LA LUNA NEL POZZO

Il pozzo (foto1)
Dove andreste a cercarla, voi, una storia dimenticata? Come la luna, la cerco in un pozzo. Queste felci sbucano da un antico pozzo che sta in mezzo alla piazza di Civitella in Val di Chiana in provincia di Arezzo. Come ci sono arrivata  e a cercare cosa è la lunga storia che proverò a raccontare.
Due anni fa ho trovato un libro, parlava di alberi secolari. Forse qualcuno di voi se lo ricorda perché tante cose le scrivo qui, e poi le ritrovo. Ecco, il libro era questo. Dagli alberi secolari si torna con piacere, ed ecco che un anno dopo scopriamo un borgo, Civitella in Val di Chiana, e un accogliente B&B. Lo scegliamo proprio per passare qualche giorno nelle vicinanze del "nostro" vecchio albero, tra splendidi sentieri e boschi.

Il pozzo di Civitella in Val di Chiana (foto 2)

Poi la Storia nel pozzo. Il paese ha un Museo dove si conservano i ricordi di 260 persone, uccise dai tedeschi il 29 giugno 1944. Si tratta dell'eccidio di Civitella che qualche testimone ci racconta all'ombra del portico.

Il brivido lungo la schiena lo proviamo questa estate, ad agosto, quando leggiamo che i primi soccorritori erano soldati inglesi, un piccolo gruppo che si trova davanti un paese distrutto e i superstiti affamati.

Piazza dell'Eccidio

 L'11 agosto, l'estate scorsa, scopro e percorro Via della Pace.

Ma veniamo alla coincidenza incredibile. A fine agosto andiamo a Dublino. Alan ritrova tra i cimeli di guerra del nonno paterno una medaglia al valore sulla quale vi è scritto: "Battaglia di Arezzo"- Ottavo Battaglione.
Siamo tornati a Civitella il 25 aprile scorso. Alan dopo aver visto la medaglia vuole scoprire se a soccorrere i superstiti dell'eccidio siano stati proprio i soldati dell'ottavo battaglione. E così andiamo a cercare le prove, nel museo di Civitella.  Ottavo Battaglione. Si, sono proprio loro. Ci mettiamo a guardare tra le foto e ne troviamo alcune dei militari. E poi vediamo questa: somiglia tanto a Joseph Bates, gunner (ma non c'è il nome).


Soldato inglese a Civitella in Val di Chiana, 1944 dopo l'eccidio

Erano pochi i soldati che aiutarono a seppellire i morti e a ricostruire le case distrutte. Si fermarono poco più di un mese, il tempo di togliere macerie e cadaveri,  presto ripartirono per altre missioni.
Quando, dopo la guerra, Joseph Bates tornò in Irlanda, non raccontò a nessuno l'orrore di cui era stato testimone. Non riuscì a trovare lavoro, veniva guardato con sospetto per  essersi arruolato nell'esercito inglese. Allora mise la medaglia (e la sua storia) in un cassetto e partì. Andò a Londra. Poi dopo molti anni tornò a Dublino, ma continuò a non parlare della sua medaglia, dell'Italia, della Battaglia di Arezzo, di Civitella in Val di Chiana.
Tanti anni dopo i miei figli hanno ritrovato, grazie a un albero secolare, un pezzo delle loro radici.  E un pezzo di Storia riemerge dal buio di un pozzo, come la felce che abbiamo fotografato. La luce tra le rovine.



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