martedì 30 aprile 2013

UN GRAFFIO


poi una mattina le dicono:
non le resta molto tempo

la voce asciutta come un secchio tirato su
dal pozzo vuoto e scolora l'azzurro

degli occhi (anche questo sanno fare
le lacrime)

ma  tutti gli altri colori
s'accendono (persino il bianco
e nero di una vecchia

foto e il geranio sul davanzale
che inganna tutti e profuma
di rosa)

ora vedo perché
i dottori  amano le poltrone
di pelle quando la mano

cerca un altro essere
umano abbraccia la pelle e il bracciolo

a fine giornata pulito
con un panno imbevuto nell'alcool

la donna che lavora
a ore s'accorge di un graffio e pensa
a un artiglio borbottando
incolpa il gatto.

(g.i.)








LA LEZIONE DEL GIARDINIERE




ho imparato dal giardiniere
ad andare con il sorriso tra i fiori
anche le rose spinose

dai rami esuberanti che s'intrecciano pronti
a incoronare i nostri martiri

alle tre s'avvicina sempre
l'ombra del monte
avvolto nello stesso azzurro
scalfito nasconde il suo vuoto

passano le nuvole d'acqua nuova
sulla mia testa
mi attraversa l'ombra di uccelli
immobili sulla punta dei pali

ho imparato dal giardiniere
a riempirmi le tasche di semi
a piegarmi sotto la luce tagliente

proteggere
il fiore.

(g.i.)






SUL MURO

Bansky in Southampton


qualcuno di nuovo ha scritto
GUERRA
sul muro
con la vernice rossa

non è la prima
guerra a macchiare mattoni
e non sarà  l'ultima

gocciola ancora la scritta
sulla pietra sporca

di tutte le guerre
si macchia il nostro muro
è marcio il marciapiede

di guerra che non s'asciuga
di vocali che sanguinano

nel cielo il suono delle  R
il rombo di un aereo.

(g.i.)



LA SECONDA PRESENTAZIONE A ROMA DELL'ANTOLOGIA PERCEZIONI DELL'INVISIBILE


lunedì 29 aprile 2013

ALGHE



restano ancora un po'
su questa pelle di sabbia
come alghe

il nostro tempo è un'oda 
che cancella orme
sposta tronchi
riempie conchiglie 
di sabbia


parole impigliate
come sottili fili verdi
ai capelli.


(g.i.)

COME CARBONI ARDENTI

Swamp, acrilico by Mario Zampedroni 


me la ricordo ruvida
come una pelle d'oca
la voce

occhi fissi negli occhi
gli consegnavo tutti i peccati

 carboni ardenti
nel palmo della mano.

(g.i.)

domenica 28 aprile 2013

A SPICCHI



non ricordo di averti ferito
ti ho solo detto:
aprimi il cuore

ma non pensavo
che lo avresti tagliato in due 
come un'arancia

che me lo avresti offerto a spicchi
perché non avevo altro

è successo tanto tempo fa 
in un freddo
pomeriggio d'inverno

ricordo che con un po' di rosso
ci colorasti persino il tramonto.
(g.i.)

sabato 27 aprile 2013

CALDARROSTE

Van Gogh- Old man in sorrow


Le ultime parole - disse
fanno il rumore delle
caldarroste fredde e bruciate.

Io le vidi dentro ad una bocca
che batteva i denti e le masticava

in silenzio.

(g.i.)

PASSA-TEMPO



tra i passatempi scelse
il lancio dei sassi 

li gettava negli stagni
e guardava i cerchi allargarsi 
come onde sul mare

poi un giorno lanciò un sasso 
dentro a un cuore

l'onda si levò dal sangue
e spazzò via tutto.

