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UNA FOGLIA IN MACCHINA



Avete mai cercato di spiegare a un bambino cosa sia la morte? Non è facile, due occhioni fissi nei tuoi che ti scrutano per vedere se è come la storia di Babbo Natale (che ha le scarpe di papà...e la barba finta). Insomma devi essere bravo, convincente (sarà per questo che io porto spesso gli occhiali da sole, anche se è notte?). Meno male che quando racconto una bella storia finisco col crederci anche io. E allora mi invento che quando si muore si resta nell'aria, a volteggiare, come le foglie d'autunno. Si come le foglie d'autunno. Sono secche, cadono ma non si fermano, continuano a viaggiare, e te ne ritrovi una sulla spalla mentre cammini sul Lungotevere. Mi sono lasciata prendere dalla mia speranza di speranza, e allora ho aggiunto: "quando non ci sarò più e vedrai le foglie che cadono, ecco in quel momento se una ti sfiorasse, o ti finisse sul vetro della macchina, sappi che sono io, ti sto pensando, ti sto salutando."
Mia figlia è una bambina stupefacente, a volte mi stupisco che sia così stupefacente. Questa storia è di tanto tempo fa, ora ha quasi 10 anni. Le è rimasta in testa però, perché all'improvviso mi dice che l'autunno è un po' triste, con tutti quei fantasmini gialli che ti salutano... 

Insomma, ho fatto un altro dei miei casini. A volte mi piacerebbe dire cose normali. Ad ogni modo ieri ero molto triste, una cara persona non c'è più da pochissime ore. Nel mondo c'è ancora l'eco della sua voce, e io spero che non scompaia mai. Ieri ero a Trastevere. Parcheggio e apro lo sportello posteriore per prendere qualcosa. All'improvviso una folata di vento e in macchina si "siede" sul sedile una bellissima foglia.
Ne sono stata talmente felice che volevo raccontarlo anche a voi. Non è per questo che non dormo (ho mangiato troppo, un tagliere di salumi da far infuriare duecento vegetariani) ma è per questo che scrivo alle tre e quarantacinque del mattino.
Si avvicina il Natale, cavolo è proprio vicino. Il 21 la fine del mondo, il 22 su Rai Radio 3, nel programma  IL CANTIERE la mia Fine del mondo (un racconto con le musiche dei NOTTURNO CONCERTANTE non mancate alle 19:00), se non sopravviviamo ci vediamo in giro, come tante belle foglie.


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