DALLA RACCOLTA INEDITA "SUGHERO"


Cari Amici di Letture, sto mettendo insieme una raccolta di ricordi e osservazioni del presente. Si chiama "Sughero". Eccone alcuni frammenti, li metto a galleggiare qui. 
Molti di questi frammenti sono twitter o status sulla mia pagina facebook. A voi, fedeli blogger, ne faccio dono con le bellissime fotografie di Vivian Maier.





Nella credenza di mia nonna c'è ancora profumo di dolci proibiti. Chiudeva a chiave anche quello; il vetro tra me e i canditi.



Mi manca il mio vecchio divano. Era un divano antico. D'inverno rosso e scuro. D'estate verde e fiorito.




Al mio paese viveva la terribile donna Rosa. Un giorno alzò la gonna e ci mostrò le gambe. Erano storte e coperte di spine.


I ricordi si fanno leggeri. Il mio paese mi galleggia in testa, come un tappo di sughero.

Al mio paese c'era un matto. Si chiamava Armando. Dicevano che fosse colpa di un amore. Diceva di avere una Rotella in meno nella testa e una R di troppo nel suo bel nome






Ingenuità: a chi infanga e ferisce chiedere "perché?"



Mi agito a volte, come una sfera di vetro; due mani mi scuotono e mi nevica dentro.


Mi spavento quando sono troppo intenta a vivere  e allora mi lascio distrarre dall'inanimato.





La pioggia lava la strada di lava.

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