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POESIE AMICHE | FRANCESCO DI SIBIO

Francesco Di Sibio


Dopo la pausa estiva tornano le "Poesie Amiche", le pagine di "Amici di Letture e Leggerezza" dedicate ai poeti amici. Ho conosciuto Francesco Di Sibio a "L'angolo dei poeti, nel corso di una serata dedicata alla poesia ad Avellino (a cura di Domenico Cipriano). Le poesie che vi propongo sono limpide e autentiche, la raccolta si chiama Asterischi ed è coraggiosa e sincera.
Buona lettura!

***


Sedie e poltrone #1
La mia non è la voce di chi sobilla le piazze
scavalca la democrazia, la demagogia cavalca
sorride, ebete, al nulla.


La mia non è la voce di chi lancia una sfida
senza badare al dopo, deciso a tornare nel buio
da dove, peraltro, era giunto.


La mia non è la voce di chi lamenta e si lamenta
piange lacrime non sue, oltre alle proprie
innalzandole su un altare desolato.


La mia è la semplice voce di chi vuole
guardare curioso senza sconti la realtà,
pronto a sputare l’anima per rianimare l’orgoglio.



Sedie e poltrone #2
Forse è tornato il tempo della prima persona,
delle voci chiamate alle armi della ragione
ispirate dalla luce della speranza,
brucianti il carburante della disuguaglianza
spinte dalla miopia dei delegati
smosse dalla compassione dei molti
deluse dall’inefficacia dei pochi
esauste dell’odio instillato quotidianamente.
Forse sono meno arte e più parte
voci libere, senza lacci e padroni
forti, con tutto il peso dovuto
convinte, per il retroterra maturo.



Sedie e poltrone #3  - Scettro e briciole
Squallidi lampi di ingenuità solcano aridi siti
tutto è devastato dalle grossolane menzogne
tutto è pervaso da abissali malvagità.
Dov’è uno straccio di appiglio?
Eppure avevano avuto spazio le leggende
si trovavano immensi giacimenti di chiacchiere
pascolavano beghe rinfacciate, commesse altrove.
Altri erano i colpevoli, evitavano di risiederci
riluttavano pullulanti ostelli
esimevano dalla proposta, negavano tutto.
C’è stato il tempo per scegliere e hanno sbagliato
si inseguiva lo scettro lontano anni luce
invano additato da guai e guasti altrui
ora è il simbolo ambito, l’anelito di incoronazione.
Sua maestà è servita, lasci le briciole.



Sedie e poltrone #4  
Parole, paroline, paroloni, parolacce.
Con questa sequenza si estingue un patrimonio
fatto di storia, usi, derive, influssi.
Storia di uomini che dialogano col tempo
nel tempo che passa affilano la loro capacità
di comprendere e comprendersi.
Usi di generazioni capaci di utilizzare
al meglio ciò di cui dispongono.
Derive di mode e arti piovute addosso
senza nemmeno accorgersene.
Influssi di altri che altri non sono più stati
dal momento che hanno donato sapere.

Perché eludere i sedimenti di eredità?


***


Francesco Di Sibio

Irpino, nato a Pontedera (Pi) nel 1975. Non ha ancora dato alle stampe raccolte di versi, ma alcune sue poesie sono state pubblicate su riviste specializzate, tra cui Narrazioni, Aeropago Letterario, e antologie tematiche, tra cui Versi per il Formicoso con il Centro di Documentazione sulla poesia del Sud e La polvere e la luna. I poeti del 23 novembre con Delta 3 Edizioni, per il trentennale dal sisma in Irpinia del 1980. Nel 2003 la CEI ha distribuito La Passione, una via crucis poetica, in tutte le parrocchie italiane. Il monologo Morto di pena è stato finalista nel 2011 del premio “Passione drammaturgia” svoltosi a Pieve di Teco (Imperia). È uno dei curatori della collana foto-poetica Pietre vive edita da Delta3 Edizioni, di cui sono usciti i primi due volumi (Abbazia del Goleto e Compsa, 2012). Nel 2012 è stato primo classificato al premio “L’inedito”, Lacedonia (Av), nella categoria testi per canzoni e nel 2013 terzo classificato nella categoria narrativa-romanzo.
È stato presidente della Pro Loco di Frigento nel triennio 2009-2011e ha prodotto varie manifestazioni culturali, soprattutto reading letterari. È impiegato e si occupa di comunicazione.





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