Passa ai contenuti principali

POESIE AMICHE




Stasera vi propongo l'inedito di Antonio Bux
Ha pubblicato Trilogia dello zero (Marco Saya, 2012) ed è una voce che ho appena scoperto.
Ecco tre poesie dalla raccolta inedita Trilogia dello zero (parte 2). 


6.


“Nella rarità del fuoco si arrampica
una specie di luce che non brucia
la variante del calore disanimando
la pietra di mezzo messa a dividere
la vegetazione dello sguardo caduto
indietro la terra per farla incastrare
come una pellicola interna, una colla
a tenere accesa la retina al contorno
quando brucia la visione come per unire
l'aderenza dell'occhio all'aria del mondo”




Ho scoperto di avere
una lucciola nel ricordo.
La riesco a vedere 
solo di notte, quando
tutto è senza memoria.
E invece la lucciola cresce
tra le tenebre a intermittenza
mi mostra una parte di me 
quella meno densa. Ma poi 
la lucciola muore presto 
si fa pensiero, prima dell'alba
quando è futura la certezza
e di ogni cosa si osserva la fine
dell'ombra, la metà ricoperta. 






15.


“I miracoli avvengono
se non li vedi”




Si vive divisi in due
- prima e dopo la vita
sempre è un altro che vive -
quando invece a morire
è un doppio che precede
come se morisse due volte
prima la vita e poi la morte
con l'essere nel mezzo
un doppio che si dimezza
come mai nato, a metà 
come se fosse il doppio
solo la sua morte.


20.

a Fernando Pessoa




“Quello che si alza mentre
quell’altro indietro si siede;
è un sostituirsi sempre 
precedendo in avanti - prima
che il disco del tempo prema
la superficie del corpo-stagno
rendendone umido il lato migliore:
la dimensione che non appartiene”




Non mi si accorge
nell’orma del tabacco
al bruciarmi accanto 
l’essere del pensiero

rifumare la mia aria
doppiandosi nel fumo
tra parole di nebbia
dove l’ombra s’inala

dal filtro della bocca
avviandosi nell’ossigeno
lento dei polmoni neri
l’altro che sta nell’altro.

Chi è allora questa tosse
questo starnutire d’anime
al colpo di ogni gittata
di ogni denso annaspare?

Chissà il turbine del tempo
che ritornando al respiro
nel fuori di sé è un vuoto
dunque pieno nell’asfissia



ANTONIO BUCCELLI (BUX) è nato a Foggia nel 1982. Vive tra l'Italia e la Spagna. 

Commenti

  1. Grazie Giovanna, per l'ospitalità e l'attenzione.

    Noto che hai scelto alcune di quelle che hanno dei richiami "magrelliani" (ovviamente, dal mio punto di vista).

    Un caro saluto :-)

    A presto, e grazie ancora

    Bux

    RispondiElimina
  2. Certo che questa faccia mia non invoglia alla lettura!! hahaha :-)

    Besos!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :) Ma giudicare dalla "copertina"! :)
      p.s.
      La "copertina" comunque va benissimo!

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…