STASERA IO E VOI


Stasera siamo io e voi. Era da un po' che non ce ne stavamo a tu per tu. A io per voi. A voi per me. Insomma, avete capito.
Lo vedete quel tipo stravaccato sul divano (sullo sfondo)? Ebbene, è Truman Capote. Lui non riusciva a scrivere se non sdraiato sul divano. Scrittura orizzontale (esiste anche quella verticale, ma è roba seria, roba da Dante Alighieri - lasciamola perdere- stasera prosa stravaccata). Vorrei saper scrivere come Truman Capote, intendo dalla stessa posizione, dal divano rosso  in salotto. Invece eccomi qua, in cucina: la sedia scomoda, la schiena che protesta, la lavastoviglie che gozzoviglia, il tavolo stanco (a quest'ora s'addormenta - e russa!).
Allora. Parliamo intimamente. Che ve ne pare del mondo dopo la fine del mondo? Tutto come prima? E i buoni propositi? Li rispettate? E i sogni? Li avverate? Siete saggi, buoni, innamorati e pii. O qualcuno di voi ha preso la scorciatoia ed è malvagio e fa la spia?
Facciamo il punto della situazione. Dopo un mese e un po' di questo mondo nuovo sono tornati vecchi politici, rispuntati vecchi comici, spariti vecchi amici. Bilancio deprimente. Roba da fare immediatamente i bagagli e andarcene lontano.
Quello che mi preoccupa è la strada che fanno i sogni. Non è vero che gli italiani non sognano. Io credo che gli italiani sognino (e tanto). Anzi forse sognano anche più della media. Ma quando si svegliano trovano la luce tagliente del sole. E questa bella luce TAGLIA.
Facciamo un esempio. Mettiamo che qualcuno di voi sogni di essere semplicemente felice. Ci riesce solo se taglia il sogno. Solo se lo rimpicciolisce tutto. Solo se da bravo minimalista riduce la sua felicità ad un microbo nel microscopio. Una famiglia? No, single. Un lavoro? A ore. Successo? Solo il cesso (senza su!---ma su, ridiamoci su).
Insomma in Italia si fanno tagli su tutto. Ma non su tutti.  E qui io sento una profonda, inesplorata, buia, intricata INGIUSTIZIA.
Ci sono persone che se la passano bene, e lo sanno. Loro raddoppiano TUTTO. Sono quelli che hanno tutto doppio: sogni, case, donne, motori, persino il mento.
E sembrano essere particolarmente felici proprio perché tutto quello che hanno ha questo suono doppio.
Che si fa? Io non ce l'ho, LA SOLUZIONE. Questo è SOLO un blog, un posto dove i sogni si vestono di parole. Qui la realtà nuda entra e si sceglie un abito: aggettivi, verbi, sostantivi. Poi , così vestita, va via e quelle parole non funzionano. Gliele strappano di dosso. I sogni restano nudi. I più grandi diventano una metà. Incontrano i potenti dal doppio petto, dal doppio mento. Hanno il doppio  anche dei miei anni.
Un'altra cosa mi fa arrabbiare. L' ipse dixit. Il principio d'autorità. Mettiamo che queste parole  io le abbia RUBATE al mio doppio potente, che so: un papa, un politico, un santo, un profeta, un affermato poeta;  spingerebbero qualcuno di voi a sognare un sogno intero? Lo spero.

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