LANDAYS


I landays sono dei brevi componimenti di 9 e 13 sillabe. Vengono dall'Afghanistan e hanno il suono delle onde del mare. Sollevano il cuore alle donne, come una ninna-nanna, uniscono tutte le voci e creano un'onda che spazza via la paura, la sofferenza. Vengono da una terra in cui la poesia è un'arte sacra che aiuta a risollevarsi. Per leggerne di bellissimi e saperne di più vi suggerisco la lettura di  Landays: Poetry of Afghanistan. Qui, invece, ve ne propongo alcuni che ho scritto, dalla mia raccolta inedita: "I sugheri e le zattere" e che potete leggere anche sul blog Carte Sensibili






mi hai tagliato i capelli e allora
ho pregato il vento di  portarmi le foglie.


la mano macchiata di sangue
tu non laverai nelle acque pure del fiume.


il mio corpo è una melagrana
che ogni notte un coltello affilato dilania.


vieni a prendermi il cuore sotto
la pelle: ti morderà con denti affilati.


chiuderai la mia porta a chiave
ma io lascerò la finestra del corpo aperta


mi hanno strappato la lingua
parleranno gli occhi scuri e  le mie ossa dure



Scarpe rosse sul marciapiede di Via Cassia, Roma.
(G. Iorio)

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