PERFETTE E TUTTE UGUALI

New York City (by Liz)

Mi sembra tutto molto bello stasera. Anche la polvere sotto il letto- l'ho vista brillare come una mina quando ho acceso la luce.
E' tutto vivo qua. Non è una casa normale, me ne rendo conto. C'è l'energia delle mie visioni, il calore del forno. Il mio pane. Ci sono i corpi dei bambini, ogni minuto una metamorfosi,  e io avverto quello che accade sotto la pelle. Crescono. Qui dentro cresce tutto. E io non riesco a fermare niente. Sono immersa nel lievito.
A quest'ora si sveglia anche il vicino, batte una pioggia di colpi sul pavimento sulla mia testa. Io scrivo sotto di lui, nella mia cucina. Soffre di demenza senile, non ricorda più niente. Ma i colpi vogliono dire qualcosa stasera, sono più forti, quasi insistenti. Mi racconta una storia. Sono troppo stanca per scrivere i miei racconti. Devo accontentarmi di pensarli. Se ne stanno tutti nella testa, come altri figli. Crescono anche loro. Lievitano.
Ascolterò la sua storia. Tendo l'orecchio. Ci provo, vediamo, cosa mi vuoi dire? Sei vecchio, e hai dimenticato tutto. Hai lavorato e poi quando hai smesso ti sei ammalato. Tua moglie aveva una strana malattia. Si addormentava all'improvviso. Le è capitato tre volte l'ultimo anno. E un giorno non si è più svegliata.
Era una donna gentile. Un pomeriggio salii da lei e la vidi in cucina. Mi disse, vieni, sto preparando le melanzane. Se ne stava in piedi con una forchetta in mano, nel piatto fette lunghe lunghe tutte uguali. Mi disse, "a mio marito piacciono così".  Non mi spiegò come.  Erano perfette e tutte uguali. Sembravano finte.  La casa non aveva un granello di polvere. I pavimenti erano lucidi. Il vento non osava disturbare il suo bucato. I gerani sul balcone schiudevano solo boccioli perfetti e  tutti uguali. Prima che un fiore si aprisse del tutto, lei lo tagliava.  Prima che le foglie divenissero secche e rugose, lei le staccava. Spesso quello che lei non teneva finiva da noi, di sotto, in giardino. Il vento ci portava tutto quello che aveva tagliato. Erano fiori  ancora belli e  profumati.  Foglie verdi con una piccola ombra gialla in mezzo al cuore. I miei figli li  raccoglievano, poi prendevamo un bicchiere e li portavamo in casa.  Restavano in cucina, al caldo, per qualche giorno ancora. Poi anche loro morivano, le foglie all'improvviso secche. I fiori perdevano i petali in un secondo.
Il battito ora è cessato. Forse voleva che vi raccontassi questa piccola storia di fiori secchi e sonni profondi. Lui che non ricorda più niente, che non sa di avere avuto una moglie;  lei che si addormentava come in una favola, che amava tagliare le melanzane, perfette e tutte uguali..

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