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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

UN GRAFFIO

poi una mattina le dicono:
non le resta molto tempo

la voce asciutta come un secchio tirato su
dal pozzo vuoto e scolora l'azzurro

degli occhi (anche questo sanno fare
le lacrime)

ma  tutti gli altri colori
s'accendono (persino il bianco
e nero di una vecchia

foto e il geranio sul davanzale
che inganna tutti e profuma
di rosa)

ora vedo perché
i dottori  amano le poltrone
di pelle quando la mano

cerca un altro essere
umano abbraccia la pelle e il bracciolo

a fine giornata pulito
con un panno imbevuto nell'alcool

la donna che lavora
a ore s'accorge di un graffio e pensa
a un artiglio borbottando
incolpa il gatto.

(g.i.)








LA LEZIONE DEL GIARDINIERE

ho imparato dal giardiniere
ad andare con il sorriso tra i fiori
anche le rose spinose

dai rami esuberanti che s'intrecciano pronti
a incoronare i nostri martiri

alle tre s'avvicina sempre
l'ombra del monte
avvolto nello stesso azzurro
scalfito nasconde il suo vuoto

passano le nuvole d'acqua nuova
sulla mia testa
mi attraversa l'ombra di uccelli
immobili sulla punta dei pali

ho imparato dal giardiniere
a riempirmi le tasche di semi
a piegarmi sotto la luce tagliente

proteggere
il fiore.

(g.i.)






SUL MURO

qualcuno di nuovo ha scritto
GUERRA
sul muro
con la vernice rossa

non è la prima
guerra a macchiare mattoni
e non sarà  l'ultima

gocciola ancora la scritta
sulla pietra sporca

di tutte le guerre
si macchia il nostro muro
è marcio il marciapiede

di guerra che non s'asciuga
di vocali che sanguinano

nel cielo il suono delle  R
il rombo di un aereo.

(g.i.)



LA SECONDA PRESENTAZIONE A ROMA DELL'ANTOLOGIA PERCEZIONI DELL'INVISIBILE

ALGHE

restano ancora un po'
su questa pelle di sabbia
come alghe
il nostro tempo è un'oda  che cancella orme sposta tronchi riempie conchiglie  di sabbia

parole impigliate
come sottili fili verdi
ai capelli.


(g.i.)

COME CARBONI ARDENTI

me la ricordo ruvida
come una pelle d'oca
la voce

occhi fissi negli occhi
gli consegnavo tutti i peccati

 carboni ardenti
nel palmo della mano.

(g.i.)

A SPICCHI

non ricordo di averti ferito
ti ho solo detto: aprimi il cuore
ma non pensavo che lo avresti tagliato in due  come un'arancia
che me lo avresti offerto a spicchi perché non avevo altro
è successo tanto tempo fa  in un freddo pomeriggio d'inverno
ricordo che con un po' di rosso ci colorasti persino il tramonto. (g.i.)

CALDARROSTE

Le ultime parole - disse
fanno il rumore delle
caldarroste fredde e bruciate.

Io le vidi dentro ad una bocca
che batteva i denti e le masticava

in silenzio.

(g.i.)

PASSA-TEMPO

tra i passatempi scelse il lancio dei sassi 
li gettava negli stagni e guardava i cerchi allargarsi  come onde sul mare
poi un giorno lanciò un sasso  dentro a un cuore
l'onda si levò dal sangue e spazzò via tutto.
(g.i.)







LA MELA STREGATA: IL BAR DI BERTOLUCCI E CAPRONI

Martedì scorso, dopo la pioggia, i sanpietrini erano talmente lucidi e neri che la strada da Trastevere fino al Teatro Argentina sembrava un lungo serpente. L'ho seguito, tentata da questo nero lucido che diceva: "Vieni, ti porto da Bertolucci e da Magrelli"; mi sono ritrovata in una piccola sala gremita del teatro dove tanti romani attendevano Valerio Magrelli per il primo degli appuntamenti di Come musica, la poesia  a cura di Franco Marcoaldi.
Mi sono seduta accanto ad un ragazzo di poco più di venti anni. Nell'attesa che cominciasse la conferenza ho scoperto che era neolaureato: un biologo. Ma anche un cameriere, in una pizzeria del centro; un appassionato di teatro (abbiamo scoperto di aver assistito alla bellissima stagione teatrale dell'Argentina, due anni fa, tutta dedicata a Moliere ma anche a un insolito Edipo Re e a Lorca); infine era anche un lettore avido di poesia. Ah, dimenticavo, forse lascia l'Italia perché per lui non c'è lavoro.
Poi è …

IL BRODO

questo ribollire di parole come se avessi dentro  il fuoco è una pentola 
d'ossa e verdure un brodo  vapore che sale e appanna  il vetro di occhi e cuore.
(g.i.)

