileGiovanna Iorio2 min