martedì 30 aprile 2013

UN GRAFFIO


poi una mattina le dicono:
non le resta molto tempo

la voce asciutta come un secchio tirato su
dal pozzo vuoto e scolora l'azzurro

degli occhi (anche questo sanno fare
le lacrime)

ma  tutti gli altri colori
s'accendono (persino il bianco
e nero di una vecchia

foto e il geranio sul davanzale
che inganna tutti e profuma
di rosa)

ora vedo perché
i dottori  amano le poltrone
di pelle quando la mano

cerca un altro essere
umano abbraccia la pelle e il bracciolo

a fine giornata pulito
con un panno imbevuto nell'alcool

la donna che lavora
a ore s'accorge di un graffio e pensa
a un artiglio borbottando
incolpa il gatto.

(g.i.)








Nessun commento:

Posta un commento

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...