LA GUERRA

la guerra è dentro la lingua
come una spina

anche il bambino
che impara a parlare
fa sanguinare le parole

(g.i.)






LA COSTOLA ROTTA

non tornerò a riprendere
l'ombra sul muro

il sole l'ha spostata sul melo
tra i frutti che s'accaldano e porgono
la buccia rossa e l'altra

guancia tra i rami
una costola rotta e un nido
vuoto.

(g.i.)


LE MEMORIE DI UN DIVANO

a questo divano
voglio dare un nome

lo chiamerò Adriano
per le sue memorie.

(g.i.)

* Per Sharon :)

GATTI SENZA STIVALI

C'è gente che sogna di morire dolcemente, magari nel sonno, grazie ad una silenziosa fuga di gas. Io credo che i miei genitori siano quel tipo di persone.
Ma la storia che voglio raccontarvi comincia tanti anni fa, in una freddissima sera d'inverno. C'era mezzo metro di neve, il paese era isolato, senza elettricità, e mia madre aveva messo un braciere di carboni ardenti nella camera da letto per riscaldarla. Quando salimmo al piano di sopra a dormire, ci mettemmo tutti e quattro nella stessa stanza: io, mio fratello e i miei genitori. Io nel lettone con mamma e papà,  mio fratello in un lettino accanto. Subito ci addormentiamo, respirando anidride carbonica. Prima però mia madre ci fa recitare "angelo di dio".
Dopo qualche ora mio padre si sveglia: qualcuno si lamenta nel sonno; è mia madre, noi invece respiriamo già a fatica. Non sa come, ma riesce a strisciare fino al balcone, apre, vomita e chiama aiuto.
Nonostante la neve, in quell'istante passano sotto …

III EDITION OF THE FLASH FICTION COMPETITION MUSEUM OF WORDS FINALISTS

Un mio micro racconto in inglese  è tra i finalisti del Concorso.  Eccolo evidenziato in giallo. Tenete le dita incrociate!

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III Edition of the Flash Fiction Competition Museum of Words finalists
As usual we would like to inform you of the developments taking place in the international competition of Microfiction, promoted by the Fundación César Egido Serrano. The jury has selected 300 stories whose number and title or first sentence of the story, can be seen below. Of these 300 will be chosen the 30 finalists from which an international jury of whose names we will inform you, will choose the winner and the runners-up in each of the different languages.
Stories in English 241 3164

IL PICCOLO FALO' DI CARTA

a me tocca il Carnevale dell'anima
il cuore a coriandoli

e l'allegria
in un porto sepolto
sotto il mare

viene la luna 
e accende 
minuscoli falò 
di carta

coriandoli sulla spiaggia
e barchette di carta in fiamme

scintille che nuotano
e non si spengono

piccole luci che vanno
a fondo e non annegano.

(g.i.)

L'UOMO IN RITARDO AL PRIMO POSTO CATEGORIA GIALLI STORIEBREVI.IT

IN-CHIOSTRO (DELTA 3) SEGNALATO AL PREMIO LETTERARIO CIVETTA DI MINERVA

La Giuria Tecnica del Premio Letterario Civetta Minerva, data la notevole partecipazione con testi prestigiosi, propone di segnalare, come previsto dal bando, a pari merito le seguenti dieci opere: - L’ospite indocile di Lucianna Argentino – Passigli editori – Firenze, 2012 - Anticlea è mia sposa di Leone D’Ambrosio – BEL-AMI edizioni – Roma, 2012 - Per camminare rapidi sulle acque di Domenico Arturo Ingenito – G. Ladolfi Editore – Borgomanero, 2012 - In-chiostro di Giovanna Iorio – Edizioni Delta 3 – Grottaminarda, 2012 - Il canto delle pescatrici di Lorenzo Leporati – Edizioni Noubs – Chieti, 2012 - Andare per lune di Antonio Nesci – Edizioni dell’Aurora – Verona, 2012 - Sotto il sole (sopra il cielo) di Alessandro Ramberti – Fara Editore – Rimini, 2012 - Lomografia.6 di Armando Saveriano – Per Versi editori - Grottaminarda 2011 - L’urto di Fabio Vallieri – G. Ladolfi Editore – Borgomanero, 2011 - Ritratti in lavorazione di Giuseppe Vetromile – Edizioni del Calatino – Catania, 2011 …