LE CICATRICI



voglio ricordarmi di me
di un tempo in cui non esistevo

mi ricordo di me in un sogno
una bambina seduta in cima
a una montagna

giocavo sulla frana di nocciole
dei frutti mi piaceva il rumore

ero un fantasma con le ginocchia sbucciate
le ossa cave e le scapole alate

ricordo il suono dei gusci vuoti e una sera
dopo che aveva piovuto
sul muretto schiacciai una lumaca

poi venne l'alba e un gallo
con la cresta rossa si levò come se avesse
dentro il sole

così iniziava ogni giorno
ma era sempre lo stesso giorno
e il tempo non mutava
e le trecce non avevano nastri
e il canto del gallo se ne restava
sospeso in aria leggero come cotone

il tempo era una crosta sulle mie ginocchia
che non guarivano mai
io la staccavo e il sangue
la sera sgorgava rosso

non si chiudevano mai
le mie cicatrici
e così di sera
riaprivo le ferite del giorno.

(g.i.)






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