L'ANGELO NERO


Copertina di Victor Braumer, 1947 Il surrealista
Forse il merito della mia miracolosa guarigione (vedi post precedente)  non è solo di Billy Idol, ma anche  de "L'angelo nero" di Antonio Tabucchi.
Dopo aver finito di leggere "Una specie di solitudine", i diari di John Cheever  la solitudine era di nuovo in agguato. Allora ho fatto "chiodo schiaccia chiodo". Dicono che valga per l'amore, e quindi anche per l'amore verso i libri. Prima ho provato con la rilettura di Pasolini. E funziona sempre. Ma lui è il mio chiodo fisso. Più che curare infiamma. Poi ho tentato con Christopher Hitchens - di lui ho una foto con due fagiani in mano, il sorriso da sfida e tre libri meravigliosi. Ma questo libro parlava della sua malattia (un cancro ai polmoni) e s'intitola "Mortality". E' indubbiamente interessante, e lo leggerò, ma di nuovo il mio stato di salute mi rendeva piuttosto sensibile alla sofferenza altrui. Visto il dolore in mezzo alle scapole ho guardato con interesse "L'angelo nero". Che mi stiano crescendo le ali, ho pensato ("Mettiamo che questo dolore tra le scapole sia colpa delle ali...").

Dopo qualche pagina ero completamente rapita. E forse guarita. Questa raccolta di racconti di Tabucchi ha il potere di rendere il male tangibile,  eppure sa redimere, salva. Lo sto ancora leggendo, ma voglio rallentarne la lettura. Stasera vi regalo qualche perla, come il racconto "Notte, mare o distanza". Quattro amici ventenni in una fredda sera di novembre discutono di poesia e bevono vino nella piccola stanza del celebre poeta "ora quasi vecchio, che in gioventù era stato battagliero e feroce, e poi si era piegato suo malgrado agli eventi, alla vita, la ferocia gli si era cambiata in sarcasmo e delle battaglie gli avanzava lo scetticismo di chi ha combattuto le battaglie, le ha perdute e ritiene che sia vano combattere battaglie". Il poeta è un uomo misterioso e si chiama Tadeus, "(e) quando leggeva poesia perdeva la nozione del tempo. Disse: è come quando la scrivo, il tempo fa fssssss, come un pallone che si affloscia, si comincia a vivere in un mondo senza atmosfera, sotto vuoto, anche quando si legge, a voi non fa lo stesso effetto?"
Invece nel racconto successivo, "Staccia buratta", c'è una donna. Ah, quanto mi sembra di conoscerla! "Non sei più giovane, non sei più una ragazza. Si sorrise ancora. Pensò: sei una donna con una storia. Ma com’era questa storia? Che cosa avrebbe scritto se avesse dovuto scrivere la sua storia? Il problema era da dove cominciare. Dove comincia una storia? Pensò che le storie non cominciano, le storie accadono e non hanno un principio". La donna intravede un angelo alle sue spalle mentre tenta di recitare la preghiera dell'infanzia che ha dimenticato "Angelo custode, che sei il mio guardiano...". E' l'unica preghiera che faccio recitare ai miei figli tutte le sere. E naturalmente mi ha toccata.
Se vi ho fatto incuriosire, il libro è pubblicato da Feltrinelli. Ad ogni modo vi lascio alle vostre letture sul comodino, spero che siano poesie, e se non lo sono spero che abbiano il potere di far fare fssssssssssssss al vostro tempo.


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