Passa ai contenuti principali

QUATTORDICI PASSIONI






Giornata Internazionale della Donna (8 marzo)

Sabato 9 marzo 2013 alle ore 17
presso il Museo della Città e del Territorio
Via di Porta Marchetta, 2
Vetralla

verrà presentato il libro di

Teresa De Leonardis
14 Passioni
La continua violenza sull'innocenza.
L'ipocrisia e lo sgomento.
Il pietismo, l'ignoranza e la maldicenza.
La violenza della miseria che ti fa volgere lo sguardo altrove.
La violenza nel cadere in un inciampo.
La difesa di quel che ancora si possiede: le mani, il corpo e la voce.
Le violenze sottili, invisibili e celate come la polvere che copre il dolore e solo il perdono rimuove.
Il silenzio per protestare.
Queste ed altre passioni legano insieme le mie donne, ferite profondamente, spinte per terra, e poi rialzate, per ricadere di nuovo.
Donne disperse, in mezzo alla strada, come petali di uno stesso fiore.
Così ne ho raccolto, uno ad uno, questi preziosi petali .
Li ho legati tra loro in un’unica rosa.
Bianca.
Purezza e candore che nessuna violenza e nessuno, mai, potrà sporcare.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Casa Editrice Davide Ghaleb, in collaborazione con il Museo della Città e del Territorio (Sistema Museale di Ateneo - UNITUS) presenterà, sabato 9 marzo 2013, alle ore 17, presso il museo, il quarto volume della collana di romanzi denominata "Latitudini", dal titolo 14 Passioni.
Il libro è l'ultima fatica letteraria di Teresa De Leonardis, al suo secondo libro, interprete di un tipo di letteratura che esprime i sentimenti delle persone che rappresentano la nostra società, cioè la gente comune. coloro che sembrano invisibili, ma che in definitiva fanno la micro-storia di questo mondo.
I suoi racconti hanno vinto per ben due volte (2010-2011) il premio " Lune di Primavera" del Comitato Internazionale 8 marzo, e una volta (2009) si è piazzata al secondo posto.
Nella sua biografia di definisce: "fiera delle mie umili origini... di pura razza bastarda".
In questo libro si narrano le vicende di donne, costrette a subire, volontariamente per scelte non proprie, la violenza di una società, spesso rappresentata dall'uomo, che si manifesta ipocrita, maschilista e omofoba.
Le storie raccontate da Teresa De Leonardis, seppur romanzate linguisticamente, sono tutte storie vere appartenenti ad un'Italia degli anni '40-'50.
Teresa De Leonardis riesce con semplicità ed intelligenza letteraria a raccontarci un mondo che sembra appartenere ad un lontano passato, ma che purtroppo, si riaffaccia in continuazione ai giorni d'oggi.
La presentazione verrà introdotta da Elisabetta De Minicis, che dirige il Sistema Museale di Ateneo, seguirà un dibattito condotto da Gabriella Norcia, con la partecipazione dell'autrice Teresa De Leonardis e il dottor Mario Emanuele Maiolini, già Ambasciatore Italiano in Irak, durante il Governo Provvisorio, e in Messico, che ci farà un breveescursus della condizione della donna nei paesi a democrazia limitata.
Seguiranno letture di un brano del libro, "Da qui... almeno vedo il cielo" dalla voce di quattordici donne che intrepreteranno a loro modo il brano dai toni drammatici:


Gabriella Norcia,
Linda Cifaldi,
Elisabetta Capotorti,
Giovanna Iorio
Lucia Bellitto, Vera Anelli
Ilaria Amadei
Onia Patricelli
Michela Marchese
Daniela Costanzi
Bianca Maria Noci
Santa Renna
Flaviana Manetta
A fine presentazione un brindisi di saluto con bruschette, olio e vino di produzione biologica e locale.
Una parte delle vendite del libro verrà destinata all'Associazione "ERINNA, Donne contro la violenza alle Donne".

Commenti

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…