(g.i.)








giovedì 25 aprile 2013

LA MELA STREGATA: IL BAR DI BERTOLUCCI E CAPRONI

La famiglia Bertolucci

Martedì scorso, dopo la pioggia, i sanpietrini erano talmente lucidi e neri che la strada da Trastevere fino al Teatro Argentina sembrava un lungo serpente. L'ho seguito, tentata da questo nero lucido che diceva: "Vieni, ti porto da Bertolucci e da Magrelli"; mi sono ritrovata in una piccola sala gremita del teatro dove tanti romani attendevano Valerio Magrelli per il primo degli appuntamenti di Come musica, la poesia  a cura di Franco Marcoaldi.
Mi sono seduta accanto ad un ragazzo di poco più di venti anni. Nell'attesa che cominciasse la conferenza ho scoperto che era neolaureato: un biologo. Ma anche un cameriere, in una pizzeria del centro; un appassionato di teatro (abbiamo scoperto di aver assistito alla bellissima stagione teatrale dell'Argentina, due anni fa, tutta dedicata a Moliere ma anche a un insolito Edipo Re e a Lorca); infine era anche un lettore avido di poesia. Ah, dimenticavo, forse lascia l'Italia perché per lui non c'è lavoro.
Poi è arrivato Magrelli, insieme al curatore della rassegna Marcoaldi. (L'acqua nei bicchieri la versa il poeta più grande. Non svelerò chi sia. E' bello essere testimoni di piccoli gesti inosservati, che sfuggono quasi a tutti perché di un altro tempo).
La conferenza è stata davvero bellissima. Magrelli ha presentato il poeta Bertolucci, sottolineando le sue qualità inestimabili. Prima di tutto la grande umanità dei suoi versi.
L'uomo col cappello è apparso in due filmati sullo schermo alle spalle dei relatori, in un giardino antico, sotto un antico sole.
Il poeta ha parlato del giovane  Bertolucci che scriveva le prime poesie, lasciandole sul davanzale del maestro, naturalmente anonime.
Ha parlato dei traslochi, della pendolarità senza scampo di Bertolucci, romano inurbato e sempre in viaggio tra Parma, Roma e Casarola.
Ha sottolineato l'inquietudine di carattere grammaticale che scuote la "penna e le acque" di Bertolucci. Ha letto poesie bellissime, facendone risuonare il ritmo e la musica senza bisogno d'altro che di un filo di voce.
E mentre fuori i sanpietrini si asciugavano per un improvviso sole, il serpente  nero dell'asfalto tornava vivo, quasi sanguinava per il sole o forse l'eco di questi versi donati ad un piccolo pubblico affamato di poesia:
lasciami sanguinare sulla strada, sulla polvere sull'antipolvere
Magrelli ha rivelato così la misteriosa poetica del dissanguamento di Bertolucci, la forza dei vocativi, il brivido che producono gli imperativi quasi biblici:
non acquistare viole in prossimità della casa
Dopo questa intensa ora di poesia, ho ritrovato fuori ad aspettarmi la Roma di Bertolucci, non la serpe nera e strisciante che mi aveva condotto fino al teatro.  Ma un cielo piagato, il Gianicolo, Sant'Onofrio.
E mi sono fermata a guardare dal ponte la furia di sempre del Tevere scorgendo questa volta soltanto quei:
calmi uccelli che camminano e non volano
Anch'io come tanti, romana inurbata; anch'io sempre alla  ricerca del rumore della poesia che ci salvi dal rumore del nulla. E così ho trascorso le ultime ore di un pomeriggio improvvisamente luminoso al bar "La mela stregata" dove, ci ha rivelato Magrelli, Bertolucci incontrava l'amico Caproni.
Il bar più rumoroso di Roma.

(g.i.)

IL BRODO




questo ribollire di parole
come se avessi dentro 
il fuoco è una pentola 

d'ossa e verdure un brodo 
vapore che sale e appanna 
il vetro di occhi e cuore.

(g.i.)


LA GUERRA



la guerra è dentro la lingua
come una spina

anche il bambino
che impara a parlare
fa sanguinare le parole

(g.i.)






LA COSTOLA ROTTA






non tornerò a riprendere
l'ombra sul muro

il sole l'ha spostata sul melo
tra i frutti che s'accaldano e porgono
la buccia rossa e l'altra

guancia tra i rami
una costola rotta e un nido
vuoto.

