IL PUNTO PIU' CALDO

Oggi al mare il sole era miele. Il tepore era dolce e nutriva. Mi sono seduta al riparo dal vento, i bambini a giocare sulla spiaggia.  C'erano solo poche persone, sembravano tutti intenti a respirare l'aria salmastra. Si sentivano solo respiri e onde. Abbiamo pranzato in un delizioso ristorante in riva al mare, in un piccolo  borgo vicino a Roma.
Dopo pranzo ho cercato un posto al riparo dal vento, avevo un po' di freddo. Il posto più soleggiato  era sui gradini di legno davanti al locale, lì erano seduti anche  un uomo e due donne.
Anche se i Maya si sono sbagliati, resta il fatto che il sole un giorno si spegnerà. Mi ricordo il giorno in cui me ne resi conto. Il sole è una stella e dunque un giorno morirà.  Non ero una bambina, avevo sedici anni, ma ho pianto come una bambina.Era tanto tempo fa. Oggi guardando le persone sulla spiaggia ho avuto l'impressione che il silenzio fosse pieno di adorazione per questa grande stella da cui forse tutti proveniamo. L'uomo accanto a me mi ha  visto ancora un po' nell'ombra e mi ha invitato ad avvicinarmi, "siediti qui, sui cuscini bianchi vicino a noi".
Ho sorriso, ma mi sono avvicinata soltanto un po' di più. Se avessi accettato l' invito lo avrei sfiorato, i nostri corpi si sarebbero toccati (e forse anche scaldati). E' strano pensare di scaldarsi accanto ad un altro essere umano sconosciuto. Solo la guerra, la miseria o i cataclismi obbligano a volte gli esseri umani a stringersi per sopravvivere. Di solito non accade in un normale pomeriggio d'inverno, su una bella spiaggia, seduti sui gradini di  legno di un ristorante. Forse davanti al freddo sole invernale  l'umanità sente il bisogno di stringersi per scaldarsi, uomini e donne stretti a pregare la nostra stella, a implorarne il calore.
Quando l'uomo e le due donne si sono alzati per andare via,  mi hanno di nuovo invitata a sedermi  sui cuscini. Erano caldi.  E l'uomo mi ha detto "Siediti qui, è il punto più caldo".

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