LA STORIA INFINITA DEL TAXI DI JORGE AMADO

Non finirò mai di credere nelle coincidenze.  Non le so spiegare queste meravigliose, sottili linee che uniscono le vite degli sconosciuti. Siamo sospesi  in una rete invisibile, e non esserne consapevoli è l'ingrediente più affascinante di questa strana alchimia.
Insomma, sto per raccontarvi la mia ennesima incredibile storia. Incredibile è proprio l'aggettivo adatto. Vi svelo perché.
Martedì scorso chiamo un taxi, sono a casa e devo precipitarmi a Trastevere dove ho diverse cose urgenti da fare (e in poco tempo). Esco di casa e il taxi aspetta davanti a casa mia.  Ho dovuto scartarne un altro perché non ho contanti e a me devono mandare un taxi con il bancomat. E' buio, fuori e dentro l'abitacolo. Mi siedo e chiedo,  "Andiamo a Trastevere?".
Avevo letto (e postato qui sul blog) un articolo su Jovanotti a New York.  Era in un taxi e parla del suo incontro con un amante di Pavarotti (Vi rimando al mio post).   E' una bella storia da raccontare ad un tassista, penso, ed è così che abbiamo cominciato a chiacchierare, io e Michele Greco (io parlo sempre con le persone, mi piace mi piace mi piace).
Alla guida del mio taxi c'è un uomo con una bella voce. Scopro che è un lettore avido di romanzi, ama la letteratura, la poesia. Ma soprattutto, dice,  ama Jorge Amado. "Lo sa, l'ho incontrato". Mi racconta la sua affascinante storia. Anni fa, dice Michele, nel mio taxi sono saliti un uomo ed una donna. Parlavano portoghese. Erano luminosi e pieni di parole da dirsi. Entusiasti e felici di essere a Roma.
Chi erano?, gli chiedo subito, ho la sensazione che sta per rivelarmi  i particolari di un incontro magico e importante.
Era il 1995 e nel taxi erano entrati lo scrittore brasiliano Jorge Amado e sua figlia.
Quasi mi esce un urlo di gioia. Incredibile,  qualche ora prima stavo rileggendo le pagine indimenticabili  di "Dona Flor e i suoi due mariti", uno dei libri più sensuali e ironici che abbia mai letto (e consigliato di leggere).  Però questo non glielo dico (sembrerebbe inventato e chi non mi conosce non mi crede).
Michele Greco è innamorato dei libri di Jorge Amado, e così lo accompagna in albergo ma non chiede nulla, non vuole essere pagato. Lo scrittore rimane molto colpito dall'ammirazione e dalla generosità del tassista romano, e così gli firma subito una copia del libro che il tassista, guarda caso, ha con sé. E' il romanzo "Mar Morto".
La meravigliosa storia potrebbe anche finire qui, sarebbe infatti la storia di un bell'incontro.
Però siamo ancora nel traffico, Trastevere è ancora lontana, attraversiamo il Tevere, Roma pulsa intorno come un corpo pieno di vita. Non ho più fretta. Michele può continuare il suo racconto.
Il 24 giugno del 2008 Michele prende due clienti nel centro di Roma. Sono italiani, parlano di libri, scrittori, letteratura. Allora Michele chiede: "Siete scrittori?"  Uno di loro risponde di si. Il libro che ha scritto s'intitola "Dal Pan di Zucchero al Colosseo- intellettuali brasiliani a spasso per le vie di Roma".
Michele è felice di poter raccontare ad Aniello Angelo Avella l'aneddoto di Jorge Amado. Con un titolo così, è  la persona perfetta  e subito dice: "In questo taxi si è seduto Jorge Amado".
Lo scrittore non riesce a nascondere la meraviglia, lo stupore! "Incredibile, ma allora sei tu! Incredibile, ti ho incontrato!".
Avella aveva sentito parlare del tassista di Jorge Amado, era stato lo scrittore a raccontargli di lui, e così a pag. 107 del libro la figlia dello scrittore  gli dedica bellissime parole. Eccole:

"Mi ricordo dell'autista di un taxi che prendemmo mio padre ed io davanti al Colosseo. Nel tragitto verso l'Hotel volle una conferma al pensiero che gli frullava per la testa: "Parlate portoghese?", domandò. Rispondemmo di si e allora esclamò: "Lei è il grande scrittore Jorge Amado?". La contentezza di quel signore, ammiratore così appassionato da tenere in macchina una copia di Mar Morto, fu pari alla nostra emozione. Non volle farsi pagare la corsa. (...) Fummo noi a sentirci onorati, ancora una volta Roma ci mostrava il suo grande affetto".

Sono completamente conquistata. Sembra la trama di un romanzo. Arrivo a Trastevere, ma io ho fatto un viaggio meraviglioso, nel cuore di Roma, nelle sue vene calde dove pulsano storie incredibili. Ho detto a Michele che questa storia deve continuare a "girare", che io sono una scrittrice e avrei provato a raccontarla ad un pubblico più grande, qui sul nostro blog.  E allora lui mi manda le fotografie (nel link sotto). Mi ha scritto ieri.
Però non sono stupita. La letteratura incontra sempre la vita; si tengono strette,  l'abbraccio è caldo, magico, meraviglioso. Permettetemi di considerare questa storia il regalo di Natale che Roma mi fa dopo dodici anni di incontri, persone, parole. E' la storia più incredibile di sicuro.
 Il mio amore per questa città e per i romani è ogni giorno più forte, fonte della mia ispirazione. Prima o poi scriverò il mio romanzo e cercherò di raccontarvi il fluido vitale delle coincidenze. Grazie mille Michele.
Ora cliccate pure sul link, ci sono le prove di questa bellissima storia (la copia firmata di Mar Morto di Michele e il secondo libro)




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