IL SERMONE DELLA DOMENICA: L'AMICIZIA



"Gli amici sono anche una specie di specchio di noi stessi, magari molto diversi, che ci dicono come vorremmo essere o come potremmo essere": sono parole di Stanislao Nievo, nato a Milano nel 1928. Viaggio' perquarant'anni in tutto il mondo, fino in Antartide, come giornalista, regista e fotografo, prima di scoprire la sua vocazione di scrittore. Nel 1990 diede vita a I Parchi Letterari con l’idea di utilizzare la letteratura come chiave per la riscoperta e la valorizzazione del territorio. In particolare si dedico' a promuovere con la Fondazione Ippolito Nievo le ambientazioni e i paesaggi delle Confessioni di un italiano. Nel 1975, con il libro d’esordio, Il prato in fondo al mare,  vinse il premio Campiello e nel 1987 lo Strega con Le isole del paradiso.  Fu tra i fondatori del WWFMori' a Roma il 13 luglio 2006.


E' più interessante, è più importante avere un amico che un amante". Parola di Alda Merini, che delle tempeste del cuore e della vita ne sapeva qualcosa.
La poetessa milanese, scomparsa il 1° novembre 2009, è riconosciuta come una delle voci poetiche più alte ed originali della scena letteraria italiana. La sua stessa esistenza è stata un complesso e continuo intreccio di passioni e poesia, che la sua vastissima produzione riflette pienamente.

L'esperienza personale di Alda Merini è stata segnata da realtà traumatiche, fra le quali spicca in maniera drammatica quella del ricovero manicomiale, che la scrittrice racconta in molte sue pagine.
Alla luce del suo percorso artistico e umano, le riflessioni contenute in questa intervista - realizzata poco prima della sua morte - appaiono oggi ancora più intime e toccanti. L'amicizia per Alda Merini sembra avere un valore profondissimo e una purezza di intenti superiore a ogni altro sentimento. 
Vi proponiamo in questa clip, dalla sua viva voce, il suo punto di vista sul tema.

Aristotele e l`etica: l`amicizia

Pierre Aubenque, docente di storia della filosofia antica all`Università La Sorbonne di Parigi, parla del concetto di “philía”, amicizia, affrontato da Aristotele (Stagira, Grecia 384 a.c. – Eubea, Grecia 322 a.c.) nei libri VIII e IX dell` Etica Nicomachea .
L`amicizia, secondo il filosofo greco, non è necessariamente fondata sulla virtù, perché essa può fondarsianche sul piacere o sull`interesse. Se il suo fine, nella forma più alta, è di volere il bene del suo oggetto, l`amicizia permette a tutti coloro che la praticano di concorrere con le loro azioni a un identico fine: tendere al bene comune.

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