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Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

LA RESURREZIONE

seguo l'acqua
in cima al monte
salgo e affondo
nel bianco

fino al punto dove
il sole è un chiodo
che trafigge
e muore il ghiaccio

resurrezione dell'acqua.

(g.i.)

SERPENTI D'ACQUA

ricordo le mani
che si tuffano
dietro alle anguille

l'acqua bollente
per tramortirle

l'uscio della cucina
serrato

e le anguille sgusciate
tra le fessure

fatiche d'Ercole
la lotta corpo a corpo con
i serpenti d'acqua

una donna
il suo scudo-coperchio

e un lungo coltello
che sembra una spada

il mostro sul tavolo
a pezzi

e lei chiude la pentola
e lei apre la porta.

(g.i.)


STASERA IO

ho la soluzione e farò così: questa non è 
poesia bella vera buona onesta nuova sincera
e lei non vuole  te me (il pan del re)
le non sa  andare a fondo lei fa  giro giro tondo

che meraviglia! non casca il mondo
se tolgo il peso alle parole
palloncini che vanno a scoppiare in cielo.
(g.i.)






MARGHERITA

ho visto un fiore
che tremava davanti
a un uomo

e mentre la spogliava
le rivolgeva
una strana domanda:
m'ama o non m'ama?

lei che non sapeva di essere
Margherita
si spoglia e risponde
con l'ultimo petalo.

(g.i.)


UN' ANIMA IN VIAGGIO

ci mancava solo che un lembo
d'anima finisse incastrato
nello sportello come una sciarpa

per poco non mi strangola
mi stringe e mi avverte
che è una tappa

allora riapro e risalgo
proseguo il viaggio.

(g.i.)




LA STRANA GABBIA

duecentosessanta ossa
in un bambino

che lentamente crescono
e poi si uniscono

a volte qualcuno
scopre tastando il petto
una costola in più

ecco un'altra sbarra
della strana gabbia
che abbiamo intorno al cuore.

(g.i.)



IN UN MARE D'INCHIOSTRO

a chi racconterò un giorno
il mio viaggio?

la zattera
costruita con il legno
di una vecchia casa

la vela strappata  al letto
 la voce che si fa
 rotta

e io che soffio
sempre più forte

a chi mostrerò il cielo
bucato e senza stelle

la luna di miele
sciolta sulle labbra?

io spingo
in un mare d'inchiostro
la mia nave

mi allontano
dal porto.
(g.i.)



LA LINGUA PRIMORDIALE

mi piace questo istante
perché mi gusto
l'aria

particelle di niente
non è un pensiero
non vuole le parole
non richiede
il suono


è solo un istante
galleggia tra le labbra
parla una lingua
primordiale e muta
cerca solo pareti
di palato

tocca la pelle
rossa di una mela

non entra nella polpa
non chiede la voce
non ha sulla punta
un sapore da decifrare.

(g.i.)

GOMITOLO

a quest'ora ho gli occhi
stanchi
fissi nel nero
la luce scivola
via dal cielo

è uno scialle
caduto dalle spalle
e non riesco più a vederla
la cruna
il filo
l'ago

non riesco a ricamarla
l'uscita dal
labirinto e tra un
solo momento non
potrò trovarla

l'uscita sfinita come se
il mondo
fosse diventato
un gomitolo

e io attorcigliata
dentro.
(g.i.)






IL TIPOGRAFO NUMERO APRILE

Il Tipografo, rivista online di Giambra Editore, una pagina con una poesia dalla mia raccolta inedita "Una Venere nel Tevere".

Qui il link.

PRIMA RAGUNANZA

Dopo un’attenta lettura delle poesie giunte per la Prima Ragunanza sulle orme di Cristina di Svezia, ideata da Giuseppe Lorin, la Giuria, composta dai membri di Liber@rte (Andrea Leonelli, Elisabetta Bagli, Gino Centofante, Monica Pasero, Oliviero Angelo Fuina e Michela Zanarella)  ha scelto le seguenti liriche per l’antologia che sarà edita da ArteMuse Editrice: “Maddalena, terra mia” di Sebatiano Impalà “Il salice ridente” di Alessandro Moschini “L’Apocalisse” di Osvaldo Crotti “La fine” di Maurizio Donte “La discesa dal monte” di Loredana Savelli “Istinti in disuso” di Emanuela Arlotta “Io Sole” di Emanuele Marcuccio “Ultima radura” di Giovanni Monopoli “Il mio mare” di Gianni Di Giorgio “Il Kagu”  di Giovanna Iorio “Connubio” di Ciro Pinto “Acrobati feriali” di Paolo Carlucci “Invidio il vento” di Stefano Massetani “Arcadia” di Maria Rotolo “L’inchino degli alberi” di Alessandro Bellomarini “Natura” di Bartolo Montanari “Ho spiegato alle palme” di Giuseppe Vetromile “Utopia” di Car…

IL NIENTE

sulla lingua passano
le parole

dicono passato
e futuro

manca alla lingua
il presente

la punta di spillo
la spina tagliente

che dice
il niente.

