VI RACCONTO CORVIALE, UN CHILOMETRO DI PERSONE

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Corviale, o più correttamente "Nuovo Corviale" (il "Serpentone" per i romani),

La poesia a Corviale è un miele scuro che riempie  piccole case alveare. E' un ronzio, un pungiglione, un vento di foglie gialle e nere in un  pomeriggio tardo autunnale. Corviale è un lungo serpente di case piene di storie da offrire.
A Corviale non arriva mai la piena del Tevere,  però qui la vita straripa ogni giorno. Le case troppo piccole non possono contenerla. A Corviale c'è una forza che sa rompere gli argini, ridisegnare i letti di fiumi fermi.
Qui le parole si fanno più reali: le mie parole a Corviale sono diventate più reali.
Immersa in questa vita fluida c'è una eroica biblioteca, ogni libro qui diventa una zattera che si offre alla gente nelle quotidiane inondazioni.
Ai libri-zattera di Corviale ci si aggrappa tutti i giorni, e fa bene al cuore essere trascinati da questo serpente di gente.
Qui ho incontrato persone speciali. Carla De Angelis, un' amica, una poetessa, un'ape regina. Intorno a lei tanti amici operosi e straordinari che lavorano nella Biblioteca.
E qui ho incontrato Riccardo, un ragazzo di venti anni che ci ha raccontato com'è vivere a Corviale. Riccardo è "l'inviato speciale" di Carla, lui ha il compito, difficile, di deviare il fiume che scorre fuori, mostrare alla gente le zattere, offrirle e indicarle alla gente. Tutti si possono aggrappare alle parole e proseguire il  loro viaggio senza annegare.
Riccardo scrive poesie, ce ne legge una che definisce "piccante" ma parla soltanto di un candido seno, l'ombra di una mano tremante che sfiora un corpo. Il suo pudore è miele puro.
La vera poesia, però, gli esce dalla bocca quando descrive la sua vita nell'alveareCorviale.
Riccardo, con orgoglio, dice che non è un  male come pensano tutti essere il figlio di un serpente lungo un chilometro. Essere nati a Corviale non è essere figli del male.
Mostra due angeli, due ragazze che ha conosciuto e come lui abitano a Corviale.
Mi vengono in mente le parole di Pasolini, la poesia "A un papa" che lui scrive a  Pio XII  (papa di cui oggi il Vaticano chiede la beatificazione):   "peccare non significa fare il male: non fare il bene questo significa peccare".
E' un quartiere che vogliono demolire, Corviale. Ma, dice Riccardo, non ci riusciranno. "Siamo un chilometro di persone", dice il giovane poeta. La gente a Corviale ha una forza speciale.  E ieri io mi  ci sono aggrappata con speranza.

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