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LASCIATE CHE I LIBRI VENGANO A VOI


Credo che i libri ci raggiungano quando noi abbiamo bisogno di loro. A me succede spesso. Ci sono momenti in cui apro per caso un libro e trovo le parole che mi servono, che mi riflettono, che mi curano.
Mi piace incontrare i libri soccorritori dove capita, non solo in libreria o in biblioteca. Come vi raccontavo qualche giorno fa il libro di Vitaliano Brancati, Gli anni perduti, mi è venuto incontro in un B&B in Toscana, proprio quando io pensavo di non far più ritorno a Roma, di non averne la forza.
E leggere le parole speciali di cui avevo bisogno:

Svegliarsi la mattina e dire: io ho uno scopo! Il sole mi porta uno scopo! Vedere nel sole uno scopo, un tuo scopo, che si leva raggiante ad oriente ed illumina il mondo! Pensare, al tramonto: ecco il mio scopo va a riposare, lascia il cielo! Il mondo si fa malinconico perché il mio scopo non c'è più! Ma che importa? Fra poche ore il mio scopo riapparirà ad oriente ... 
(Vitaliano Brancati)

Ecco, i libri sono anche questo: una miniera di diamanti per i giorni bui. Un balsamo per le ferite. Un compagno per la solitudine di ciascuno di noi. A proposito di solitudine, spesso vi sentirete dire che non si può essere soli, soprattutto se si hanno dei figli, un marito, colleghi, amici. Io però coltivo la mia solitudine come una piccola pianta da nutrire al buio. La solitudine che le parole riempiono è quella che abita in ognuno di noi, perché il pensiero può solo tentare la visibilità attraverso gesti e parole, perché restiamo un mistero anche a noi stessi, perché ci sono infiniti modi per sfiorare e infiniti modi per allontanare gli altri. 

Il libro che è venuto a me, qualche giorno fa, per farsi leggere e per abbracciarmi, l'ho trovato nella Little Free Library del Parco Inviolatella Insugherata. Nella pausa pranzo ci vado a leggere, con un panino. Prendo il libro che mi chiede per primo "aprimi". E così faccio.  Ho trovato le poesie di Oliviero Beha, il libro Meteko (nino aragno editore 2010). Meteko erano nell'antica Grecia gli intermediari tra i cittadini e i non liberi... 

L' entrata mi colpisce, le parole rivolte all'autore da Dario Fo (il prefatore):

Noi crediamo di andare alla fiora come dicono i suonatori di jazz, cioè di improvvisare dal nulla, magari sollecitati da una sonora bevuta, e invece è tutta roba elencata in ordine nel nostro cervello che ogni tanto sbotta fuori senza avvertimento. 
(Dario Fo)
Insomma, nel nostro cervello galleggia tutto quello che è stato già scritto e tutto quello che scriveremo; ognuno di noi ha dentro di sé un mare di concetti smarriti. Io mi sento proprio così, in questi giorni, in questi mesi estivi. Ho lasciato che le storie si scrivessero da sole, che le poesie suonassero la loro musica fuori di me, dopo essere state dentro di me.

Poi, apro finalmente il libro e a caso leggo quello che sarà il mio "Schema di calendario" dei prossimi giorni:

Schema di calendario
Ci sono giorni sbagliati\e altri giorni fatati\ci sono giorni pieni\del ritorno\degli storni\ci sono giorni di ore\e ore di giorni\giorni di striscio\e giorni di impatto\giorni per giorni\in un normale baratto\ci sono giorni di cause\e giorni d'effetto\giorni resi alla luce\giorni chiusi nell'ombra\giorni in libertà vigilata\e giorni in cui l'hai scampata\giorni d'umore in gabbia\e giorni color sabbia\giorni d'estivi d'inverno\e giorni di appuntamenti\giorni lasciati a casa\giorni di mal di denti\giorni in possesso d'altri\ma tuoi in affitto\e giorni travestiti\nella sartoria del profitto\giorni di calendario\in successione inversa\giorni di gocce, nuvole\atrabile perversa\giorni sul fantomatico\e giorni di passaggio\vissuti come tali\indipendenti dal viaggio\giorni reperti fossili\giorni molecolari\giorni che ti deridono\con i quali sei in pari\di un canestro di giorni\più uguali che diversi\puoi far dono agli affini\come è sempre accaduto\ hanno questo di bello,\sono consecutivi\oppure deragliano\e rompono gli aggettivi\tieni a mente, del fatto,\ che restano i giornali\come archivio dei giorni\che non sono più tali.
(Oliviero Beha, p.121\122) 
Eccoli, i giorni in fila, i giorni che verranno, i giorni che spero di riempire di storie, di poesie, di sorrisi, di persone.

 
 




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