(g.i.)

AMO DUNQUE SONO MORTALE

Amo, dunque sono mortale di Gianni Vattimo
"Sono diventato un politico perché il filosofo deve immergersi nella società" O pposto all'eterno, paralizzato nell'attimo, negato in quanto illusione, interiorizzato nell'anima: di fronte al tempo le interpretazioni di sapienti, teologi e filosofi si rincorrono nei secoli, correggendosi e contraddicendosi le une con le altre. Tanto è facile vivere il tempo - sembra suggerire la filosofia - quanto è difficile dire con certezza cosa esso sia. Ma quale ostacolo impedisce di scoprirne il segreto? "Il fatto che il tempo non si vede fuori, ma lo si vive dentro" risponde Gianni Vattimo, professore di ermeneutica e inventore del "pensiero debole", una proposta filosofica che si oppone a ogni forma di dogmatismo aprendo al dialogo e all'incontro tra culture. Perchè molti filosofi sono concordi nell'affermare che quella suggerita dagli orologi sia un'idea del tempo inautentica e superficiale? "…

LA TAZZA

sono una tazza
un cucchiaino mescola
tintinnando l'anima.

(g.i.)


CON TATTO POETICO\ PRESENTAZIONE A ROMA

FLASH MOB DI POESIA

21 MARZO : GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA
Raduno a piazza del Popolo, ore 19 (Roma)
Ogni partecipante porti una poesia propria o di altri autori, da leggere e regalare
In occasione del flash mob sarà annunciato la PRIMA EDIZIONE PREMIO DI POESIA LIBRA 2.0


POESIE AMICHE

Oggi a Poesie Amiche la limpida poesia di Narda Fattori. Buona lettura.



VENGO A CANTARE AL MODO DELLE RANE

Vengo a Trastevere il martedì. Non vengo a trovare nessuno, non vengo a fare niente, non ho niente da fare. Vengo a Trastevere a scrivere. Vengo a  “cantare al modo delle rane". Non vengo a cantare  "al modo del poeta che finge immaginando cose vane” (è un verso di Cecco d’Ascoli, l'Acerba).  Si, perché non è sempre la poesia a seguirmi fino a Trastevere, ad attraversare con me il fiume. A volte vengo a incontrare persone in carne ed ossa. Le storie vere. Accade così. Prima cammino e mi perdo, poi mi perdo e cammino, infine mi perdo e scrivo. E dal momento che è pieno di turisti sono finalmente e veramente sola. E poi silenziosamente, e senza accorgermene, entro in decine di fotografie. Poi i turisti partono, con le loro macchine fotografiche negli zaini, ciascuno con la sua galleria di ritratti, monumenti e paesaggi. Ciascuno sale sul suo aereo per l'America, la Francia, l'Australia, il Giappone... E poi una sera, mentre mostrano le foto agli amici, e raccontan…

I MIEI QUELLI CHE . . .

Quelli che hanno ucciso un contatto su facebook e si confessano da Zuckerberg.
Quelli che Zuckerberg non li assolve e li manda all’inferno.
Quelli che hanno raggiunto il limite di amici su facebook e sono diventati BIS!
Quelli che sperano di raggiungere il limite di amici su facebook per diventare BIS!
Quelli che sperano di non avere più un profilo facebook.
Quelli che spiano su facebook e non lasciano mai i Like.
Quelli che quando sono in bagno e fuori c’è la fila fingono di non aver finito perché twittano.
Quelli che scrivono solo se qualcuno li legge.
Quelli che scrivono solo se qualcuno non li legge.
Quelli che quando twittano gli finiscono la frasi a metà…
Quelli che quando non twittano gli finiscono le frasi a metà…
Quelli che quando parli di politica ti guardano male.
Quelli che quando non parli di politica ti guardano male.
Quelli che ti guardano male quando parli.
Quelli che se sei bella sei una puttana.
Quelli che se sei brutta sei una maestra elementare.
Quelli che se scrivi poesie c’hai …

L'AROMA DEL CAFFE'

A. aveva preparato il caffè. La tazzina era sul tavolo e nella stanza c'era il profumo buono di un giorno che inizia con l'amore di qualcuno. L'aroma del caffè ci mise un attimo ad uscire dalla cucina, fece il giro della casa, svegliò G. addormentata e i due gatti neri. Poi s'infilò sotto la porta. Uscì sul pianerottolo e avvolse come una sciarpa la ragazzina che andava di corsa per le scale, giù a prendere l'autobus. L'aroma del caffè salì sull'autobus attaccato allo zaino e andò da Via Cassia a Piazza Giochi Delfici. Alla rotonda il profumo di caffè uscì dal finestrino per una curva presa male, e si aggrappò all' uomo con i capelli neri e la bocca senza sorriso che se ne stava con gli occhi chiusi seduto nel suo tassì ad aspettare clienti. L'aroma del caffè lo svegliò e così vide la giovane donna vestita di verde che gli faceva segno con la mano: "Libero?". E allora partirono insieme, lungo il Tevere, fino a Piazza Trilussa. Lei era fra…