UN MAGLIONE GIALLO



Appena sveglio Elio andava in cucina e si preparava il caffè. La casa profumava di mare e sulle lenzuola c'era odore di maestrale. Elio metteva la caffettiera sul fornello e si sedeva ad aspettare in terrazzo. Le gambe magre e pelose, appollaiato sulla sedia avvolto in un maglione giallo.

Quando era stanco Elio si rifugiava al mare. Apriva la casa e inspirava i vecchi profumi. Nell'armadio c'erano vestiti impregnati di salsedine. Elio faceva il letto e poi si sdraiava con le braccia e le gambe aperte, in mutande. Presto sentiva freddo, allora in fondo a un cassetto prendeva il maglione giallo. Se lo infilava e, quando usciva in terrazzo, aveva l'aria di un grosso canarino abbandonato.

Elio aveva il sonno leggero. Dormiva male anche al mare e si svegliava all'alba. Per un po' ascoltava gli uccelli, si girava nel letto, cercava il tepore della moglie. Ma non c'era da anni. Allora si alzava e si preparava il caffè.

Un giorno Elio, mentre stava sul terrazzo, vide passare una nuvola. Aveva una forma strana. Sembrava un gabbiano e gli volò veloce sulla testa. Subito dopo, sul sentiero, apparve una ragazza che correva. Era giovane. Elio avrebbe voluto fermarla, conversare con lei. Offrirle il caffè sul terrazzo. Ma lei svanì tra i cespugli.

E così, per un po', ogni mattina Elio aspettò invano sul terrazzo, avvolto nel maglione giallo. Poi un giorno Elio si alzò più presto del solito, infilò il maglione giallo e pensò a sua moglie. La rivide in quella casa, con i capelli biondi, che gli diceva: Hai sempre freddo! Anche al mare!  Un giorno era uscita e, qualche ora dopo, era tornata con quel maglione giallo come il sole. Elio aveva sorriso. Gli era sembrato orrendo. Il maglione era rimasto in un cassetto della casa al mare. Se ne era dimenticato. Perché si dimentica sempre tutto. E quando lo aveva ritrovato, sua moglie non c'era più e lui aveva di nuovo freddo.

Elio preparò il caffè e andò sul terrazzo. Il sole stava sorgendo, gli uccelli facevano un gran chiasso, e soffiava un fresco maestrale. Fu allora che la nuvola a forma di gabbiano tornò e con lei la ragazza che correva.
Elio sorrise, sollevò la mano e salutò. La ragazza  fece un cenno con la testa e ricambiò il sorriso. Sembrava dire: seguimi. Allora Elio chiuse gli occhi, aprì le braccia e spiccò il volo.

La vita è piena di sorprese. Una mattina, mentre sei a fare jogging, alzi la testa, guardi il cielo e vedi una strana nuvola a forma di gabbiano con accanto un goffo uccello giallo. Quello è un giorno speciale e indimenticabile.





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