DARIO VOLTOLINI,NEL GIORNO DELLA MEMORIA





 Sono fortunata. Ho un lavoro, la salute, i denti sani (e altro ancora).  Questo è quello che ho ora. Ma anni fa ho anche avuto grandi maestri.  Oggi vi parlo di un genio, DarioVoltolini. Mi trovavo a Torino, alla Scuola Holden, ad esplorare tutti i sogni. A vestirli di parole.  Un bel giorno Dario Voltolini entrò in aula. "Buon giorno scrittori!" e sotto il braccio una pila di cassette di cartoni animati della Walt Disney.  Poi un gran sorriso: “cominciamo”. Era felice e contento come Cappuccetto Rosso quando esce dalla pancia del Lupo. Dario Voltolini sapeva entrare ed uscire dai lupi con la semplicità di un genio. E’ questo che dello scrittore meno letto e più geniale d’Italia oggi mi ricordo all'improvviso. Dario Voltolini ha scritto libri. Libri bellissimi.  Un libro è come il vino. Più invecchia, più è buono. Sarà per questo che, anche io (come Giulio Mozzi  che ha scatenato il ricordo)  scommetto su Dario Voltolini; riserva oro della nostra cantina.
Non credevo che un giorno mi sarei messa a scrivere di lui, con questa urgenza, come se dovessi fare una profezia. Ma ho deciso oggi,  27 gennaio 2013,  che sarà sempre il giorno della memoria. Forse perché oggi mio figlio di sei anni mi ha disorientata così:

A mio figlio 6 anni: oggi è il giorno della memoria. 
Mio figlio a me: la memoria di chi? 
E io mi aspettavo "di che".

All'improvviso ricordo tutto. Ho la memoria di tutti. E tra tutto quello che oggi ricordo ci sono parole che brillano. E sono le sue.
Con l’innocenza di un bambino un giorno confessò: “Ragazzi, sono un assassino. Con il mio romanzo di esordio (Una intuizione metropolitana, Bollati Boringhieri 1990) ho ucciso Alberto Moravia".
Poi spiegò. Il  giallo lo trovate risolto in questa intervista.  
Io non risi come gli altri, interpretai alla lettera: caricate, mirate, sparate. Ed è il mio guaio. Con la penna naturalmente, faccio così con le parole. E tante altre candide confessioni ci fece Dario Voltolini.  All’ improvviso me le ricordo tutte. Ad esempio disse che siamo tutti sulla stessa (b)arca (ma forse usò un'espressione più felice, anzi di sicuro): lettori &  scrittori. Rischiamo di estinguerci, rischiamo di scomparire. Piangere fa bene, le emozioni fanno bene, il diluvio fa bene. Ci basta  un libro per galleggiare. Tutti insieme però. Leggere e scrivere, l'arca più grande del mondo. L'arca dell'umanità. Grazie Dario Voltolini.  L'allieva di cui non hai memoria.
(g.i.)

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