(g.i.)



domenica 21 aprile 2013

LE MEMORIE DI UN DIVANO

Foto by Sharon Wood.
a questo divano
voglio dare un nome

lo chiamerò Adriano
per le sue memorie.

(g.i.)

* Per Sharon :)

GATTI SENZA STIVALI


C'è gente che sogna di morire dolcemente, magari nel sonno, grazie ad una silenziosa fuga di gas. Io credo che i miei genitori siano quel tipo di persone.
Ma la storia che voglio raccontarvi comincia tanti anni fa, in una freddissima sera d'inverno. C'era mezzo metro di neve, il paese era isolato, senza elettricità, e mia madre aveva messo un braciere di carboni ardenti nella camera da letto per riscaldarla. Quando salimmo al piano di sopra a dormire, ci mettemmo tutti e quattro nella stessa stanza: io, mio fratello e i miei genitori. Io nel lettone con mamma e papà,  mio fratello in un lettino accanto. Subito ci addormentiamo, respirando anidride carbonica. Prima però mia madre ci fa recitare "angelo di dio".
Dopo qualche ora mio padre si sveglia: qualcuno si lamenta nel sonno; è mia madre, noi invece respiriamo già a fatica. Non sa come, ma riesce a strisciare fino al balcone, apre, vomita e chiama aiuto.
Nonostante la neve, in quell'istante passano sotto casa due uomini. Vedono mio padre, buttano giù la porta a spallate e salgono a salvarci. Mio padre quando lo racconta li chiama i due angeli. E questo spiega perché per me gli angeli custodi abbiano grossi stivali di gomma per camminare in una montagna di neve.
Ricordo che mia madre indossava una vestaglia di ciniglia, color lilla, i pon pon di piuma si muovevano dolcemente. Era pallida e bellissima;  i due angeli rimasero a guardarla incantati fino a quando non vomitò e fu fuori pericolo.
Sono passati trent'anni e  i miei genitori ci riprovano; questa volta con il CH4.
Ieri li vado a trovare con tutta la famiglia. Porto da loro i miei due gatti. Una storia penosa e incredibile: il padrone di casa ci "consiglia" di non tenerli dopo che la vicina minaccia la denuncia perché i gatti sono "aggressivi",  pantere nere che hanno attaccato lei e il suo cane, qualche giorno fa, alle sette di un funesto mattino (di cui però non porta i segni).
Dopo aver tentato la mediazione, mi sono trovata di fronte a un muro; lo avrei abbattuto a picconate, ma ho dovuto aggirarlo. In altre parole: per il benessere dei nostri gatti (e anche per paura che li potessero avvelenare\malmenare in nostra assenza) decidiamo di portarli a vivere "dai nonni".
Appena arrivati a casa dei nonni, però, sabato sera, in casa c'è un fortissimo odore di gas.
La reazione dei miei genitori è di fastidio: con 2 gatti e tanto gas in fuga per la casa, i nipoti rumorosi, figlia e genero rompiscatole (e una gigantesca confezione da 24 scatole di cibo per gatti, che quando mio padre la vede dice: ma gli avanzi non li mangiano 'sti gatti?).
Il giorno dopo  chiamiamo l'Italgas ed è fuga conclamata di metano. Noi ripartiamo: i gatti restano dai nonni, il tecnico viene ad aggiustare un tubo in serata.  Insomma, dopo una vera e propria "esplosione" di gente per casa, tutto ritorna normale. Noi ce ne andiamo a Roma, i gatti sembrano abituarsi alla nuova casa, il bravissimo Antonio di Italgas mi telefona stamattina per dire: "tutto a posto, gatti e genitori sani e salvi!".
Cosa tenta di dirmi il destino? Forse che la vicina di casa è un mostro senza cuore, ma che senza di lei i miei genitori avrebbero chiuso per sempre gli occhi, addormentati dal CH4? Avvelenati dal metano o saltati in aria: in un modo o nell'altro c'è mancato poco.
Per me, comunque, la mia vicina resta una strega; ma gli angeli sono tornati. E questa volta sono due gatti... senza stivali!

