LA BRICIOLA DI MUFFIN

foto dal blog l'aroma del caffè
Vi racconto una piccola cosa. So che vi piace trovare una storia qui, soprattutto se fa freddo e fuori (e dentro) c'è l'inverno. Ma oggi pomeriggio ho una briciola di storia. Che facciamo, trascuriamo una briciola di buono? Ma neanche per sogno. Allora eccola. La briciola.
Prima di tutto ho ancora i bambini ammalati. Questo vuol dire fare a gara per:

1) andare a buttare la spazzatura (e dunque produrre più spazzatura buttando via le cose, ripulire i cassetti, il giudizio universale delle cianfrusaglie);
2) andare a fare la spesa (e dunque mangiare quello che c'è in frigo, abbuffata eclettica per giustificare l'ennesima escursione alla SMA);
3) stendere il bucato (e che importa se piove, che importa se una camicia bagnata ti abbraccia disperata per rientrare nell'oblò della lavatrice...);
4) farsi un'altra volta la doccia (dopo la prima durata un'ora sei riuscita a non bagnarti i capelli, con la testa inclinata sotto il getto d'acqua con il rischio di pensare pensieri obliqui per un'altra ora) perché ti devi lavare i capelli;
5)uscire di casa per cercare il gatto (o entrare nell'armadio  a cercare il secondo gatto)

Ma torniamo alla briciola di muffin, volevate quella. La briciola di muffin è che nonostante tutta la lista: la febbre, il cattivo umore, l'improvvisa solitudine contemporanea ed estemporanea, la pioggia silenziosa, il silenzio della rosa, i funghi che fanno funghi, i pensieri che fanno pensieri...insomma dicevo che nonostante questo caos invernale,  all'improvviso ho addentato un muffin al cioccolato. E' sparito in un secondo.
Tranne una piccola briciola. E mi è sembrato che mi dicesse, parlane a qualcuno. La briciola superstite del muffin al ciccolato.

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