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UNA SCIARPA ROSSA

Il vecchio anno sulla panchina.


Mi sento così. Sono dalla parte dell'anno vecchio. Lo guardo, è un uomo curvo, con i suoi dodici mesi sulle spalle. E' un uomo solo, condannato a morte. Mi avvicino, per stringergli la mano, per sussurrargli una storia. Cosa vuoi ascoltare? Risponde: "Una storia d'amore." Mi sorprende un tempo vecchio innamorato.  Come ci riesci, ad amare ancora. La sciarpa rossa intorno al collo. Risponde: "Senza amore si muore".
Lo vedo per l'ultima volta in un parco, tra i rami spogli,  seduto sulla panchina di ferro. La sua sciarpa rossa emana ancora un flebile calore. La sua fiamma sta per spegnersi. Sta per finire. Ci sediamo.
Non mi vengono più le parole.  Fa troppo freddo. Vorrei raccontargli la storia di una donna che lo cerca per abbracciarlo, per non farlo morire. Ma lui non mi crede. Il suo rivale è già nato. E' un minuscolo pensiero, al posto del cuore ha un fiocco di neve. Però è caldo, vive. Già si scioglie il gelo.
Ci salutiamo. Prima che io vada mi fa un regalo: "Ecco, dice, prendi la mia sciarpa rossa. Con te il rosso non muore. Continuerà ad avvolgerti il mio calore".


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