PUPA



non potrà sempre ferirmi il tuo
ricordo
far scolorire la mia carne
come se avessi il gesso  dentro
tu me lo hai rubato il sangue
e poi ci hai colorato i papaveri
del prato

non potrà sempre ferirmi
il tuo esser sordo
le parole crisalidi vuote
attaccate al ramo al buio
loro non volano

non potrà sempre farmi
gelare l'anima la voce
algida come se all'improvviso
si scontrassero
con un iceberg
le parole.


E mentre io lo giuro non sono più
la pupa imbalsamata
la farfalla
in una teca di vetro
ali infilzate
dagli spilli.
(g.i.)

(g.i.)



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