III EDITION OF THE FLASH FICTION COMPETITION MUSEUM OF WORDS FINALISTS



Un mio micro racconto in inglese  è tra i finalisti del Concorso.  Eccolo evidenziato in giallo. Tenete le dita incrociate!

****


III Edition of the Flash Fiction Competition Museum of Words finalists


As usual we would like to inform you of the developments taking place in the international competition of Microfiction, promoted by the Fundación César Egido Serrano.
The jury has selected 300 stories whose number and title or first sentence of the story, can be seen below.
Of these 300 will be chosen the 30 finalists from which an international jury of whose names we will inform you, will choose the winner and the runners-up in each of the different languages.

Stories in English
241
3164

When she woke up she saw an angel standing beside her bed.
242
3956

The coffee had gone cold. It was just atrezzo, anyway.
243
5604

The day my grandfather died, the whole town held a fantastic celebration.
244
6064

“Please, don’t do it. There’s something you must kno....”
245
18175

Tommy can’t understand it.
246
20082

Billy couldn't decide whether to shoot himself with the shotgun…
247
5928

I had a business.
248
6132

First date went great!
249
10686

How can I write about freedom…
250
11431

The old patient told me never to open the closet.
251
11852

The escape Ladislav straightened his jacket and didn’t look back.
252
12231
Snacks
The truck grumbles to a halt.
253
15656
Open Wide
The dentist knew that unbearable pain would happen if his hand slipped.
254
18495

Old friends from the trade came for the magician’s funeral.
255
22068

The chef pours the bordelaise sauce over the tenderloin…
256
22300

I wake with the drop of oxygen masks.



IL PICCOLO FALO' DI CARTA



a me tocca il Carnevale dell'anima
il cuore a coriandoli

e l'allegria
in un porto sepolto
sotto il mare

viene la luna 
e accende 
minuscoli falò 
di carta

coriandoli sulla spiaggia
e barchette di carta in fiamme

scintille che nuotano
e non si spengono

piccole luci che vanno
a fondo e non annegano.

(g.i.)

L'UOMO IN RITARDO AL PRIMO POSTO CATEGORIA GIALLI STORIEBREVI.IT


IN-CHIOSTRO (DELTA 3) SEGNALATO AL PREMIO LETTERARIO CIVETTA DI MINERVA

In-Chiostro (Delta 3) copertina di Simone Massi, Lieve Dilaga



La Giuria Tecnica del Premio Letterario Civetta Minerva, data la notevole partecipazione con testi prestigiosi, propone di segnalare, come previsto dal bando, a pari merito le seguenti dieci opere:
L’ospite indocile di Lucianna Argentino – Passigli editori – Firenze, 2012
Anticlea è mia sposa di Leone D’Ambrosio – BEL-AMI edizioni – Roma, 2012
Per camminare rapidi sulle acque di Domenico Arturo Ingenito – G. Ladolfi Editore 
Borgomanero, 2012
In-chiostro di Giovanna Iorio – Edizioni Delta 3 – Grottaminarda, 2012
Il canto delle pescatrici di Lorenzo Leporati – Edizioni Noubs – Chieti, 2012
Andare per lune di Antonio Nesci – Edizioni dell’Aurora – Verona, 2012
Sotto il sole (sopra il cielo) di Alessandro Ramberti – Fara Editore – Rimini, 2012
Lomografia.6 di Armando Saveriano – Per Versi editori - Grottaminarda 2011
- L’urto di Fabio Vallieri – G. Ladolfi Editore – Borgomanero, 2011
Ritratti in lavorazione di Giuseppe Vetromile – Edizioni del Calatino – Catania, 2011
Inoltre, si decide di assegnare la TARGA offerta dal GAL Partenio per “la poesia dedicata alla terra irpina”, all’autore Vincenzo D’Alessio che ha concorso con l’opera La valigia del meridionale e altri viaggi, Fara Editore, Rimini 2011.

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...