ELETTRA SULLE ONDE ELETTROMAGNETICHE


Oggi sono stata in Abruzzo. In autobus, uno di quelli enormi che al posto del finestrino hanno una parete di vetro. E sembra di guardare tutti dall'alto, le macchine, persino i camionisti. Alla fine di questo post trovate la mia cronaca del viaggio in diretta su facebook. Avrei dovuto twittarla, in realtà, ma a volte twitter non funziona, s'inceppa, le parole hanno bisogno della velocità della luce (o forse farei meglio a dire del suono).




Siamo stati in gita in un posto davvero speciale, un po' irreale. La Piana del Fucino. Dopo aver attraversato montagne e boschi siamo arrivati in questa pianura e l'autista ci ha detto: "qua prima c'era un lago!". E così abbiamo appreso la storia del principe Torlonia (ex banchiere romano) che ce l'aveva con questo bel lago tanto da arrivare a dire: 








« O Torlonia asciuga il Fucino, o il Fucino asciuga Torlonia »

E difatti lo asciugò. Impiegò 24anni e 4000 operai. Fu un lavoro colossale. Un lavoro che fece scrivere a Ignazio Silone:


« In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch'è finito. »
(Fontamara - Ignazio Silone)



Noi ci siamo arrivati dopo un viaggio di un'ora e mezza, da Roma. E mano mano che ci avvicinavamo scoprivamo i campi di barbabietole, le patate, l'insalata e chini sotto il cielo grigio i braccianti. Il lago è stato prosciugato, il tempo è passato ma qualcuno non è mai andato via dalla piana del Fucino: gli schiavi. 


Poi la nostra meta. Telespazio, Fucino Space Centre.  In mezzo ai campi decine e decine di parabole sembrano dei girasoli di metallo,  giganteschi e bianchi. Si muovono per ricevere onde radio dallo spazio. Abbiamo trovato ad aspettarci due persone a dir poco "ideali" per una visita guidata. Prima di tutto Arianna. Nel labirinto di parabole con lei non ci siamo mai persi! E poi Serafino. Di lui voglio parlare un po' di più. Comincio dal suo nome angelico. Ci ha raccontato un'infinità di cose su Telespazio. Mentre parlava e spiegava tutto agli studenti (appassionati e curiosi come non mai!) mi sentivo orgogliosa di quello che riusciamo, nonostante tutto, a produrre in Italia.  E in questo caso, nel cuore d'osso dell'Italia. Ce ne fossero di persone come Serafino! Ma, come tutti i serafini, sono invisibili. Si nascondono. Eccolo. Appassionato, infaticabile, esperto. Insomma Serafino fa un lavoro bellissimo: fa nascere un satellite. Si occupa dei satelliti nella delicatissima e lunga fase di progettazione e poi un bel giorno arriva il momento, e lo manda nello spazio. Sono giorni faticosissimi ma a Serafino brillano gli occhi, quindi si capisce che dorme in ufficio tra le sue "stelle" artificiali. 

Da oggi ho una nuova espressione per le stelle cadenti...: "Make a wish upon a satellite".  Ce ne sono talmente tanti! Proprio domenica scorsa vi scrivevo del SETI! Ecco, sono andata a vedere il nostro piccolo SETI (d'accordo, non è proprio così... non conducono ricerche e progetti speciali ma semplicemente realizzano su commissione satelliti- diamine! Ho detto "semplicemente"!)

Però la sorpresa più grande è venuta dopo. Quando Arianna e Serafino ci hanno portato fuori a vedere una nave, o quello che resta di essa, enorme in mezzo alla piana e alle parabole girasole. Il nostro incontro con Elettra, la nave di Marconi. E' una poesia di ferro la nave Elettra, l'imbarcazione sulla quale Marconi faceva i suoi esperimenti. Se ne sta ancorata in mezzo alla piana del crudele Principe di Torlonia tra le parabole, cullata dalle onde elettromagnetiche. Una nave che ricorda a tutti quello che la scienza ha sempre promesso e molte volte fa: liberare gli schiavi.





CRONACA FACEBOOK DI UN VIAGGIO NELLA PIANA DEL FUCINO


Braccianti. Frugano la terra. Occhi negli occhi.
Attraversiamo un lago prosciugato. Barbabietole al posto dei pesci rossi.
Abeti. Nel bosco il natale sempreverde.
Un bosco prova a sedurci. Ci invita a smarrire il sentiero.
Agli occhi chiedere di ascoltare.
È come se chiedessimo qualcosa in più ai papaveri. 
Scorrono nei campi, sono il loro sangue.
Una sedia di plastica bianca in mezzo a un campo.
 È come se la terra aspettasse qualcuno con cui conversare.
Attraversiamo la carne e le ossa dell'Appennino. Tante, tortuose gallerie.
Un paese sull'orlo di un precipizio: sembra sul punto di lanciarsi nel vuoto. Le frane sono i suicidi di interi paesi?
Abruzzo. Alla terra il terremoto lascia un lieve singhiozzo. Sussulta e ondeggia l'autobus.
Una grande casa abbandonata in cima alla collina. Nel ventre lacerato conserva un lungo inverno.
Passo sopra un ponte. Un corso d'acqua, secco e storto, con le vertebre scoperte.















  • Con la guancia sul finestrino, piove. E' come viaggiare al fianco di qualcuno che piange in silenzio.


Commenti

  1. quando leggo persone come te mi sale in bocca quella meravigliosa euforia di condividere la fragile straordinaria bellezza di essere donna - grazie gio'

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  2. Commenti bellissimi, che ho apprezzato in modo particolare essendo stato uno dei primissimi "pionieri" della Telespazio al Fucino...Giuseppe Quaglione.

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  3. Grazie Giuseppe, grazie donna anonima!

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  4. Giovanna... hai descritto luoghi e persone in un modo incantevole: "Make a wish upon a satellite".

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  5. Giulia Raglione3 giugno 2013 14:32

    cara Giovanna,
    leggendo le tue bellissime e attente parole mi sono sentita, per la prima volta dopo 20 anni, finalmente orgogliosa della mia terra. viviamo in una società in cui la curiosità, o in questo caso parlerei proprio di opportunità, difficilmente sanno essere sfruttate. e sono poche le persone come te che riescono a capire l'importanza mondiale ( non solo locale) di un complesso situato in una pianura dalla storia stupenda e travagliata che sei riuscita a descrivere in maniera semplice e impeccabile. ti auguro di coltivare la tua voglia di sapere e di arricchire il tuo bagaglio culturale ogni giorno, con la speranza che tutti i ragazzi possano trarre insegnamento dalle tue parole.
    ps. mia madre mi ha girato il link: era quella BELLISSIMA signora bionda che sicuramente vi ha accolto all'ingresso : Franca :P
    un bacio
    Giulia Raglione

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  6. Cara Giulia,

    grazie per questo commento. E' molto bello quello che dici, e soprattutto sono molto felice che le mie parole possano svelare un po' della grande bellezza della Piana del Fucino e di Telespazio.

    Un abbraccio a tutti,

    Giovanna

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