Passa ai contenuti principali

IL GIORNO STONATO

libro-divano-ferragosto


Il giorno stonato.  Ce n'è uno in ogni settimana. Non sa cantare,è privo di ritmo. Non ha orecchio. Chiude perfino gli occhi. Neanche sogna. Non canta, non stride. Arriva, si siede sul divano e rompe. Dice. Resto un po', ti scoccia? E io che di solito so come difendermi dal giorno del signore e dal giorno del diavolo non so come dire di no al giorno stonato. Prego, accomodati. L'educata!
Allora si rompono le cose. Inciampo nei giocattoli e un dinosauro estinto mi insegue. Il forno brucia il pane. Apro la finestra e il fumo indugia sul davanzale, incontra il freddo e non se ne vuole andare.
Il rubinetto all'improvviso decide di lasciar scorrere via tutte le sue gocce di vita.
Il parquet scricchiola di ribellione. Basta con questi piedi in faccia, voglio fare il soffitto. I gatti vanno a caccia di Jonathan Livingstone, si arrampicano sulla libreria e, torturano il povero Gregor nella sua stanza, fanno una corsa con Murakami, scendono affamati dopo aver fatto cadere Il tuttomio di Camilleri (si leccano i baffi, hanno assaggiato le ostriche di Arianna). Per non parlare di altri minuscoli segni che  registro solo io come un ragioniere che non ragiona sul mio libro dei conti: la mia poltrona si alza, il cucchiaio mi taglia, la radio m spegne, la lampadina mi svita.
Poi decido. Vado a parargli. Scusa, giorno stonato & spaparanzato sul mio divano. Alzati!  Mi sembra che ci sia stato abbastanza in casa mia. E lui risponde: sono un giorno come gli altri. Di ventiquattr'ore.


Commenti

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…