TIC TAC TIC TAC

Ho dovuto accenderlo stasera, il forno. Per riscaldare la stanza, il cuore. Non mi piace scrivere la parola cuore. Non vuol dire più niente. Non assomiglia per niente alla parola che lo dice.  Se ne sta qui in mezzo al petto come un orologio con le lancette. E'  una vecchia  pendola rumorosa, nell'era del digitale lei fa  ancora un rumore antico. Fa tic-tac, dice dice dice,  mi sembrano parole. Ma chi le vuole! Smettila, dimmi qualcosa di diverso, di meno antico.
Scusa, non te la prendere, non ti fermare... Hai ragione tu. Accendo il forno, così la stanza si scalda e mi viene voglia di riempirla di pane.
Impasto il pane. Il pane sente tutti i pensieri, è colpa del lievito. Lui sì che è sensibile, si gonfia di pena, di gioia, di rabbia.
Stasera va a finire che tra il forno, il cuore e il pane questa stanza si trasforma in una poesia d'amore. E io non ne scrivo. Mi fanno arrabbiare. Mi fanno infuriare. Stanze così sono pericolose. Bisognerebbe vivere all'aria aperta, laddove non si sente il tic-tac del cuore.

Aggiungi didascalia

Commenti

  1. Risposte
    1. Come stai Peppe? Come va il tuo blablabla della sera, a presto! :)

      Elimina
  2. il bla bla della sera va che è una bellezza! senza non saprei stare, credo...
    ciao!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari